SCIC alla Milano Design Week 2026: Zum Zeri, la cucina come architettura domestica
Alla Milano Design Week 2026 SCIC Italia porta una visione di cucina che si apre a un’idea più ampia di progetto domestico. In linea con il tema “Essere progetto”, il brand introduce Zum Zeri, nuovo modello firmato da Anna ed Enrico Cattaneo con Studio Design SCIC, affiancato da una cucina outdoor e dalla Night Collection dedicata alla zona notte. Zum Zeri è un esercizio di misura: una grande isola monolitica diventa il centro scenografico dell’ambiente, definita da una gola luminosa che ne traccia il perimetro e da angoli arrotondati che trasformano il rigore in accoglienza. La matericità è protagonista: quarzite naturale, laccatura madreperla e inserti in pelle costruiscono un impatto sensoriale che si percepisce prima con lo sguardo, poi con il tatto.
SCIC Zum Zeri nasce come sintesi della maestria tecnica del brand e della sua capacità di trasformare una cucina in un architettura spaziale. Un impianto che imposta la stanza: linee controllate, volumi pieni, dettagli calibrati. Al centro si impone una grande isola dal carattere compatto, quasi statuario, pensata per diventare la scena quotidiana dell’abitare: preparazione, convivialità, lavoro, pausa.
Il tratto distintivo è la gola luminosa che corre lungo l’intero perimetro dell’isola. Un segno progettuale che “stacca” il volume da terra, ne esalta la geometria e lo rende più leggero alla vista. Gli angoli arrotondati completano l’equilibrio: attenuano la rigidità del blocco centrale, rendono i passaggi più fluidi e portano Zum Zeri in una dimensione più domestica, senza perdere la sua precisione formale.
Quarzite, madreperla e pelle: un lessico materico da toccare
Il dialogo tra superfici è la chiave narrativa del progetto. Il top in quarzite naturale porta profondità e unicità, venature e vibrazioni cromatiche che non si ripetono, mentre la laccatura madreperla introduce una luminosità sofisticata, mai aggressiva, capace di cambiare sotto la luce. Gli inserti in pelle sulle ante aggiungono calore, grip visivo e un’idea di artigianalità contemporanea: un dettaglio che avvicina la cucina al linguaggio dell’interior couture.
Come inserirla in un interior design moderno
In un progetto moderno, Zum Zeri lavora come elemento-icona. Funziona al meglio in open space con volumi netti e pareti pulite, dove l’isola può essere letta a 360 gradi. La regola è una: lasciare respiro. Materiali come microcemento, boiserie lisce, grandi superfici vetrate e metalli satinati (acciaio, champagne, titanio) valorizzano la laccatura madreperla. L’illuminazione ideale è stratificata: luce architettonica al soffitto e punti morbidi (wall washer o lineari) per far lavorare la gola luminosa come firma serale.
Come inserirla in uno stile nordico e soft minimal
In uno scenario nordico o soft minimal, Zum Zeri diventa un contrappunto prezioso alla sobrietà. Per ottenere equilibrio, la cucina va “ammorbidita” con elementi naturali: rovere chiaro, tessuti grezzi, sedute con imbottiture bouclé o lana, tappeti con trama materica. La quarzite si lega bene a palette chiare (avorio, sabbia, grigi caldi), mentre la pelle sulle ante introduce quella nota tattile che evita l’effetto showroom. Qui la chiave è la luce: temperature più calde e diffuse, per far emergere le iridescenze madreperla in modo discreto.
Come inserirla in un interior elegante classico-contemporaneo
In un contesto classico contemporaneo, Zum Zeri dialoga con stucchi essenziali, modanature leggere, parquet a spina e arredi dalle proporzioni importanti. Il segreto è costruire una “cornice” raffinata e lasciare che sia la cucina a fare la parte scultorea. Specchi, ottone satinato e pietre chiare possono amplificare la percezione della laccatura madreperla; la pelle, invece, si lega a sedute più formali e a dettagli couture (cuciture, profili, lavorazioni). Il risultato è un’eleganza controllata.
Come inserirla in un ambiente industrial chic
In uno industrial chic, l’isola monolitica diventa una presenza quasi museale. Cemento, mattoni verniciati, ferro brunito e legni scuri possono funzionare se gestiti con misura: l’obiettivo è creare contrasto. La gola luminosa lavora benissimo in questi contesti perché “taglia” i materiali grezzi con un segno tecnico. Per evitare un effetto troppo freddo, si possono introdurre superfici morbide (tende, tessili, pelle pieno fiore) e una luce calda che valorizzi le venature della quarzite.
Con Zum Zeri, SCIC Italia propone una cucina che non si limita a organizzare funzioni: costruisce atmosfera, ritmo e identità dell’abitare. È un progetto che si fa architettura domestica, capace di adattarsi a linguaggi diversi (moderno, nordico, classico-contemporaneo, industrial) mantenendo un punto fermo: la qualità del dettaglio e una matericità pensata per essere vissuta.
credit image by Press Office – photo by Scic Italia













