Pucci accende l’alba: la nuova collezione guarda al sole, al mare e alla notte che sfuma
Pucci affida a L’Alba un immaginario sospeso tra luce nascente e memoria estiva. Ambientata idealmente a Ortigia, la collezione sviluppa una femminilità mobile, vibrante e sensuale, dove stampe, trasparenze, ricami e gioielli costruiscono un guardaroba capace di oscillare tra spirito bohémien, eleganza urbana e suggestioni balneari.
C’è un momento preciso, tra la fine della notte e il principio del giorno, in cui tutto sembra ancora possibile. È da questa soglia visiva ed emotiva che nasce L’Alba, la nuova collezione Pucci, pensata come un attraversamento di luce, energia e desiderio di movimento. La scena evocata è quella di Ortigia e della Grotta dei Cordari, dove la pietra, il sole e la memoria mediterranea diventano parte integrante del racconto estetico firmato da Camille Miceli.
Un immaginario mediterraneo tra Sicilia e memoria del viaggio
La collezione si costruisce su un’idea di evasione che non ha nulla di astratto. Pucci lavora su una geografia emotiva precisa: il Sud, il mare, il calore, la pietra, la musica, i ricordi di viaggio. L’immaginario siciliano viene trattato come atmosfera concreta, fatta di riflessi, vento e superfici che cambiano tono con la luce.
Dentro questo scenario prende forma una donna che attraversa luoghi e tempi diversi con naturalezza. Il riferimento al viaggio è stilistico: riaffiora nelle stampe, nelle tonalità accese, nella libertà delle silhouette, nella capacità di passare da una dimensione più scoperta e sensuale a una più urbana e strutturata. È una femminilità che si modella sul movimento.
Colore e stampa: il lessico visivo di Pucci si rinnova
Uno degli elementi più forti di L’Alba è il lavoro cromatico. La collezione alterna arancione brillante, rosso, fucsia e nero a tonalità più morbide che richiamano la sabbia, il mare e un rosa come consumato dal sole. È una tavolozza che conserva l’energia grafica di Pucci, ma la rende più atmosferica, come filtrata da una luce di prima mattina o da una notte estiva ormai in dissolvenza
Anche le stampe, naturalmente, restano centrali. I motivi, tra cui Occhi, Sol e Vivara, vengono trattati come elementi pulsanti, mai puramente decorativi. Più che ornare il capo, ne determinano il ritmo. Il risultato è una superficie visiva viva, in cui il disegno sembra seguire il corpo, accompagnarlo, accentuarne la presenza.
Silhouette fluide, trasparenze e dettagli che definiscono il carattere
La costruzione dei look si muove fra leggerezza e decisione. Da una parte compaiono schiene scoperte, tagli essenziali, spaccature laterali e jersey semi-trasparenti che rendono il corpo visibile senza appesantire la linea. Dall’altra emergono elementi più netti, come una giacca sartoriale, una gonna a rete ricamata di paillettes, maglie traforate in beige e nero e foulard in seta trasformati in abiti, top e gonne.
Qui Pucci lavora bene sul contrasto. Alla morbidezza dei materiali leggeri fa corrispondere dettagli più incisivi; alla disinvoltura dei volumi affianca una precisione grafica che tiene insieme l’intera collezione. L’effetto complessivo è quello di un guardaroba che può passare con coerenza da un contesto balneare a uno cittadino, da una giornata assolata a una sera più costruita.
Molto interessante anche il modo in cui le texture vengono usate per dare profondità. I ricami oro su nero, le superfici luminose, le paillettes che riflettono la luce come acqua notturna introducono una dimensione tattile che arricchisce l’impatto visivo della collezione. La leggerezza, insomma, non coincide mai con la semplificazione.
Accessori dal segno forte: dai gladiator sandals al Warrior Ring
Gli accessori confermano questa direzione. Ai piedi compaiono sandali gladiatore che risalgono la gamba e flat estive illuminate da pietre. La cintura si fa maxi, in pelle o metallo, e torna a segnare con chiarezza il punto vita. I gioielli, invece, prendono spunto dalle forme stesse delle stampe, trasformandole in elementi tridimensionali da indossare sul corpo.
Tra i pezzi più riconoscibili c’è il Warrior Ring, un anello allungato, affiancato da un modello con pietra rossa centrale e da una costruzione pensata per estendersi dalla mano fino al piede. Sul fronte borse, la proposta oscilla tra due registri ben distinti ma coerenti: da un lato Pupa, morbida e sinuosa, quasi scultorea; dall’altro un cestino in vimini rifinito in seta, che riporta il racconto verso una dimensione più estiva e mediterranea.
Con L’Alba, la maison firma così una collezione che resta fedele al proprio linguaggio visivo, ma lo rende più atmosferico, più sensoriale, più aderente a un’idea di estate vissuta come passaggio continuo tra sole, pelle, musica e libertà.
credit image by Press Office – photo by Pucci











