Teso di FontanaArte, il tavolo di Renzo Piano che trasforma il vetro in architettura
• Teso è il progetto firmato da Renzo Piano nel 1985 che trasforma il vetro da superficie decorativa a elemento strutturale.
• FontanaArte amplia la collezione con tavoli quadrati, rettangolari, rotondi ed ellittici destinati alla casa, all’hospitality e al contract.
• La trasparenza del vetro rende Teso adatto a interni minimal, modernisti e classico contemporanei, purché venga lasciato libero di dialogare con luce e architettura.
Teso attraversa quasi quarant’anni di design senza perdere la sua attualità. Il tavolo progettato da Renzo Piano per FontanaArte continua a distinguersi perché non utilizza il vetro come semplice rivestimento o superficie d’appoggio, ma lo trasforma nella sostanza stessa della costruzione. Trasparenza, precisione tecnica e leggerezza diventano così parti inseparabili dello stesso progetto.
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Teso di FontanaArte nasce nel 1985 dall’incontro tra la ricerca progettuale di Renzo Piano e una sperimentazione ingegneristica applicata al vetro. Il risultato è un tavolo che supera la tradizionale distinzione tra piano e sostegno, trasformando il materiale trasparente in un vero elemento strutturale.
È proprio questa decisione a rendere Teso ancora contemporaneo. La sua identità nasce dalla precisione costruttiva e dalla capacità di far apparire il volume più leggero di quanto sia realmente. Il tavolo esiste, occupa lo spazio e ne organizza le funzioni, ma non costruisce una barriera visiva.
Il vetro: superficie e struttura
Nel design del mobile, il vetro è stato spesso utilizzato come piano appoggiato a una base in legno, metallo o pietra. Teso ribalta questa logica. Il materiale non completa una struttura sviluppata altrove, ma partecipa direttamente alla sua costruzione, assumendo un ruolo tecnico oltre che estetico.
Questo passaggio cambia radicalmente il modo in cui il tavolo viene percepito. La trasparenza consente di leggere connessioni, spessori e geometrie, mentre la luce attraversa il mobile e ne attenua l’impatto nell’ambiente. Il rigore dell’ingegneria resta visibile, ma non produce pesantezza.
Teso mette quindi in relazione due qualità apparentemente opposte: solidità e immaterialità. È una tensione tipica del lavoro di Renzo Piano, dove la tecnica non viene nascosta, ma trasformata in linguaggio.
La trasparenza rende leggibile l’architettura della stanza
La presenza di un tavolo modifica sempre la percezione di un ambiente. Nei modelli più massicci, il piano e la base possono interrompere la visuale e dividere la stanza in modo netto. Teso lavora nella direzione opposta: mantiene la funzione, ma permette allo sguardo di attraversare il volume.
Questa caratteristica lo rende particolarmente efficace negli open space e negli ambienti in cui cucina, pranzo e living convivono. Il tavolo definisce la zona conviviale senza separarla visivamente dal resto della casa. Pavimento, tappeti, pareti e sedute restano leggibili attraverso il vetro, contribuendo alla composizione complessiva.
La trasparenza non equivale però a neutralità. Teso conserva una presenza architettonica molto precisa. La sua struttura viene percepita attraverso riflessi, bordi, sovrapposizioni e variazioni luminose che cambiano nel corso della giornata.
Le nuove forme ampliano le possibilità della collezione
FontanaArte amplia oggi la famiglia Teso con nuove configurazioni quadrate, rettangolari, rotonde ed ellittiche. L’estensione non modifica il principio originario del progetto, ma ne aumenta la capacità di adattarsi a stanze, funzioni e proporzioni differenti.
La forma del tavolo non è una questione puramente estetica. Determina i percorsi, modifica la distanza tra le persone e stabilisce il modo in cui il mobile dialoga con l’architettura. Un tavolo rettangolare organizza lo spazio lungo un asse, quello rotondo favorisce una relazione più raccolta, mentre la forma ellittica addolcisce il volume e facilita il movimento intorno al piano.
Le nuove configurazioni permettono quindi di scegliere Teso non soltanto per il suo valore iconico, ma per la sua capacità di rispondere alle esigenze reali dell’abitare contemporaneo.
Il tavolo rettangolare organizza sale da pranzo e open space
La versione rettangolare è la più naturale per una sala da pranzo sviluppata in lunghezza o per un grande ambiente aperto. La geometria segue l’asse della stanza e può stabilire una relazione diretta con un’isola cucina, una parete attrezzata o una sequenza di finestre.
In un open space, Teso può diventare il punto di passaggio tra cucina e living. La struttura trasparente permette alle sedute di assumere un ruolo più evidente. Sedie in legno curvato, pelle, tessuto o metallo possono cambiare completamente il carattere del tavolo.
Il tavolo rotondo favorisce una convivialità più raccolta
La versione rotonda è particolarmente efficace nelle zone pranzo compatte, nelle cucine abitabili e negli ambienti in cui il tavolo deve favorire una relazione diretta tra le persone.
Dal punto di vista architettonico, la forma circolare interrompe la rigidità di stanze molto ortogonali, arredate con cucine lineari, librerie modulari o pannellature geometriche. Il vetro conserva leggerezza, mentre il profilo curvo introduce movimento.
Un’unica sospensione centrale può sottolineare la geometria del piano. Meglio scegliere un corpo illuminante dalla luce morbida, evitando lampade troppo grandi o eccessivamente articolate che rischierebbero di coprire la trasparenza della composizione.
La forma ellittica unisce fluidità e capacità conviviale
Il tavolo ellittico rappresenta una soluzione interessante per sale da pranzo ampie e ambienti destinati all’ospitalità. Offre una superficie generosa, ma elimina la rigidità degli angoli e rende più agevole il passaggio intorno al mobile.
La curva accompagna lo sguardo e permette al tavolo di inserirsi anche in stanze dalla pianta non perfettamente regolare. È adatto a un living importante, a una sala da pranzo affacciata sul paesaggio o a una suite hospitality in cui il piano deve essere utilizzato per mangiare, lavorare e ricevere.
La forma ellittica valorizza inoltre la qualità ottica del vetro. I bordi curvi catturano la luce in modo graduale e rendono più evidente il rapporto tra trasparenza, riflesso e movimento.
Il tavolo quadrato funziona negli spazi compatti e multifunzione
La configurazione quadrata è indicata per cucine, zone pranzo raccolte e ambienti multifunzione. La forma compatta permette di sistemare il tavolo al centro della stanza oppure in relazione con una parete, mantenendo una distribuzione equilibrata delle sedute. In un piccolo appartamento, la trasparenza aiuta a contenere l’impatto visivo del mobile.
Teso trova nella sala da pranzo la sua collocazione più naturale
La sala da pranzo è l’ambiente in cui Teso può esprimere pienamente il rapporto tra materia, luce e spazio. Il tavolo deve essere lasciato libero di respirare, evitando di circondarlo con troppi mobili, vetrine o complementi decorativi.
In una stanza ampia può essere collocato al centro, sotto una sospensione lineare o una composizione luminosa leggera. La luce deve valorizzare il piano senza produrre riflessi fastidiosi. È preferibile scegliere sorgenti dimmerabili, capaci di passare da un’illuminazione funzionale a una più morbida durante la cena.
Un tappeto può aiutare a definire la zona pranzo, ma deve avere una superficie sufficientemente ampia da contenere tavolo e sedie anche quando vengono spostate. Colori compatti e texture tessili opache creano un contrasto interessante con la precisione del vetro.
In cucina alleggerisce isole, colonne e volumi contenitivi
In una cucina contemporanea, Teso può bilanciare la presenza di mobili alti, colonne attrezzate e grandi isole. La trasparenza riduce l’accumulo visivo e permette al tavolo di affiancarsi a volumi importanti senza rendere la stanza troppo piena.
La versione rettangolare funziona in continuità con una lunga isola, mentre quella rotonda può creare una zona colazione più morbida accanto a una cucina molto geometrica. Il modello quadrato è invece adatto agli ambienti compatti, dove il tavolo deve svolgere anche la funzione di piano di lavoro.
Le sedute diventano determinanti. In una cucina minimale possono essere scelte nello stesso colore dei frontali, creando una composizione uniforme. In un ambiente più caldo, legno, pelle e tessuti introducono una componente tattile che attenua il rigore del vetro.
Teso negli interni minimal esalta spazio e proporzioni
Lo stile minimal contemporaneo è uno dei contesti più naturali per Teso. Pareti chiare, pavimenti continui, pochi arredi e geometrie controllate lasciano emergere la qualità costruttiva del tavolo. Il vetro amplifica la luce e mantiene l’ambiente visivamente aperto.
Per evitare un risultato eccessivamente asettico, è utile introdurre sedute in legno, pelle o tessuto e una lampada dalla luce calda. Il tavolo deve restare l’elemento più preciso della composizione, mentre gli altri materiali aggiungono comfort e profondità.
Accessori e centrotavola vanno dosati. Un vaso scultoreo, una composizione botanica o pochi oggetti in ceramica sono sufficienti. Riempire completamente il piano significherebbe annullare il rapporto tra trasparenza e spazio.
Negli interni modernisti dialoga con le icone del Novecento
Teso si inserisce con naturalezza negli interni modernisti e nelle case arredate con pezzi del design italiano del Novecento. La chiarezza strutturale del progetto permette di abbinarlo a sedute storiche, lampade d’autore e sistemi modulari senza creare una competizione formale.
Il segreto è evitare una composizione da museo. Le icone devono essere utilizzate e mescolate con elementi contemporanei, tessili e oggetti personali. Teso può diventare il punto di equilibrio tra arredi appartenenti a epoche differenti, proprio perché la sua trasparenza non impone un colore dominante.
Legno scuro, pelle, acciaio e vetro possono convivere nella stessa stanza, purché le proporzioni restino controllate e ogni pezzo mantenga spazio sufficiente intorno.
Negli interni classico contemporanei crea un contrasto misurato
Un tavolo così rigoroso può funzionare anche in uno stile classico contemporaneo, soprattutto quando viene inserito in ambienti con boiserie, modanature, parquet, soffitti decorati o camini storici. Il vetro non tenta di imitare il linguaggio architettonico esistente, ma crea un contrasto leggibile tra passato e presente.
In questo caso, le sedute possono mediare tra i due mondi. Poltroncine imbottite, velluto, pelle o legno curvato aggiungono comfort e aiutano a integrare il tavolo nell’ambiente. Una sospensione contemporanea ma non eccessivamente tecnica può completare la composizione.
È preferibile evitare troppe superfici specchiate o cristalli decorativi. La trasparenza di Teso deve restare l’elemento principale, bilanciata da materiali opachi e da colori profondi.
Nello stile industriale il vetro alleggerisce cemento e metallo
In un loft o in un interno di ispirazione industriale, Teso può alleggerire pareti in mattoni, cemento, travi metalliche e grandi volumi. La precisione del vetro dialoga con il carattere tecnico dell’architettura, ma introduce una presenza più raffinata e luminosa.
Le sedute possono essere in metallo verniciato, cuoio o legno, mentre una sospensione lineare aiuta a definire il tavolo senza interrompere l’ampiezza del soffitto. È importante non aggiungere troppi elementi trasparenti: il tavolo ha bisogno di superfici opache intorno per essere percepito con chiarezza.
Le sedute determinano il carattere finale del tavolo
La trasparenza di Teso lascia alle sedie un ruolo molto importante. Una seduta grafica in metallo rafforza la precisione del progetto. Il legno introduce calore. La pelle aggiunge una nota più sofisticata, mentre un’imbottitura in tessuto rende la zona pranzo più accogliente.
Non è necessario scegliere sedie trasparenti. Al contrario, un’intera composizione in vetro e policarbonato potrebbe risultare troppo evanescente. Sedute più materiche aiutano a definire il perimetro del tavolo e rendono il rapporto con il corpo più confortevole.
Anche il colore può modificare profondamente l’insieme. Nero, cuoio e legno scuro danno a Teso un carattere più deciso. Bianco, beige e grigio chiaro ne esaltano la leggerezza. Tonalità come rosso, blu o verde trasformano invece le sedute nel vero accento cromatico della stanza.
La luce deve valorizzare il vetro
L’illuminazione è decisiva quando si inserisce un tavolo in vetro. Una sorgente troppo intensa o non schermata può creare riflessi fastidiosi sul piano. È preferibile scegliere una lampada con diffusione controllata, buona resa cromatica e possibilità di regolare l’intensità.
La sospensione deve rispettare la forma del tavolo. Un corpo lineare segue il modello rettangolare, una lampada centrale valorizza quello rotondo, mentre una composizione di più elementi può accompagnare la forma ellittica. La luce calda rende il vetro meno freddo e valorizza maggiormente volti, cibo e materiali circostanti.
Con Teso, FontanaArte porta nel presente uno dei progetti che meglio esprimono la cultura del design italiano: innovazione tecnica, essenzialità formale e capacità di costruire oggetti destinati a durare oltre le stagioni. Un tavolo che non riempie lo spazio, ma lo rende più leggibile.
credit image by Press Office – photo by FontanaArte














