Vasi Shiwa Poltrona Frau: l’acqua diventa ceramica negli interni contemporanei

In breve
• La collezione Shiwa di Poltrona Frau comprende tre vasi in argilla bianca: vaso grande con base di 20 cm e altezza di 19,5 cm, vaso largo da 28,5 x 11 cm e vaso alto da 24 x 32 cm.
• Le leggere pieghe della superficie richiamano tessuti e increspature dell’acqua; ogni pezzo è ottenuto per colaggio, levigato e smaltato ad aerografo.
• Bianco e grigio compongono la palette permanente, mentre il vaso alto arriva in Blu Pacifico, colore da collezione proposto in edizione limitata per il 2026.

I vasi Shiwa, disegnati dall’artista e architetto giapponese Yuki Nara per Poltrona Frau, traducono le increspature dell’acqua in tre forme di ceramica. Realizzati in argilla bianca nelle varianti bianco, grigio e Blu Pacifico, possono entrare in soggiorni, ingressi, camere e sale da pranzo attraverso composizioni calibrate sui diversi stili di interior design.

La collezione Shiwa di Yuki Nara per Poltrona Frau porta nella casa tre volumi ceramici definiti dal movimento della superficie. Le forme sono morbide, irregolari con misura, percorse da pieghe leggere che cambiano intensità secondo l’angolo della luce. Il risultato non imita letteralmente l’acqua: ne conserva il ritmo, trasformando un fenomeno effimero in un oggetto dalla presenza quieta.

Shiwa descrive la materia nel momento in cui cambia

Vasi Shiwa Poltrona Frau

photo by Poltrona Frau

In giapponese, il termine shiwa indica le linee sottili che attraversano la pelle, la carta e i tessuti, insieme alle increspature che si formano sull’acqua. Yuki Nara utilizza questa ambivalenza per progettare superfici che sembrano modellate dal vento e dal tempo. La piega diventa una misura del passaggio, un segno privo di rigidità che rende ogni volume visivamente mobile.

Nato a Kanazawa nel 1989, Yuki Nara è artista ceramista e architetto. Appartiene alla dinastia Ohi, legata alla produzione delle ceramiche Ohi yaki fin dal periodo Edo.  La collaborazione con Poltrona Frau è iniziata con i piedistalli rivestiti in Pelle Frau realizzati per presentare alcuni vasi della serie Bone Flower. Shiwa sviluppa quell’incontro in una collezione progettata congiuntamente. Il tema “True Over Time” trova qui una lettura concreta: l’oggetto conserva la propria identità, mentre luce, posizione e colore ne modificano la percezione nel corso del tempo.

Il colaggio costruisce volumi continui e pieghe controllate

I vasi Shiwa sono realizzati in argilla bianca attraverso la tecnica del colaggio. L’argilla allo stato liquido viene versata in uno stampo di gesso, che assorbe gradualmente l’acqua e permette al materiale di depositarsi sulle pareti fino a raggiungere lo spessore previsto. Dopo l’estrazione, la forma viene levigata a mano e preparata per la smaltatura tradizionale ad aerografo.

Il procedimento consente di ottenere una continuità precisa fra corpo e pieghe, evitando che la superficie sembri applicata in un secondo momento. La levigatura preserva la morbidezza dei passaggi, mentre la smaltatura rende visibile il rapporto fra rilievo e ombra. La qualità percettiva cambia durante la giornata: una luce radente accentua le increspature, una luce diffusa rende il volume più uniforme e contemplativo.

Tre proporzioni rispondono a funzioni domestiche differenti

Il Vaso grande ha una base di 20 centimetri e un’altezza di 19,5 centimetri. La proporzione quasi raccolta gli permette di sostenere una composizione floreale senza perdere presenza quando resta vuoto. È la misura più versatile per una consolle, una madia, un tavolo da pranzo o una libreria con ripiani profondi.

Il Vaso largo misura 28,5 x 11 centimetri e sviluppa il volume in senso orizzontale. La sua altezza contenuta lo rende adatto al centro di un tavolo, perché non interrompe la relazione visiva fra i commensali. Funziona anche su un coffee table, dove la forma distesa può bilanciare libri, vassoi e oggetti più verticali.

Il Vaso alto misura 24 x 32 centimetri e possiede una presenza più architettonica. Può occupare da solo una nicchia, il piano di una consolle o un piedistallo basso. È inoltre l’unico modello proposto nel 2026 in Blu Pacifico, tonalità in edizione limitata che ne rafforza il ruolo di punto focale.

Bianco, grigio e Blu Pacifico modificano il rapporto con lo spazio

Il bianco rende immediatamente leggibili contorno e pieghe. Su pareti colorate crea un contrasto netto; in ambienti chiari lavora invece attraverso ombre sottili. È la scelta più adatta quando il vaso deve entrare in una composizione già ricca di materiali, perché aggiunge volume senza introdurre un ulteriore accento cromatico.

Il grigio possiede una qualità minerale e trattiene maggiormente la luce. Si abbina con naturalezza a pietra, cemento, metalli bruniti, legni scuri e tessuti grezzi. La superficie appare più profonda e le increspature acquistano un carattere quasi geologico, particolarmente efficace negli interni fondati su tonalità terrose e contrasti contenuti.

Il Blu Pacifico è riservato al Vaso alto. La tonalità è densa, vicina al blu delle gemme e di alcuni tessuti vintage. In una stanza neutra può diventare il principale accento cromatico.

Nel soggiorno i vasi costruiscono gerarchie fra arredi e oggetti

In soggiorno, la collocazione dipende dall’altezza dei mobili e dalla quantità di oggetti già presenti. Il Vaso largo si adatta a un tavolino basso, affiancato da due o tre volumi d’arte e da un piccolo vassoio. La composizione acquista equilibrio se gli elementi non hanno tutti la stessa altezza e se una parte del piano rimane libera.

Il Vaso grande può essere posto su una madia, leggermente decentrato, con una lampada da tavolo sul lato opposto e un’opera sospesa a creare un asse verticale. Il Vaso alto richiede più respiro. Su una consolle stretta funziona come presenza singola; su un mobile lungo può essere accompagnato da un oggetto basso, evitando una sequenza di accessori tutti ugualmente importanti.

La luce laterale è preferibile a un’illuminazione frontale uniforme, perché rende visibili le pieghe. Una lampada con fascio morbido o la luce naturale proveniente da una finestra vicina permette alla superficie di cambiare nel corso della giornata.

Il Vaso largo per la conversazione a tavola

Su un tavolo da pranzo, il Vaso largo offre la proporzione più funzionale. La sua altezza di 11 centimetri permette di creare un centrotavola basso, compatibile con la vista e con il servizio. Può essere lasciato vuoto, utilizzato con pochi steli corti oppure inserito in una composizione con elementi vegetali disposti in modo asimmetrico.

L’ingresso richiede un gesto ben proporzionato

L’ingresso è adatto al Vaso alto, soprattutto quando la consolle è visibile dalla porta e ha bisogno di un elemento capace di orientare lo sguardo. Una collocazione laterale lascia spazio per un vassoio svuotatasche o per una piccola lampada.

Anche in un corridoio stretto è preferibile il Vaso grande, meno esposto agli urti e più facile da integrare su un piano. La versione bianca alleggerisce passaggi poco luminosi, mentre il grigio può riprendere pavimenti in pietra o dettagli metallici.

Camera, studio e bagno con composizioni più intime

Vasi Shiwa Poltrona Frau

photo by Poltrona Frau

In camera da letto, il Vaso grande può trovare posto su una cassettiera, con un ramo singolo o una composizione ridotta. È utile evitare simmetrie troppo rigide con lampade e comodini: la forma organica di Shiwa acquista maggiore naturalezza quando introduce una lieve variazione rispetto all’ordine dell’ambiente.

Nello studio, il Vaso largo può occupare una libreria bassa o un tavolo riunioni domestico, accompagnato da libri e materiali di lavoro. Il grigio si inserisce bene fra legno, carta e metallo; il bianco crea una pausa visiva in una parete attrezzata. Il vaso deve restare accessibile allo sguardo, senza essere compresso fra volumi troppo vicini.

In bagno, una mensola profonda o il piano di un mobile lavabo possono accogliere il modello grande, purché le dimensioni permettano un appoggio sicuro. La ceramica bianca stabilisce una continuità con superfici chiare e pietre venate, mentre il grigio introduce una nota materica accanto a rubinetterie brunite o finiture in acciaio satinato.

Lo stile minimal valorizza vuoto e luce

In un interno minimal, il vaso deve essere trattato come un volume e non come un accessorio da aggiungere a una sequenza. La versione bianca può essere collocata su travertino, rovere chiaro o laccato opaco, lasciando intorno uno spazio libero generoso. Un solo ramo dalla linea netta è sufficiente; in alternativa, il vaso vuoto permette di osservare meglio la continuità delle pieghe.

Il Vaso alto può diventare il punto terminale di una prospettiva, per esempio in fondo a un corridoio o su una consolle allineata con una porta. L’illuminazione deve restare morbida e laterale.

Lo stile Japandi lavora su legno, lino e asimmetria

Negli ambienti Japandi, Shiwa entra con naturalezza grazie alla sobrietà delle forme, ma richiede abbinamenti misurati. Bianco e grigio possono essere accostati a rovere, frassino, intonaco di calce, lino e fibre intrecciate. Una composizione vegetale asimmetrica, costruita con uno o due rami, mantiene leggibile il rapporto fra vaso e vuoto.

È preferibile evitare l’accumulo di riferimenti genericamente orientali. Il carattere giapponese del progetto è già presente nella superficie e nel pensiero della forma. Un mobile basso, una seduta in legno e una lampada di carta o tessuto possono offrire un contesto sufficiente, senza aggiungere oggetti tematici.

Il classico contemporaneo accoglie il Blu Pacifico

In un interno classico contemporaneo, il Vaso alto Blu Pacifico può creare un contrappunto su una consolle in legno scuro, marmo o lacca. Il colore dialoga con boiserie, cornici e tessuti senza confondersi con essi. Per mantenere attuale la composizione, conviene affiancarlo a pochi elementi dalle linee più nette, come una lampada scultorea o un vassoio in metallo.

Il bianco funziona invece su mobili antichi inseriti in stanze dalle pareti colorate. La purezza del volume evita l’effetto antiquario e introduce una presenza contemporanea. Il Vaso largo può diventare un centrotavola su un tavolo importante, con una composizione bassa che lasci visibile il disegno del piano.

Lo stile mediterraneo preferisce bianco e materia naturale

Negli interni mediterranei, il vaso bianco può essere accostato a calce, pietra, terracotta, legno sbiancato e tessuti in lino. La superficie ondulata risponde bene alla luce intensa, purché venga collocata in una zona in cui le ombre laterali possano restare visibili. Rami d’ulivo, foglie di fico o essenze secche possono sottolineare il legame con il paesaggio. Il grigio introduce una nota più asciutta in ambienti dominati da tonalità sabbia e avorio.

Gli interni modernisti e anni Settanta richiedono contrasti netti

In uno spazio modernista, il Vaso largo grigio può essere collocato su un tavolino in vetro, pietra o legno scuro. La sua forma organica attenua la geometria di divani modulari, strutture metalliche e lampade a stelo. È utile introdurre un solo elemento verticale vicino, come una lampada o una scultura, per bilanciare lo sviluppo orizzontale del vaso.

Negli interni ispirati agli anni Settanta, il Blu Pacifico dialoga con noce, radica, velluto e metalli cromati. Il colore deve restare nitido, evitando di accompagnarlo con una quantità eccessiva di tonalità sature. Bianco e grigio offrono invece una pausa visiva quando l’ambiente comprende tappeti grafici, sedute avvolgenti e opere dai colori decisi.

Lo stile eclettico permette di comporre i tre modelli

Un interno eclettico può accogliere più vasi Shiwa nella stessa stanza, purché la composizione segua una gerarchia. I tre modelli possono essere riuniti su un piano ampio utilizzando un solo colore, così che la variazione dipenda dalle proporzioni. In alternativa, bianco, grigio e Blu Pacifico possono essere distribuiti in punti diversi, collegati dalla ripetizione di materiali o tonalità presenti nell’ambiente.

Fiori, rami e vuoto cambiano il carattere dei vasi

Vasi Shiwa Poltrona Frau

photo by Poltrona Frau

Le pieghe di Shiwa rendono i vasi completi anche senza contenuto. Lasciarli vuoti è una scelta adatta agli interni in cui la superficie deve restare il tema principale. Quando si desidera aggiungere vegetazione, la composizione può seguire la forma: steli corti e aperti per il Vaso largo, fiori dal volume raccolto per il Vaso grande, rami verticali o leggermente inclinati per il Vaso alto.

Magnolia, nocciolo contorto, acero, ulivo e rami spogli introducono linee capaci di proseguire il movimento della ceramica. Tulipani, calle e anemoni permettono composizioni più morbide, mentre foglie ampie richiedono pochi steli per non nascondere il bordo.

credit image by Press Office – photo by Poltrona Frau

 

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Matilda Brera è specializzata nel settore del design e del lifestyle, con una passione innata per l'arte e l'innovazione. Fin da giovane ha dimostrato un interesse vivido per l'estetica e la creatività, che ha coltivato attraverso gli studi e l'esperienza pratica. Matilda è anche un'appassionata sostenitrice dell'ecosostenibilità nel design, promuovendo progetti e idee che integrano l'estetica con la responsabilità ambientale.

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