Starbucks The Apron Project: il grembiule diventa moda solidale a Milano

Starbucks The Apron Project presenta, in occasione della Milan Women’s Fashion Week, una serie di grembiuli d’autore curati da Sarah Andelman: un gesto che unisce creatività, cultura del caffè e sostegno concreto al sociale.

Milano torna a essere un punto di riferimento nella narrazione europea di Starbucks: dopo il debutto di The House of Coffee, la piattaforma culturale con cui il brand ha avviato un dialogo tra creatività, lifestyle e community passa a una fase diversa, più sartoriale e più “cittadina”. Nasce così The Apron Project, presentato durante Milano Moda Donna: non un semplice esercizio di stile, ma un progetto che usa un oggetto quotidiano – il grembiule – come superficie di racconto.

Il grembiule come simbolo di identità e gesto collettivo

Starbucks The Apron Project designer

photo by Starbucks

Il grembiule verde di Starbucks è un segno riconoscibile ovunque: un elemento di lavoro, ma anche un codice visivo che parla di accoglienza, servizio e rito del caffè. In The Apron Project quel codice viene spostato di contesto: entra nell’orbita della moda e della curatela, senza perdere la sua funzione originaria. La chiave è tutta qui: far convivere artigianalità e visione creativa, e trasformare un oggetto pratico in un pezzo da collezione, legato però a un’azione precisa. L’intero ricavato delle vendite, infatti, viene devoluto a organizzazioni benefiche scelte direttamente dai designer coinvolti.

Quattro interpretazioni milanesi tra memoria, funzione e stile

Francesca Ragazzi e l’idea di cura che passa dalla tavola

Starbucks The Apron Project Francesca Ragazzi

photo by Starbucks

Il grembiule firmato da Francesca Ragazzi nasce da un ricordo familiare e da un immaginario domestico fatto di tempo, gesti e accoglienza: una “tovaglia dell’amicizia” che diventa materia da indossare. Il progetto prende forma attraverso tessuti e tovaglie preloved raccolti e selezionati con Humana People to People Italia, unendo creatività, economia circolare e impegno sociale. In questo caso, il grembiule non è solo “abito”, ma un modo di portare addosso una storia di oggetti che hanno già vissuto.

Carolina Castiglioni e la divisa come bellezza funzionale

Starbucks The Apron Project Plan C

photo by Starbucks

Per Carolina Castiglioni, fondatrice e direttrice creativa di Plan C, la divisa da lavoro non è un elemento neutro: è un oggetto nato con uno scopo, dove l’estetica è legata alla funzione. Da qui l’idea di “nobilitare” il grembiule, dimostrando che un capo operativo può avere identità forte e risultare piacevole da indossare. È un punto di vista che parla molto al presente: la moda come sistema di scelte concrete, dove i volumi, le proporzioni e l’uso definiscono il carattere.

Sara Battaglia e la grammatica del red collar

Starbucks The Apron Project Sara Battaglia

photo by Starbucks

Sara Battaglia entra nel progetto con i propri codici: il Red Collar come firma identitaria e la Plissé Discipline come metodo costruttivo. Il grembiule diventa così un capo pratico che “valorizza e impreziosisce”, in un equilibrio tra funzione e immagine. Non c’è volontà di mascherare la natura dell’oggetto: l’attenzione è sulla costruzione, sui dettagli e sull’impronta stilistica immediatamente riconoscibile.

Galib Gassanoff e il sostegno alla Hothur Foundation

Starbucks The Apron Project Institution

photo by Starbucks

Galib Gassanoff, fondatore di Institution, lega la sua partecipazione a una causa che considera prioritaria: la Hothur Foundation, che supporta il trattamento e la riabilitazione delle vittime di attacchi con acido in India, realtà conosciuta attraverso la fondatrice Kulsum Shadab Wahab. In questo caso, il grembiule diventa un ponte tra scena creativa e responsabilità sociale, con un messaggio diretto: scegliere un oggetto di design può tradursi in aiuto concreto.

Quando un oggetto quotidiano diventa linguaggio di moda

Il grembiule, per definizione, protegge e accompagna il gesto; qui, però, diventa anche segno visibile di appartenenza e racconto personale. E il fatto che ogni designer scelga una direzione diversa – memoria, workwear, costruzione, causa sociale – rende The Apron Project un piccolo atlante della creatività milanese: plurale, riconoscibile, capace di tenere insieme estetica e intenzione.

credit image by Press Office – photo by Starbucks

Monica Codegoni Bessi

About Author /

Giornalista freelance cartacea e digital, spazia dal fashion al beauty, passando per il lifestyle, lo sport e l'automotive. Ha iniziato a Modaonline nel 2010 e ha collaborato con Sport&Style di TuttoSport e Corriere dello Sport, Ulisse di Alitalia, Italo di Italo Treno, AM, InMoto.

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