Fantasmagory: il nuovo extrait Louis Vuitton tra illusione e materia

Louis Vuitton amplia la collezione Les Extraits con Fantasmagory, un profumo che esplora la vaniglia nella sua forma più luminosa e tattile. Frutto della collaborazione tra Jacques Cavallier Belletrud e Frank Gehry, questo settimo capitolo olfattivo prende ispirazione dai giochi di luce settecenteschi e da un approccio artistico alla costruzione della fragranza. Vaniglia tahitensis, mandorla italiana e zenzero estratto con CO₂ si fondono in un extrait dalla texture impalpabile e cremosa. Il flacone, reinterpretato da Gehry, esprime la fluidità del movimento e la brillantezza della composizione. 

Louis Vuitton prosegue il suo percorso olfattivo con Fantasmagory, settima fragranza della collezione Les Extraits, nata dalla visione congiunta del maestro profumiere Jacques Cavallier Belletrud e dell’architetto Frank Gehry. Un’interpretazione della vaniglia che si muove oltre le consuetudini, in equilibrio tra immaginazione visiva e precisione sensoriale.

La visione di Jacques Cavallier Belletrud: vaniglia come bagliore

Profumo Fantasmagory Louis Vuitton vaniglia

photo by Louis Vuitton

In Fantasmagory, la vaniglia non è mai opulenta né prevedibile. Jacques Cavallier Belletrud sceglie la varietà tahitensis della Papua Nuova Guinea, nota per la sua qualità luminosa e setosa. L’intera polpa del baccello viene sottoposta a criogenia e successiva estrazione con CO₂, una tecnica che conserva l’integrità aromatica dell’ingrediente. Il risultato è una vaniglia che accarezza la pelle con una delicatezza quasi epidermica, evocando una sensualità trasparente, luminosa, priva di peso.

Non c’è nulla di gourmand nel senso più tradizionale: la costruzione si basa sull’idea di illuminare l’ingrediente, lasciando che la sua struttura interna emerga con chiarezza. La vaniglia, così trattata, diventa una materia che vibra sulla pelle con una morbidezza tattile, come un velo impalpabile.

Una sinfonia di contrasti: mandorla, zenzero, anice

A dare corpo alla vaniglia contribuisce la mandorla italiana, che infonde alla composizione una cremosità polverosa, simile all’effetto vellutato dell’amaretto. Questa nota non solo dialoga armonicamente con la vaniglia, ma ne esalta la rotondità, creando un effetto sinestetico tra gusto e tatto.

Il contrasto arriva con lo zenzero estratto con CO₂, già noto tra le preferenze del maestro profumiere. La sua freschezza frizzante, con accenti agrumati e speziati, dona dinamismo all’insieme, sottintende un’energia silenziosa, aggiungendo profondità e vibrazione alla struttura olfattiva.

La presenza discreta dell’anice, avvolta in sfumature nebbiose, contribuisce all’effetto illusionistico suggerito dal nome Fantasmagory. Una componente che gioca con la percezione, introducendo leggerezza e nuance evanescenti nella costruzione finale.

La luce come materia: l’arte di Frank Gehry

Profumo Fantasmagory Louis Vuitton nuova fragranza

photo by Louis Vuitton

Per accompagnare questa composizione sensoriale, Frank Gehry ha reinterpretato l’iconico flacone disegnato da Marc Newson, introducendo un movimento fluido ispirato al vento e alla luce. Il vetro, rimodellato in forme morbide e ondulate, cattura riflessi gialli e verdi che mutano secondo l’inclinazione della luce, come a riflettere il carattere mutevole della fragranza.

Il tappo scultoreo, realizzato in metallo argentato, si trasforma in petali fluttuanti, evocando l’essenza stessa del profumo che si dissolve nell’aria. Il gioco di opposti – solidità e leggerezza, struttura e spontaneità – rispecchia la tensione costante che anima il processo creativo sia di Cavallier Belletrud sia di Gehry.

Fantasmagory: un’illusione tattile sulla pelle

Il nome stesso, Fantasmagory, rimanda agli spettacoli di illusioni luminose in voga nel XVIII secolo. È un richiamo all’inganno percettivo, alla fascinazione per ciò che muta sotto i nostri occhi. La fragranza, infatti, non si impone, ma si rivela gradualmente, come una presenza che si fa sentire solo quando si è pronti ad accoglierla.

La struttura è monotematica, ma non monocorde: la vaniglia resta al centro, ma viene esplorata attraverso texture e contrasti, mai attraverso eccessi. L’impressione finale è quella di una carezza olfattiva che aderisce alla pelle come un tessuto invisibile, lasciando una scia discreta ma persistente.

credit image by Press Office – photo by Louis Vuitton

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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