Pucci Passepartout: il rituale quotidiano di stile per la collezione autunno inverno 2025

Passepartout di Pucci di questo autunno inverno 2025 trasforma l’archivio in energia attuale: Labirinto, Istrice, Collane, Volute, Astro e Hawaii tornano in abiti, tailleur in velluto, chiffon e jacquard. La palette oscilla tra nero-oro, blu piscina, turchese, cammello e rosa acceso. Borse Marmo, mini-bag a bracciale, stivali over-the-knee e gioielli-scultura definiscono look elastici tra giorno e sera. Una collezione che invita a mescolare motivi, texture e accessori con libertà.

“Passepartout” non è un nome a caso: è un manifesto. La nuova collezione autunno inverno 2025 di Pucci prende in prestito la pluralità evocata dal programma televisivo di Philippe Daverio (2001–2011) e la trasforma in un rituale quotidiano di stile. L’idea è limpida: moda come chiave universale capace di scardinare confini tra giorno e sera, cultura e divertimento, rigore e desiderio. Camille Miceli immagina una donna che scivola con naturalezza da una galleria d’arte a un club: talvolta pronta a innamorarsi di un quadro, talvolta di una notte che non vuole finire. Indossare Pucci equivale a sentirsi pronte, leggere, immediatamente “on”.

La filosofia è quella di un’estetica che conosce bene le proprie radici e le rimette in circolo. Le stampe d’archivio diventano materia viva; i materiali si alternano in trasparenze e volumi; gli accessori incidono il profilo dei look con scelte precise. Il risultato è un guardaroba che non “si adatta” alle occasioni: le crea.

Stampe storiche, energia nuova

Il cuore del progetto batte nelle grafiche firmate Emilio Pucci, ripensate con ritmo e densità cromatica.

  • Labirinto (1969): un’andatura grafica che suggerisce echi animalier, in nero, beige e oro. Perfetta per abiti colonna e caftani che cercano luce artificiale e riflessi metallici.
  • Istrice (1957): curve e spigoli in dialogo tra fucsia, rosso e viola; un pattern psichedelico che ama i tagli asciutti, gli spacchi calibrati, le scollature che si muovono con il corpo.
  • Collane (1970): cerchi e rombi in sequenza verticale; un ipnotico gioco geometrico che slancia, soprattutto su tute, chemisier e gonne longuette.
  • Volute: la sinuosità tipica della Maison, allungata per creare moto visivo; dà il meglio su chiffon e jacquard lucenti.
  • Astro: spirali care all’archivio, nate per caftani e completi leggeri.
  • Hawaii (1969): un’esplosione solare su fondi pieni, l’ideale per equilibrare capi trasparenti con pezzi più compatti.

Questi motivi non sono citazioni nostalgiche: cambiano scala, materia, intensità; passano dalla seta al velluto, dal nylon alla georgette, diventando abiti, completi e accessori. Memoria e presente si stringono la mano.

Materiali e silhouette: trasparenze in equilibrio

La struttura della collezione vive di contrasti calibrati: chiffon brillante e jacquard con mano più corposa, maglieria stampata e velluti che disegnano il corpo. I tailleur in velluto esibiscono trame caleidoscopiche e vestono come una seconda pelle; i cappotti double-face e i completi sartoriali definiscono proporzioni dinamiche, capaci di modulare la sensualità in base al contesto.

Il lessico dei capi alterna trasparenze misurate e costruzioni precise: abiti diafani che giocano con la luce, giacche aderenti dal passo deciso, pantaloni asciutti per spingere la verticalità. Tutto concorre a un’idea di femminilità mobile, che non ha bisogno di scegliere tra comfort e scena.

Il colore attraversa temperature diverse: nero e oro per attimi teatrali, blu piscina e turchese per spazzare via la gravità, cammello per dare struttura, rosa acceso per ribadire la vitalità della stagione. Le tinte si usano in blocchi o in dialogo con le stampe, per ribadire la forza del segno Pucci anche da lontano.

Accessori: il dettaglio che decide il look

Il capitolo accessori affila l’atteggiamento.

  • Borse: la morbida Marmo, le baguette e le hobo si muovono tra contrasti lucido/opaco. Le mini-bag day-to-night in nylon Labirinto o rosso intenso scivolano al polso e si portano come bracciali.
  • Calzature: stivali over-the-knee su abiti leggeri o minidress a stampa; tacchi angolari con catene che si posano sul dorso del piede, quasi fossero gioielli funzionali.
  • Gioielli: catene intrecciate, forme che richiamano corvi ricurvi, fiori di pelle utilizzati come spille o charms. Segni che non gridano, ma cambiano il baricentro dell’insieme.
  • Foulard di seta: icona del marchio, ripensata in più formati e impreziosita da dettagli dorati. Da indossare come top, cintura, turbante, o legato al manico della borsa.

L’universo Pucci si espande nel quotidiano con oggetti che parlano la stessa lingua: portagioie in seta, ombrelli a tracolla coordinati, cuscini da viaggio con motivi Iride. Piccoli compagni di percorso che portano il piacere del colore fuori dalle passerelle e dentro la vita di tutti i giorni.

Tra archivio e oggi si innesta un’energia che non ha bisogno di effetti speciali per farsi ricordare. Le stampe storiche respirano in abiti contemporanei; i materiali tessono relazioni nuove tra leggerezza e struttura; gli accessori rifiniscono il carattere. “Passepartout” non segue l’agenda, la scrive: è l’arte di essere pronte, sempre.

Tra le celebrity erano presenti: Alessandra Panico, Anna Dello Russo, Aya, Babeth Djian, Beka Gvishiani, Brune De Margerie, Bruno Astuto, Catherine Poulain, Jessica Willis, Katie Grand, Lena Mahfouf, Kyra Kennedy, Myss Keta, Molly Rogers, Nicole Phelps, Reis Rodriguez, Ryann Prevedel, Stephen Gan, Tiffany Hsu, Una & Matcha, Vanessa Friedman, Veronique Philipponnat,, Willow Lindley, Young Emperors e Lily Chee.

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credit image by Press Office – photo by Pucci

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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