Shaft Jeans: l’estate in denim sulle tracce di Las Brisas Acapulco

Shaft Jeans presenta la collezione primavera estate 2026 ispirata a Las Brisas Acapulco, resort che dal 1957 ha alimentato il mito di una fuga tropicale tra ville terrazzate, Jeep rosa e notti sull’oceano. Nel racconto del brand Made in Italy il bianco, il rosa e il blu della baia si trasformano in denim e cotoni leggeri. Un guardaroba estivo che unisce eleganza rilassata, sensualità e nostalgia cinematografica legata alla stagione d’oro di Acapulco.

Nel racconto Shaft Jeans per la primavera estate 2026, il denim si allontana dall’idea di uniforme quotidiana e si avvicina a un’immagine precisa: quella di un resort che, più di molti altri, ha saputo trasformare un luogo in atmosfera. La nuova collezione primavera estate 2026 del brand Made in Italy si ispira infatti a Las Brisas Acapulco, icona costruita tra colline verdi e baia, tra architetture terrazzate e notti affacciate sull’oceano.

È un immaginario che arriva da lontano, eppure resta immediato: il bianco, il rosa e il blu; le strade panoramiche percorse dalle celebri Jeep a righe rosa; l’idea di una fuga tropicale dal gusto misurato, dove la bellezza si insinua nei dettagli. Shaft Jeans traduce tutto questo in un guardaroba estivo che parla di eleganza rilassata, sensualità e nostalgia da grande schermo.

Las Brisas Acapulco: un resort diventato mito

Las Brisas non è solo un indirizzo. È un simbolo che, dal 1957, ha contribuito a definire l’idea stessa di turismo internazionale in Messico. Situato sulla collina che guarda la baia di Acapulco, è cresciuto come visione: prima con Raymond Johnston, poi sotto la direzione di Don Brandstetter. Il risultato è diventato un teatro naturale per viaggi di nozze da cartolina e per una “dolce vita” frequentata dal jet set.

Nel racconto che ispira la collezione, il resort vive per immagini: ville immerse nel verde, terrazze che si aprono sulla luce, percorsi che sembrano pensati per essere attraversati lentamente. È un modernismo discreto, mai gridato, che convive con un senso di evasione semplice e immediato.

Hollywood, Acapulco e la seduzione del racconto mondano

Negli anni Cinquanta e Sessanta, Acapulco diventa la meta prediletta di star milionarie di Hollywood: Elizabeth Taylor, Frank Sinatra, Eddie Fisher, Brigitte Bardot. A costruire il mito contribuiscono anche i film e le cronache mondane: l’immaginario popolare si nutre di titoli come Fun in Acapulco con Elvis Presley, e di figure carismatiche legate all’ospitalità locale.

Tra queste, spicca Teddy Stauffer, soprannominato “Mister Acapulco”, capace di trasformare hotel come Villa Vera e Casablanca in salotti esclusivi. È un universo fatto di musica, mare, glamour e conversazioni che sembrano durare fino a tardi: non per eccesso, ma per naturalezza. Shaft Jeans prende questa energia e la porta nel linguaggio dei capi, con un’attenzione alla memoria visiva più che alla citazione letterale.

La palette: bianco, rosa e blu, come una cartolina contemporanea

La collezione riprende i codici cromatici del resort e li rilegge in chiave estiva: bianco, rosa e blu diventano il filo che unisce denim e cotoni leggeri. Il colore non è un semplice elemento decorativo: costruisce la scena e suggerisce un ritmo, come se ogni capo fosse pensato per passare dalla luce del giorno al buio delle serate sul mare.

Il bianco richiama l’architettura e la sensazione di pulizia visiva; il rosa rimanda alle Jeep a righe e a un’idea di charme immediato; il blu porta dentro la collezione la profondità della baia, quella tinta che cambia a seconda dell’ora e della distanza.

Denim e cotoni leggeri

Il denim diventa la base narrativa, mentre i cotoni più leggeri aprono a una sensazione di respiro e movimento. L’idea è quella di un guardaroba che accompagna: capi capaci di stare in valigia senza perdere personalità, pronti a essere indossati con una disinvoltura curata. Dentro questa prospettiva, la collezione si muove tra tre coordinate dichiarate:

  • Eleganza rilassata, che non rinuncia alla presenza scenica.
  • Sensualità, intesa come vicinanza al corpo e alla luce, mai come eccesso.
  • Nostalgia cinematografica, che non guarda al passato come rifugio, ma come linguaggio.
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credit image by Press Office – photo by Shaft Jeans

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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