Storia del profumo Chanel N°5: la Rosa di Maggio, il viaggio a Grasse

Storia del profumo Chanel N 5: all’origine della formula dell’iconico N°5, ci sono innanzitutto i fiori, come la Rosa di Maggio. Guardate il video e tutte le immagini su Globe Styles

Storia del profumo Chanel N 5 – Un viaggio nel cuore delle fragranze Chanel. I fiori coltivati nella cittadina di Grasse sono le materie prime di riferimento dei grandi profumieri. E ovviamente la storia dell’iconico N°5 della Maison non poteva che iniziare da qui.

Nel 1921, il suo creatore, Ernest Beaux, sceglie per la sua composizione il gelsomino di Grasse. Dopo circa un secolo, Chanel si approvvigiona a Grasse e, dal 1987, contribuisce attivamente alla sostenibilità della coltivazione del gelsomino e della rosa. Oggi, le piante da profumo coltivate in queste terre sono tantissime, si va dall’iris, al geranio, alla tuberosa. Cinque raccolti eccezionali, riservati esclusivamente ai profumi Chanel.

Storia del profumo Chanel N 5: LA ROSA DI MAGGIO, IL VIDEO

Storia del profumo Chanel N 5: UNA COLLABORAZIONE INEDITA

Per iniziativa di Jacques Polge, nel 1987 Chanel sigla una collaborazione inedita per l’epoca, quella con il maggior produttore di fiori della zona, la famiglia Mul, di Pégomas. È l’inizio di un’autentica storia di fiducia. L’amicizia si fa sempre più forte, assicurando la perennità del raro patrimonio di Grasse e la perfetta padronanza dell’arte di trasformare i fiori in profumo. Questa collaborazione permette di mantenere sempre costanti sia la qualità olfattiva che la quantità di fiori necessari per creare i profumi Chanel.

Storia del profumo Chanel N 5: LA STORIA DI UNA FAMIGLIA

Da 5 generazioni, la famiglia Mul presta grande impegno nel proteggere queste piante da profumo, coltivate da secoli e caratterizzate da una qualità eccezionale. Un patrimonio leggendario, ereditato dal bisnonno, che Joseph Mul ha preservato gelosamente e con orgoglio e che oggi trasmette alla generazione successiva. Analogamente, nel 2014, Jacques Polge cede le chiavi del Laboratorio Parfums di Chanel al figlio, Olivier Polge.

Storia del profumo Chanel N 5: IL RISPETTO PER LA TERRA

Pur rispettando il suo passato profondamente radicato a Grasse, Chanel guarda anche al suo futuro. Salvaguardare questo patrimonio significa anche impegnarsi per l’avvenire. La famiglia Mul e Chanel condividono valori comuni. Insieme, coltivano la differenza in un’ottica di continuità, impegno e progetti futuri.

Ai 20 ettari di campi dedicati ai fiori da profumo vengono riservati un rigore e un’attenzione senza pari. Di concerto con Chanel, la famiglia Mul non smette di migliorare le proprie tecniche di coltivazione all’insegna di un’agricoltura ragionata, in modo da consentire ai fiori di dare sempre il meglio di loro, senza mai correre il rischio di inaridire il terreno. Dopo ogni coltura, vengono svolte delle analisi accurate su ogni appezzamento di terra per comprenderne il linguaggio e coglierne i segreti.

Storia del profumo Chanel N 5: DALLA TERRA AL PROFUMO

Dal 1988, nel bel mezzo dei campi fa capolino una piccola fabbrica di campagna. Qui vengono trattati i fiori freschi man mano che vengono raccolti, così da cogliere tutta la loro quintessenza prima che svanisca. Unità di produzione e trasformazione, essa è anche un vero e proprio laboratorio dove viene testata e migliorata la resa olfattiva di ogni raccolto.

Chanel e la famiglia Mul condividono la stessa vocazione, quella di produrre i fiori più profumati e di garantire la medesima qualità oggi come domani. Dalla coltivazione della pianta sino alla sua trasformazione in concreta e in assoluta, la tracciabilità è al centro di questa felice collaborazione.

Storia del profumo Chanel N 5: LA ROSA DI MAGGIO

Una corsa folle si svolge ogni mattina per raccogliere, nel mese di maggio, le famose rose dai petali delicati.

“La Rosa di Maggio comincia a schiudersi durante la notte, sviluppa sentori dolci, mielati e leggermente speziati” racconta Olivier Polge, Profumiere Creatore della Maison Chanel.

La raccolta

Per 3 settimane, coppie di raccoglitrici riempiono con gesti precisi i loro grembiuli dei fiori appena sbocciati. I fiori vengono poi maneggiati con delicatezza e smistati nei sacchi, facendo attenzione a non premere sulle loro fragili corolle. 1 kg di rose equivale a 350 fiori ed ogni persona raccoglie 5 kg di fiori all’ora.

La pesata

Una volta giunti nella fabbrica tra i campi, i sacchi vengono pesati prima che i fiori appassiscano e vengano trattati. La corsa contro il tempo continua. Sono 50.000 le piante di rosa coltivate.

L’estrazione

Una volti pesati, i fiori vengono distribuiti su 5 piatti forati, impilati gli uni sugli altri. I fiori vengono poi sottoposti a 3 bagni con un solvente, leggermente mescolato e portato ad alte temperature. In questo modo il solvente si carica di principi odorosi, trasformando l’odore in profumo. Ogni estrattore contiene 250 kg di fiori.

La concreta

La concreta è la cera derivante dall’estrazione dei fiori con solventi. Viene conservata meticolosamente. Per ottenere 1 kg di concreta occorrono ben 400 kg di rose.

L’assoluta

Su richiesta del Profumiere della Maison Chanel, la concreta viene trasformata in assoluta, un liquido utilizzato nelle formule dell’Extrait del N°5 di Chanel. 1 kg di concreta produce 600 g di assoluta di rosa.

Storia del profumo Chanel N 5: com’è nata la fragranza

Ambasciatore olfattivo di Chanel nel mondo, sin dalla sua creazione quasi 100 anni fa, il successo del profumo N°5 non ha mai vacillato. Sinonimo di lusso, eleganza e una certa art de vivre, questo profumo dai riflessi dorati, nel suo flacone dalle linee architettoniche, attraversa le epoche senza mai perdere la sua modernità. Una creazione radicale in tutti i suoi aspetti, che riflette la personalità di Gabrielle Chanel di cui è il doppio olfattivo, N°5 si è affermato come l’archetipo del profumo.

È un’astrazione, un’invenzione assoluta, una fragranza che evoca una manciata di fiori senza che si possa identificarne nessuno; quando Gabrielle Chanel e il profumiere Ernest Beaux diedero vita al N°5 nel 1921, diedero vita a molto di più di un nuovo profumo: una vera rivoluzione olfattiva.

È a Grasse, una cittadina della Costa Azzurra, centro della profumeria francese dal 17° secolo, che nasce il profumo N°5, nel 1921 nel laboratorio del naso profumiere Ernest Beaux. Una visionaria stilista di moda, la prima sarta a creare un profumo, Gabrielle Chanel rifiuta l’idea di una fragranza strettamente legata all’odore dei fiori.

Rompendo la tradizione dell’epoca, che amava i “monofloreali” chiese a Ernest Beaux “un profumo artificiale come un vestito, vale a dire costruito. Sono un artigiano del cucito. Non voglio la rosa, il mughetto, voglio un profumo composto. “… Vorrebbe “un profumo di donna dal profumo di donna”.

Per lei, Ernest Beaux immagina un’architettura olfattiva senza precedenti. Un bouquet di 80 componenti le cui preziose note (rosa di maggio, gelsomino, ylang ylang, sandalo…) si mescolano per la prima volta nella storia con le aldeidi in grandi proporzioni, che sublimano la fragranza e proiettano la profumeria nell’era moderna, facendo del N°5 una fragranza astratta.

E quando si tratta di trovare un nome per questa creazione unica, Mademoiselle Chanel dà ancora una volta prova della sua audacia. A differenza dei profumieri di questo inizio del XX° secolo, non sceglie un nome poetico ma un semplice numero: 5.

Si racconta che è il numero fa riferimento al quinto campione presentatogli da Ernest Beaux, ma il 5 è anche il numero che Gabrielle Chanel, legata ai segni zodiacali e ai simboli, scelse come numero portafortuna e come data di presentazione delle sue collezioni spesso fissate il 5 febbraio e il 5 agosto.

Per vestire questo profumo, Gabrielle Chanel immagina un flacone semplice, le cui linee pure e il radicalismo quasi farmaceutico contrastano ancora una volta con la tradizione. Linee nette, angoli arrotondati, questo flacone minimalista e all’avanguardia adatta la sua forma alla distribuzione internazionale e all’implementazione industriale nel 1924, adottando la silhouette che conosciamo oggi.

Il tappo è sfaccettato e i suoi contorni richiamano quelli di Place Vendôme che Gabrielle Chanel contempla dal balcone della sua suite dell’Hotel Ritz di Parigi. L’etichetta con impresso il famoso numero è sobriamente grafica, ed esprime l’estetica di un’era decisamente modernista.

N°5 eccelle nel coltivare i paradossi: il design classico del flacone contrasta con la ricchezza di una fragranza dai riflessi dorati, la cui semplice visione suggerisce una promessa di sensualità. Questo prezioso bouquet di aldeidi ha tutte le caratteristiche per sedurre le donne di tutto il mondo.

Nel 1937, Mademoiselle Chanel, che fece di N°5 la sua firma, posa come testimonial davanti all’obiettivo del fotografo François Kollar nel suo appartamento al Ritz per una campagna pubblicitaria dedicata agli Stati Uniti. Nel 1959, il N°5 viene esposto nel Museum of Modern Art di New York, diventando un’icona; Marilyn Monroe afferma di indossare solo poche gocce di N°5 per andare a dormire; e Andy Warhol immortala il flacone, confermando così la straordinaria fama di questa fragranza unica.

Quasi cento anni dopo la sua creazione, il suo potere di seduzione, la sua modernità rimangono intatti. Se la sua formula innovativa gelosamente custodita dai nasi di Chanel rimane fedele alla sua identità olfattiva originale, il profumo N°5 ha saputo reinventarsi nel corso degli anni, in particolare nel 2016 con la creazione di N°5 L’EAU firmata dal Profumiere Creatore della Maison, Olivier Polge.

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