Time is up film Amazon Prime Video – Il film con protagonisti Bella Thorne e Benjamin Mascolo esce in esclusiva sulla piattaforma di streaming il prossimo 3 gennaio. Nel cast accanto a loro, anche Sebastiano Pigazzi, Bonnie Baddoo, Emma Lo Bianco, Giampiero Judica, Roberto Davide, Nikolay Moss, Linda Zampaglione. Il film è diretto da Elisa Amoruso e prodotto da Marco Belardi per Lotus Production (a Leone Film Group Company) e Rai Cinema in associazione con 3 Marys Entertainment e Voltage Pictures.

Time is up film Amazon Prime Video: il trailer ufficiale

Vivien (Bella Thorne) e Roy (Benjamin Mascolo) sono due ragazzi dalle personalità apparentemente opposte. Vivien è una studentessa talentuosa con la passione per la fisica e il desiderio di entrare in una prestigiosa università americana. Vive la sua vita come una formula matematica che la spinge a rimandare al futuro la propria felicità. Roy invece è un ragazzo problematico, tormentato da un trauma vissuto da bambino, che sembra rincorrerlo inesorabilmente e mandare continuamente in fumo tutti i suoi sogni. Ma anche le scienze esatte hanno le loro variabili e, come sempre accade, la vita riesce a intrecciare i suoi eventi in modi sorprendenti e inaspettati.

Come racconta la regista Elisa Amoruso: “Time is up è un film che nasce da una riflessione sul tempo e da come le circostanze di un evento possano modificare le vite di due personaggi che si incontrano e sono destinati a stare insieme. La memoria è il filo che lega i personaggi di Vivien e Roy, è l’elemento che li unisce e al tempo stesso l’elemento che li separa.

Con gli attori protagonisti, Bella Thorne e Benjamin Mascolo, abbiamo intrapreso un lavoro sui personaggi partendo dalla sceneggiatura e abbiamo deciso insieme, fin dall’inizio, quali fossero le componenti giuste da far emergere in entrambi i loro ruoli. Il personaggio di Vivien, interpretato da Bella, è una ragazza volitiva, ambiziosa, ma anche insicura ed estremamente vulnerabile. È proprio questa fragilità che mi ha colpito dell’interpretazione di Bella: durante le riprese, sono riuscita a cogliere questa sua capacità di rompersi improvvisamente e crollare, anche solo attraverso uno sguardo opaco, un’espressione smarrita, che lascia intuire la profondità del lavoro che Bella Thorne ha fatto sul suo personaggio.

Bella è riuscita a dare al personaggio di Vivien tante sfumature diverse, che l’hanno resa tridimensionale, estremamente viva e unica. Con Bella ho rivisto ogni dialogo del film e il suo apporto è stato fondamentale per me, anche nella scelta delle battute che meglio si adattavano all’interpretazione che lei avrebbe dato del suo personaggio.

È stata un’esperienza unica, lavorare con lei in completa sinergia, eravamo sempre d’accordo sulle evoluzioni del personaggio e abbiamo fatto un vero lavoro di squadra. È stato bello sentirmi sostenuta da una giovane donna, che è anche una grande professionista e ha un così grande talento. Benjamin diversamente da Bella, era alla sua prima volta, ma aveva studiato recitazione a Los Angeles.

Il nostro è stato un percorso di fiducia, Ben si è completamente affidato ai miei suggerimenti, seguendo in maniera empatica le evoluzioni del suo personaggio. Non è stato facile per lui lavorare con le pressioni e con i tempi stretti del set, ma nonostante questo ha fatto un ottimo lavoro. Sono molto orgogliosa del suo percorso e del risultato, Ben ha un vero talento e le sue potenzialità sono tante, ancora da esplorare.

Insieme e grazie alla loro confidenza e stima reciproca, Bella e Ben sono riusciti a trasformare Vivien e Roy in una coppia vera. Per quanto riguarda il look del film, ho lavorato molto con la mia direttrice della fotografia, Martina Cocco, e con la scenografa, Tiziana Liberotti, sulla costruzione di ambienti che avessero una loro personalità, avvolgendo i personaggi in luce di tonalità calde in ambienti freddi, per creare un contrasto tra lo spazio esterno e quello interiore dei personaggi.

La macchina da presa si muove sempre, sottolinea girando vorticosamente il loro smarrimento, si avvicina con primi piani stretti a cogliere le emozioni più profonde, le sfumature nascoste. Nel film ci sono diversi piani di realtà, per via della memoria di Vivien che viene ricostruita attraverso lampi, immagini brevi e dai colori attenuati, suoni lontani, ovattati, che si mescolano nella confusione di un ricordo sospeso, quasi tra sogno e realtà.

In questo senso Time is Up per me è stata una sfida, quella di rivisitare il genere teen con delle note diverse, cercando di ricostruire tutti gli aspetti di un percorso che attraverso l’amore porta alla ricerca della propria identità.”