Tory Burch campagna primavera estate 2026: un weekend a King’s Leap
Scattata da Jamie Hawkesworth a King’s Leap, la campagna primavera estate 2026 di Tory Burch ritrae Alex Consani, Hejia Li e Awar Odhiang in un racconto da weekend ad Antigua. La collezione accosta sportswear americano e romanticismo, con dettagli artigianali: polo, trench e righe dialogano con abiti a vita bassa anni ’20. Materiali come lamé stropicciato, viscosa martellata e seta strappata sono lavorati con cura, tra bordi sfrangiati e perline. Focus su Miller, Romy bucket cucita a mano e nuova Charlie shoulder bag.
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C’è un’idea di intimità, quasi domestica, nella campagna primavera estate 2026 di Tory Burch: non un set “costruito”, ma un luogo vissuto. Gli scatti di Jamie Hawkesworth prendono forma a King’s Leap, la casa della designer ad Antigua, e la scelta della location influenza l’atmosfera quanto i capi. La luce è morbida, l’aria sa di vacanza, ma lo styling resta nitido: l’impressione è quella di un fine settimana condiviso, in cui ci si veste seguendo l’umore, i gesti, il ritmo della giornata.
A interpretare la collezione sono Alex Consani, Hejia Li e Awar Odhiang, tre presenze diverse per attitudine e portamento, ideali per raccontare una proposta che non cerca un unico “tipo” di femminilità.
Contrasti studiati e femminilità sfumata
Per questa stagione, Tory Burch si è concentrata sulla complessità delle donne e sul modo in cui lo stile possa contenere tensioni apparentemente opposte. Nella sua lettura convivono femminilità e forza, rigore e irregolarità, l’ordine del tailoring e la freschezza di motivi floreali più spontanei. Anche i materiali seguono questa logica: la delicatezza delle perline dialoga con la grana della pelle dall’aria vissuta, mentre i dettagli artigianali convivono con il lessico dello sportswear americano.
La designer continua così a rileggere i classici statunitensi, aggiungendo un lato sentimentale e manuale: un romanticismo misurato, mai lezioso, che si riconosce nei ricami e nelle finiture. Tra gli accenti personali, torna anche la memoria familiare: un blazer profilato nasce da un riferimento al padre di Tory, e alcuni ricami a monogramma richiamano antichi campioni di ricamo, come se la storia della casa di moda fosse cucita direttamente nella superficie del tessuto.
Silhouette: polo, trench e righe, con un eco anni ’20
La silhouette è un esercizio di equilibrio. Da un lato, la collezione riprende pilastri dello sportswear americano: polo, trench, camicia a righe. Dall’altro, introduce un controcanto più romantico: abiti a vita bassa che rimandano agli anni Venti, con un’attitudine leggera e un po’ nostalgica.
La sartoria sposta le proporzioni verso il basso: pantaloni portati sui fianchi, gonne in pelle che cambiano il baricentro del look e lo rendono più rilassato. Le giacche, poi, nascondono un dettaglio tecnico pensato per la forma: zip invisibili lungo la cucitura centrale posteriore permettono di regolare la silhouette con discrezione, senza alterare la pulizia della linea.
Borse: Lee Radziwill alleggerita, Romy cucita a mano e Charlie in primo piano
Nel capitolo accessori, la campagna mette l’accento su tre borse, trasformandoli in strumenti di stile quotidiano. La Lee Radziwill — disegnata nel 2018 — viene resa più leggera e essenziale, con variazioni che includono manici in metallo o ricami di perline su alcuni modelli. La Romy bucket bag torna in pelle dall’aspetto vissuto, mantenendo l’idea di una lavorazione manuale che la rende riconoscibile al tatto prima ancora che alla vista. Accanto, la nuova Charlie shoulder bag porta un’attitudine elegante ma disinvolta: una borsa da spalla che si presta a passare dal giorno alla sera senza cambiare tono. Completano la proposta tote in rete metallica e proposte in crochet, con un’energia più spontanea, quasi estiva.
Scarpe: vintage anni ’50, pastelli e dettagli “maschili” in chiave morbida
Le scarpe seguono due traiettorie. La prima guarda al vintage: décolleté basse e sandali ispirati agli anni Cinquanta, decorati con paillettes, perle e micro-perline in tonalità pastello dal gusto rococò.
La seconda lavora sulla pelle dall’aria vissuta: décolleté e slingback riprendono dettagli tipici delle calzature maschili, poi addolciti e resi gioiello da catene in metallo misto applicate sul collo del piede; ed infine l’iconico sandalo Miller.
credit image by Press Office – photo by Tory Burch











