Qeeboo Rabbit Unbound: la Rabbit Chair compie 10 anni alla Milano Design Week 2026
Per i suoi dieci anni, Qeeboo sceglie di tornare al prodotto che più ne ha segnato il percorso: la Rabbit Chair. Con Rabbit Unbound, in scena al Qeeboo Loft durante la Milano Design Week 2026, il marchio affida la sua seduta più iconica a una serie di reinterpretazioni firmate da designer internazionali, trasformando un oggetto identitario in una piattaforma di sperimentazione espressiva.
Alla Milano Design Week 2026, Qeeboo celebra il proprio decimo anniversario con Rabbit Unbound, una mostra costruita attorno al prodotto che più di ogni altro ha definito l’immaginario del brand: la Rabbit Chair, firmata da Stefano Giovannoni. Lanciata nel 2016, all’esordio dell’azienda, questa seduta è diventata nel tempo un elemento identitario, capace di unire immediatezza visiva ed emotività in un linguaggio riconoscibile e trasversale.
Rabbit Chair è il prodotto che ha costruito l’identità di Qeeboo
Ci sono oggetti che accompagnano un marchio e altri che finiscono per rappresentarlo. Nel caso di Qeeboo, la Rabbit Chair appartiene chiaramente alla seconda categoria. Fin dal debutto del brand, il progetto ha concentrato in una sola figura alcuni elementi chiave della sua visione: accessibilità dell’immagine, riconoscibilità immediata, dimensione narrativa e capacità di attivare una risposta emotiva. Non è solo una seduta, ma un oggetto-segno che nel tempo ha assunto il valore di emblema.
Rabbit Unbound non è quindi una semplice celebrazione d’anniversario, ma una riflessione su ciò che accade quando un oggetto entra stabilmente nell’identità di un brand e continua, a distanza di anni, a restare fertile come forma e come racconto.
La mostra usa il prodotto come matrice
L’aspetto più convincente del progetto sta nella scelta di non trattare la Rabbit Chair come un pezzo da museo da preservare intatto, ma come una base da reinterpretare. Qeeboo ha invitato i designer che hanno contribuito alla storia del marchio a confrontarsi con questo oggetto, chiedendo a ciascuno di restituirne una lettura personale e di esplorarne nuove possibilità espressive.
Un’icona, per continuare a esserlo, deve poter sopportare trasformazioni, deviazioni, persino tradimenti controllati. La mostra è costruita proprio su questa idea: capire fino a che punto la Rabbit Chair possa cambiare pelle senza smarrire la propria identità.
Undici designer misurano la tenuta formale della Rabbit Chair
A partecipare al progetto sono Estudio Campana, Furf Design Studio, Elisa Giovannoni, Richard Hutten, Studio Job, Marcantonio, Maum Studio, Studio Nucleo, Marco Oggian, Marcel Wanders e Nika Zupanc, una selezione che riflette approcci molto diversi per sensibilità, linguaggio e rapporto con l’oggetto.
La forza della mostra sta anche in questa pluralità. Affidare lo stesso prodotto a progettisti differenti permette infatti di leggerne la tenuta formale da prospettive multiple. In altre parole, la Rabbit Chair non viene osservata solo per ciò che è stata, ma per ciò che può ancora diventare. Ogni intervento ne mette alla prova il profilo simbolico e ne misura la capacità di accogliere nuovi registri, dal più ironico al più decorativo, dal più artistico al più narrativo.
Rabbit Unbound racconta il futuro di Qeeboo partendo dal suo oggetto fondativo
Per un marchio di design, celebrare un anniversario significa spesso scegliere che cosa trattenere del proprio passato e che cosa proiettare nel futuro. Qeeboo lo fa tornando al proprio oggetto fondativo, ma senza fissarlo in una celebrazione nostalgica. Al contrario, usa la Rabbit Chair come strumento per aprire nuove ipotesi di linguaggio e per ribadire una precisa idea di design: emozionale, positivo, sorprendente e capace di abitare l’immaginario quotidiano.
In questo senso Rabbit Unbound è una mostra che parla molto del prodotto, ma altrettanto del metodo. Il brand non mette in scena soltanto il proprio simbolo: ne testa l’elasticità, ne verifica la contemporaneità e ne misura la capacità di restare vivo attraverso lo sguardo di altri autori. In un panorama spesso dominato dalla rapida sostituzione delle immagini, la Rabbit Chair mostra invece una qualità più rara: quella di un prodotto che non si limita a farsi notare, ma continua a farsi reinterpretare.
Qeeboo Loft
Via Enrico Stendhal 35
22 – 26 Aprile
10:00 – 19:00
credit image by Press Office – photo by Qeeboo












