Seletti alla Milano Design Week 2026: Tools trasforma gli attrezzi da lavoro in un racconto pop

Alla Milano Design Week 2026, Seletti sceglie di lavorare ancora una volta sul proprio territorio più riconoscibile: la trasformazione dell’ordinario in inatteso. Con Tools, nuova collezione sviluppata con Eternoo, il brand porta sotto i riflettori utensili per la pulizia, attrezzi da cantiere e oggetti da ferramenta, sottraendoli al loro contesto abituale e restituendoli come pezzi domestici ad alto tasso visivo. A rafforzare il progetto c’è Building Design LTD., installazione che riscrive temporaneamente il flagship store milanese come una ferramenta d’altri tempi, costruendo uno scarto immediato tra ciò che il visitatore si aspetta e ciò che trova.

Per l’edizione 2026 della Milano Design Week, Seletti firma un progetto che lavora su uno dei suoi meccanismi più efficaci: prendere un oggetto comune, spostarlo di contesto e costringerlo a raccontare qualcosa di nuovo. La collaborazione con Eternoo, realtà specializzata nella distribuzione di materiali e soluzioni per l’edilizia, offre al brand un repertorio perfetto: strumenti di lavoro, accessori per la pulizia e utensili tecnici che, una volta attraversati dall’estetica Seletti, perdono la loro invisibilità e acquistano una presenza scenica autonoma.

Il progetto sarà visibile dal 21 al 26 aprile 2026, dalle 10 alle 19, nel flagship store Seletti di Corso Garibaldi 117 a Milano.

Tools: le novità Seletti 2026 guardano al cantiere e alla memoria domestica

La vera novità 2026 è Tools, una collezione che sceglie come protagonisti oggetti normalmente esclusi da qualsiasi idea di decorazione. Scopa, paletta e sturalavandini convivono con martello, carriola, cazzuola e pala in una selezione che attraversa il mondo della manutenzione, del lavoro manuale e della ferramenta. Seletti usa questi oggetti per mettere in discussione la gerarchia che separa ciò che esponiamo da ciò che tendiamo a nascondere.

L’aspetto più interessante della collezione è la sua doppia lettura. Da un lato c’è la componente pop, immediata, quasi ludica. Dall’altro emerge un lavoro più sottile sulla memoria materiale del brand: Tools richiama infatti prodotti che hanno fatto parte del catalogo Seletti tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Novanta, riportando nel presente una traccia delle origini dell’azienda. Il progetto non guarda quindi solo al linguaggio del cantiere, ma anche alla propria storia, reinterpretandola con un codice più acceso e più contemporaneo.

Colori fluo, finiture dorate e corto circuito percettivo

Dal punto di vista estetico, Tools funziona perché altera il carattere visivo degli oggetti. Le superfici metalliche vengono trattate in tonalità dorate e brillanti, mentre i manici in legno si accendono con colori fluo come fucsia, verde, rosso, giallo e azzurro. È proprio questo contrasto a generare il cortocircuito che sostiene l’intera collezione.

L’utensile resta riconoscibile, ma cambia status. Il martello non smette di essere martello, la pala resta pala, eppure il trattamento cromatico e la ricontestualizzazione li trasformano in presenza decorativa, quasi in piccole sculture di uso quotidiano. In questo passaggio si riconosce bene la grammatica di Seletti: un design che non ha paura dell’eccesso visivo, ma che lo usa per alterare il nostro rapporto con gli oggetti più semplici.

Building Design LTD.: il flagship store diventa una ferramenta d’altri tempi

Seletti Milano Design Week 2026, Building Design LTD Eternoo

photo by Seletti

Accanto alla collezione, l’altro centro del progetto è l’installazione Building Design LTD., che trasforma lo store di Corso Garibaldi in uno spazio completamente diverso da quello abituale. Per la Design Week, la facciata viene radicalmente modificata e assume l’aspetto di una ferramenta vintage con suggestioni industriali di matrice londinese. Insegna tipografica, superfici materiche e dettagli tecnici riscrivono l’identità del negozio e costruiscono una rottura immediata nel paesaggio urbano milanese.

La forza dell’allestimento sta proprio in questo slittamento di contesto. Seletti trasforma lo store stesso in parte del racconto. Il negozio diventa ferramenta, il luogo di vendita si traveste da luogo di lavoro, e il visitatore entra in uno spazio che sembra negare la sua funzione originaria per aprirsi a un’altra narrazione.

In un momento in cui molto design tende a nobilitare l’ordinario attraverso la sottrazione, Seletti continua invece a seguire la strada opposta: enfatizza, colora, sovverte. Ma dietro l’effetto pop c’è un discorso preciso sulla percezione e sulla possibilità che anche gli oggetti meno celebrati possano entrare in una dimensione narrativa.

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credit image by Press Office – photo by Seletti

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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