Retori apre Salotto Retori a Milano: un flagship che parla di arte, tempo e connessione
Retori inaugura Salotto Retori in Via della Spiga 48 a Milano, nel Quadrilatero della Moda: 400 mq su due livelli concepiti come luogo di incontro tra moda, arte e community. Gli interni, firmati Locatelli Partners, valorizzano materiali naturali e il muro in “cemento borchiato” di Tadao Ando. L’apertura avvia un programma di mostre ed eventi con la personale “Chupim” di Manuela Navas e la presentazione del Chapter 03 “Sentimento”.
Nel cuore del Quadrilatero della Moda, Salotto Retori Milano debutta come primo flagship store globale di Retori: non un semplice spazio retail, ma un indirizzo pensato per chi vive la moda come esperienza sensibile, intreccio di storie e gesto di relazione. Qui l’acquisto non è il centro della scena: lo è l’incontro. Con la città, con la creatività, con un’idea di bellezza che non ha fretta.
Un nuovo indirizzo in Via della Spiga
Lo store apre in Via della Spiga 48, una delle strade che definiscono l’immaginario milanese del lusso. Retori sceglie questo contesto per collocare un progetto che, fin dall’impianto, propone un ritmo diverso: più intimo, più raccolto, più orientato all’ascolto. La promessa è chiara: uno spazio dove il tempo sembra sospeso, dove il visitatore viene invitato a rallentare e a sostare, come accade nei salotti veri, quelli in cui le conversazioni contano quanto gli oggetti.
Quattrocento metri quadrati, distribuiti su due livelli: la dimensione racconta un’ambizione, ma la regia è volutamente misurata. Salotto Retori nasce come ambiente “curato ed esperienziale”, progettato per ospitare una visione di lusso contemporaneo che si fonda sulla connessione umana e sulla trasformazione interiore. Il risultato è un luogo che non si limita a mostrare collezioni: cerca di costruire un’atmosfera, un linguaggio, un modo di stare.
Nelle parole della fondatrice e direttrice creativa Salma Rachid, il Salotto nasce come “luogo di dialogo vivente”, capace di riunire ciò che il brand considera essenziale: arte, savoir-faire, storie e bellezza dell’incontro tra persone . Il punto non è soltanto osservare capi e oggetti, ma entrare in relazione “con qualcosa di più profondo dentro di sé”, attraverso un’esperienza pensata per restare anche dopo l’uscita dallo spazio.
Questa impostazione spiega anche la natura “in movimento” del luogo: Salotto Retori è immaginato come punto d’incontro per creativi, pensatori, artisti, collezionisti di significato e “viaggiatori dell’anima” . Un’identità che, per sua natura, richiede un palinsesto e non una vetrina.
Architettura e materia: Locatelli Partners traduce l’estetica Retori
Gli interni sono firmati dallo studio Locatelli Partners dell’architetto Massimiliano Locatelli, con un concept che mette insieme riferimenti mid-century, minimalismo giapponese e raffinatezza europea . L’atmosfera lavora per contrasti controllati: da un lato una quiete percettibile, dall’altro un’energia più audace, restituita da un’eleganza quasi scultorea.
La materia è parte del racconto: legni naturali, pietre scolpite, bronzo invecchiato, ceramiche materiche definiscono un ambiente sensoriale, dominato da tonalità sabbia, pergamena e colori della terra. La luce è pensata come doppia presenza – museale e domestica insieme – e ogni elemento (arredi, oggetti, tessuti) è scelto per stimolare conversazione e confronto, favorendo un dialogo tra visitatori e visione creativa del brand .
Un dettaglio che resta: il muro di Tadao Ando e le stratificazioni dello spazio
Il progetto valorizza anche le stratificazioni architettoniche preesistenti: tra queste emerge il celebre muro in “cemento borchiato” di Tadao Ando, elemento centrale capace di imprimere all’ambiente un senso di quiete quasi monumentale . È un segno che non chiede attenzione, ma la trattiene: un fondale materico che rende lo spazio riconoscibile e coerente con l’idea di “tempo sospeso” evocata da Retori.
Dal retail alla galleria: due ingressi e un’anima poliedrica
La progettazione ragiona per sequenze e attraversamenti. Al piano terra, affacciato su una corte settecentesca, l’area retail – costruita su materiali naturali e tonalità calde – si apre verso il salotto attraverso una sequenza di grandi arcate: un ambiente pensato per la conversazione, dove l’arte “permea ogni superficie” e diventa parte dell’esperienza.
Verso Via Senato, l’edificio rivela un secondo ingresso e dichiara la propria natura plurale: showroom, galleria d’arte e spazio eventi. Sotto, il livello inferiore ospita la nuova sede milanese di Retori, offrendo a chi entra in boutique la possibilità di avvicinarsi anche al processo creativo della maison. È un modo concreto di rendere visibile ciò che spesso resta dietro le quinte: tempo, gesti, lavorazioni, intenzione.
Salotto Retori nasce con un calendario di attività: sono previste mostre d’arte, workshop creativi, cene private e performance immersive, con l’obiettivo di affermarsi come luogo di risonanza culturale e di comunità nel panorama creativo milanese.
La prima mostra: “Chupim” e lo sguardo di Manuela Navas
Salotto Retori inaugura il proprio programma di attività culturali con una mostra personale dedicata a Manuela Navas. Artista brasiliana autodidatta, Navas ha contribuito alla collezione Chapter 03 di Retori, intitolata “Sentimento,” in conversazione con la fondatrice e direttrice creativa Salma Rachid e il design team.
La mostra monografica si intitola “Chupim” ed è curata da Samuele Visentin. In esposizione, una serie di dipinti di piccolo formato realizzati originariamente per illustrare l’omonimo libro per l’infanzia dell’autore brasiliano Itamar Vieira Junior, vincitore del Prêmio FNLIJ Ofelia Fontes nel 2025.
Le opere aprono una finestra sulla vita della comunità rurale brasiliana: ritmi del lavoro, legami umani, rapporto con la natura, osservati attraverso gli occhi di un bambino di nome Julim. La narrazione visiva, fatta di gesti poetici e profondi, mette al centro i legami che caratterizzano comunità Black e Brown, soggetti delle sue opere. Per Salotto Retori, Navas ha realizzato anche due nuovi dipinti pensati appositamente per l’esposizione, ampliando la serie originale.
Chapter 03 “Sentimento”: un diario da indossare
Salotto Retori ospita le collezioni donna e uomo del Chapter 03, intitolato “Sentimento”. Questo capitolo è un’ode alla vulnerabilità e all’artigianalità, in un equilibrio poetico tra struttura e leggerezza, ispirato al vocabolario visivo e alla ricerca sentimentale di Navas.
“Sentimento” attraversa tenerezza, fragilità, nostalgia e memorie reinventate, traducendole in silhouette raffinate e in un’eleganza sofisticata attraversata da una disinvoltura nomadica. Nel guardaroba, Retori reinterpreta l’outerwear drappeggiato in tessuti leggeri che invitano alla gestualità e a un’eloquenza del corpo: tra questi, le versioni primaverili dell’iconico cappotto con rever a scialle.
Accanto, l’universo “smartorial” femminile e maschile rilegge l’abito formale con un’attitudine funzionale negli abiti in lino; mentre completi di ispirazione workwear—con giacche sahariane e gilet funzionali—richiamano l’artista nei ricami di derivazione naturalistica e faunistica. L’abito drappeggiato Retori viene avvitato, e la maglieria evoca familiarità e una postura artigianale.
Il capitolo è interamente disegnato e prodotto in Italia, con una palette di blu marini, turchesi, marroni assolati e verde salvia che richiama le pennellate vivide di Navas: la collezione è presentata come “un diario da indossare”, intessuto di empatia, morbidezza e intelligenza emotiva.
credit image by Press Office – photo by Retori













