Arte e orologi si incontrano al Pit Stop Swatch di Locarno 2025

Globestyles ha trascorso una giornata speciale con Swatch per l’apertura del Locarno Film Festival 2025. Dalla visita al Sacro Monte della Madonna del Sasso, patrimonio religioso e architettonico, alla retrospettiva di Joana Vasconcelos al Museo di Ascona, fino al vivace Swatch Pit Stop, dove orologeria e arte si incontrano. La giornata si è conclusa in Piazza Grande con la proiezione di In The Land of Arto, un racconto cinematografico tra memoria, identità e paesaggi armeni, perfetta chiusura di un itinerario tra cultura e creatività.

Quando il cinema incontra l’arte del tempo

La stazione di servizio Swatch

photo by Swatch

Nel cuore del Locarno Film Festival 2025, Swatch rinnova la sua presenza con uno spazio immersivo capace di fondere creatività e spirito pop. Lo Swatch Pit Stop si presenta quest’anno come una stazione di servizio creativa: un luogo che, oltre a richiamare la cultura cinematografica attraverso il concetto di “transizione”, si trasforma in punto d’incontro tra funzionalità e linguaggio artistico contemporaneo.

All’interno dello stand, progettato con l’aspetto di un minimarket urbano, è possibile acquistare gli orologi esclusivi dedicati all’evento, insieme a una selezione di prodotti essenziali, come in un vero convenience store. Ma la vera sorpresa arriva con le installazioni artistiche ospitate nello spazio: tre opere nate dall’immaginazione di artisti internazionali, tutti legati alla residenza creativa Swatch Art Peace Hotel di Shanghai.

Le opere in mostra al Pit Stop

Il minimarket pop di Swatch

photo by Swatch

Cookie Box Handbag – Juan Pablo Chipe

La prima opera d’arte è un incontro tra mondo pop, moda e ironia urbana. Chipe è una scultura-borsa che si ispira al linguaggio commerciale dei supermercati, riproducendo una scatola di biscotti costruita su una base in cartone per uova. Realizzata con materiali recuperati, l’opera riflette l’interesse dell’artista per l’estetica del consumo e la possibilità di trasformare l’ordinario in oggetto espressivo.

Hand-Colored – Lei Lei

L’artista cinese presenta un’opera dal forte impatto visivo e documentaristico. Hand-Colored è ispirata alla collezione Beijing Silvermine, un archivio fotografico che raccoglie migliaia di scatti anonimi risalenti al periodo tra il 1985 e il 2005. Reinterpretando le immagini con la tecnica manuale della colorazione a mano – tipica del primo Novecento – Lei Lei dà vita a una sequenza di oltre 1.100 ritratti intensi e vivaci, capaci di restituire frammenti autentici della vita quotidiana in Cina.

Party 5 – Philip Ortelli

L’ultima opera, firmata da Ortelli, trasforma oggetti comuni in piccole esplosioni visive. Le lattine di bibite, rivestite da colori brillanti e accostamenti inattesi, diventano elementi di riflessione sulla cultura del consumo e sull’estetica dei prodotti di massa. Attraverso la manipolazione formale e cromatica, Party 5 racconta la leggerezza apparente di ciò che ci circonda, con un’ironia sottile che si insinua tra scaffali e luci al neon.

Le tre opere esposte nello Swatch Pit Stop non sono solo decorazioni temporanee, ma parte di un progetto culturale in costante evoluzione, che pone l’arte al centro della vita pubblica. Il fatto che arrivino da un’esperienza come quella del Swatch Art Peace Hotel di Shanghai – una delle realtà più longeve e prolifiche nel campo delle residenze per artisti – sottolinea l’impegno continuo del marchio nel promuovere la creatività a livello globale.

Un ingresso pop al festival

Il Pit Stop Swatch a Locarno 2025

photo by Swatch

Rimanendo fedele al suo spirito energico e accessibile, Swatch ha previsto anche quest’anno il servizio di trasporto gratuito a bordo delle sue iconiche automobili personalizzate. Un collegamento diretto tra stazione, porto e piazza del festival, pensato per accompagnare i visitatori fin dal primo momento, offrendo un assaggio del mood Swatch.

A fare da protagoniste su strada, due mezzi diventati ormai iconici: una vivace Méhari rosa, perfetta per interpretare l’anima giocosa del marchio, e un elegante Maggiolone bianco che unisce estetica vintage e spirito cinematografico.

Al Museo di Ascona, l’universo poetico di Joana Vasconcelos

Siamo stati anche al Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona dove è in corso la prima retrospettiva svizzera dell’artista portoghese Joana Vasconcelos. La mostra, curata da Mara Folini e Alberto Fiz, ripercorre l’intera carriera dell’artista, con 30 opere tra installazioni, sculture, video e dipinti.

L’esperienza si apre con Wash and Go, installazione di tessuti che simboleggia la rinascita. A seguire, l’impatto visivo della Valchiria La Baronessa, alta dieci metri, cattura l’attenzione per la sua presenza scenica.

Tra le opere esposte, spicca anche Red Independent Heart #3, un cuore sospeso che ruota evocando i cicli vitali, accompagnato dalle note del fado. Flowers of My Desire, da cui la mostra prende il nome, esplora invece i desideri e le ambiguità del quotidiano.

Joana Vasconcelos affronta temi sociali importanti con sarcasmo e poesia: il consumo, la dipendenza da farmaci, le pressioni estetiche. Le opere della serie Stupid Furniture, realizzate con mobili dismessi, trasformano lo scarto in materia viva e narrante.

Una chiusura tra cinema e introspezione

Swatch protagonista del Locarno Film Festival 2025

photo by Swatch

Dopo un pomeriggio immerso tra il fascino spirituale del Sacro Monte, la potenza espressiva delle opere di Joana Vasconcelos e l’energia pop dello Swatch Pit Stop, la giornata di Globestyles con Swatch si è conclusa sotto le stelle di Piazza Grande.

La proiezione di In The Land of Arto (qui la nostra recensione del film), opera prima di Tamara Stepanyan, ha aperto ufficialmente il Locarno Film Festival 2025 offrendo un’esperienza cinematografica intensa e contemplativa. Con l’interpretazione intensa di Camille Cottin e la fotografia poetica di Claire Mathon, il film ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra memoria e identità, attraversando l’Armenia come un archivio vivo di storie, silenzi e paesaggi interiori.

Seduti nella platea a cielo aperto, con l’orologio del festival al polso e l’eco delle immagini ancora negli occhi, si è percepita quella sintonia rara tra arte, tempo e narrazione che anima sia la filosofia di Swatch sia lo spirito del Locarno Film Festival. Una chiusura perfetta per una giornata che ha unito luoghi, incontri e linguaggi diversi, tutti legati da un filo comune: la capacità di raccontare il presente guardando oltre l’istante.

credit image by Press Office – photo by Swatch

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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