Prada Uomo primavera estate 2020: la sfilata evento a Shanghai

La collezione Prada Uomo primavera estate 2020, che ha sfilato al Minsheng Art Wharf di Shanghai, è animata da uno spirito di divertimento e potenzialità senza confine. Guardate tutte le immagini su Globe Styles

Prada Uomo primavera estate 2020 – Una sferzata di energia, provocazione e libertà. La collezione Prada Uomo primavera estate 2020, che ha sfilato al Minsheng Art Wharf di Shanghai, è animata da uno spirito di sicurezza di sé, divertimento, positività e potenzialità senza confine.

Special guest alla sfilata evento: Dane DeHaan, Deng Enxi, Du Jiang, Du Juan, Guan Xiaotong, Huang Jue, Lee Hong-Chi, Liang Jingkang, Toby Lee, Chloe Maayan, Wongravee Nateetorn, Ryo Ryusei, Wei Daxun, Zheng Kai; Cai Xukun, Frank Ocean, WinWin, He Sui, Jin Dachuan, Pei Bei, Zhao Lei, Chen Tianzhuo, Yang Fudong, Zhou Tiehai, Jia Zhangke, Rossana Hu, Lyndon Neri e Zhuang Ziyu.

L’indole trasgredisce con eleganza e attraverso l’eleganza, esplorando il significato degli abiti. I classici sono decontestualizzati, evoluzione dell’idea esplorata nella collezione Prada Resort 2020. La trasgressione è silenziosa, con l’ottimismo come alternativa alla realtà e l’utilizzo di contrasto e colore come strumenti di riconfigurazione.

L’ambivalenza permette al conservatore di diventare ribelle, al giovane di apparire sofisticato in maniera innovativa. Un’alchimia di proporzioni, un gioco scherzoso di dimensioni. Lunghezze differenti si sovrappongono in diversi capi, creando un effetto di impatto sul corpo e mettendo in discussione il linguaggio formale degli indumenti.

L’occhio è incoraggiato a rivalutare: una camicia lunga può rimandare alla linea di una giacca sartoriale; alle polo e alle felpe, decisamente proletarie, sono attribuiti volumi macroscopici, la realtà è distorta. Costringono a riconsiderare il corpo al loro interno.

Il colore è puro, potente – un mezzo empirico per galvanizzare l’aspetto. La gamma è luminosa, vibrante di vita, e include nuove, dolci tonalità neutre, colori tenui e riposanti che accompagnano il cachi, il nero e gli iper-colori sintetici. Di nuovo gli accostamenti generano energia: emblemi sartoriali della cultura popolare sono mescolati a capi di alta sartoria e mostrati accanto a quelli sportivi.

L’idea di esplorazione e pionierismo è ribadita attraverso una serie di uniformi cachi, con distintivi e patch applicati come trofei astratti. La tecnologia è diventata un oggetto di culto: simboli di un’era lo-fi ormai superata – musicassette, telecamere – sono usati come ornamenti, puramente decorativi, oggetti di un’altra epoca che hanno perso la loro utilità; il logo Prada è rimescolato con un mood retrofuturistico, e immaginato nuovo come poteva essere nel passato.

Presentata immersa in una visione del futuro nella città di Shanghai, questa collezione si ribella a quei confini. Il fascino della storia è una forma di trasgressione: il ricordo può essere una ribellione. Guardando indietro, guardando avanti, in costante mutamento.

Per questa sfilata Prada Uomo, AMO ha concepito un’installazione luminosa che fa risaltare la monumentalità industriale e l’autenticità della Silo Hall del Minsheng Wharf. Il carattere imponente e labirintico della sala è accentuato da una passerella lineare che taglia lo spazio lungo l’asse longitudinale.

Gli ospiti sono accolti nella navata centrale dell’edificio in un anfiteatro di sedute circolari che riflette scenograficamente la forma dei sili sovrastanti. Una composizione di luci al neon tratteggia le forme industriali della sala, esaltandone le intricate geometrie e generando una scia luminosa di tenui colori pastello.

I modelli sfilano lungo un percorso che si estende, quasi scomparendo nell’immensa architettura di luce. Considerato uno dei silos più grande dell’Asia con le sue 80.000 tonnellate di capacità, il Minsheng Wharf – un ex magazzino per grano e cereali – è una testimonianza eloquente del retaggio industriale, un monumento accidentale.

L’installazione degli spazi per la sfilata Prada Uomo primavera estate 2020, consapevole della sua storia, è a tratti interrotta da reminiscenze di questo passato aspro e industriale, integrate nel tessuto dell’edificio, di cui mantengono il carattere originale, l’eco di un altro tempo.

Dopo la sfilata, gli ospiti sono invitati al 7° piano del silo dove uno spazio fugace ospita una cena esclusiva e alcune esibizioni musicali e installazioni. Concepito per una sola serata, l’ambiente è organizzato intorno a diverse performance che si svolgono su diversi palchi e in modo informale in tutta l’area dell’evento.

Un lounge bar circondato da un susseguirsi di salottini in ecopelle nera e verde acido, distribuiti lungo il perimetro, fa da sfondo alla cena e ad alcune performance musicali e teatrali che precedono l’apertura del party. Una scenografica tenda di vernice nera, 100% riciclabile, avvolge l’ambiente. Qui una serie di luci al neon descrivono i contorni di una stanza, riflesso dello spazio espositivo sottostante.

Il programma di performance audio e video realizzate ad hoc comprendevano danza, musica e installazioni luminose e sonore, allestite in sette diversi ambienti. I temi dell’ambivalenza, dell’identità condivisa e del riflesso fanno da filo conduttore alle variegate performance, che interrompono e perturbano lo spazio e guidano gradualmente il pubblico attraverso di esso nell’esplorazione di eccezionali ambienti immersivi.

Queste sale effimere sono state appositamente create, per una sola notte, al 6° e 7° piano del silo, e sono interamente delineate da una successione di luci firmate da UVA. La colonna sonora di ciascuna performance è curata da Craig Richards, che a conclusione della serata è anche protagonista di un dj set back-to-back con l’acclamatissimo Ben UFO in uno spazio club creato per l’occasione.

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