Vivetta autunno inverno 2026: il ballo gotico tra cigni e surrealismo

La collezione Vivetta autunno inverno 2026 immagina un ballo tra realtà e subconscio, con echi del Black and White Ball di Truman Capote. Il rigore british si apre in drappeggi e fiocchi, i volti ispirati a Dalí diventano ricami e scultura, il cigno attraversa abiti e accessori in 3D. Il surrealismo prende forma anche in stampe e gioielli: argenteria settecentesca, uova che mutano in volti, coccarde come rosette. In passerella entra anche la linea uomo, più asciutta, tra tailoring e sport.

La collezione autunno inverno 2026 di Vivetta si apre come una melodia che cresce piano, tra rigore e gioco. L’ambientazione è un ballo sospeso, una sala che sembra galleggiare tra ciò che accade e ciò che si sogna: identità e finzione si mescolano, e la maschera non copre soltanto, racconta. In filigrana si percepiscono gli echi del Black and White Ball di Truman Capote, con le sue “swans”, donne-cigno che hanno trasformato una festa in un’immagine mentale condivisa.

Il gotico aristocratico resta ironico e surreale

Qui il gotico è aristocratico, sfiora l’ombra senza cercare effetti cupi. La tensione sta nella doppiezza: grazia e inquietudine, disciplina e capriccio. L’ironia è una linea sottile che salva tutto dal manierismo. Il risultato è una collezione che guarda al mistero come a un gesto di stile, non come a una posa: la teatralità c’è, ma lascia spazio a una nuova intimità.

Il tailoring britannico cambia proporzioni tra rombi, fiocchi e drappeggi

Il guardaroba oscilla tra una compostezza british e un mood più teatrale. La sartoria da “lady inglese” viene reinterpretata con costruzioni pulite che, all’improvviso, cambiano ritmo: volumi inattesi, drappeggi che sembrano spuntare da una visione notturna, fiocchi che funzionano come punteggiatura. I rombi della maglieria diventano ricami argyle, più grafici, più presenti, come un codice classico portato in primo piano senza nostalgia.

I profili di volto diventano ricamo e scultura con un’eco daliniana

Uno dei segni più riconoscibili di Vivetta, il profilo di volto, torna come elemento centrale. L’ispirazione corre verso le suggestioni di Salvador Dalí, ma viene tradotta in moda: volti che compaiono su giacche e boleri ricamati, e poi in un abito tridimensionale in panno, dove le facce si aprono a ventaglio intorno al corpo, quasi a creare una cornice viva. È un dettaglio che non è solo decorazione: modifica la lettura della silhouette e chiede allo sguardo di avvicinarsi.

Il cigno attraversa abiti e accessori come simbolo di metamorfosi

Il cigno, emblema di grazia e trasformazione, scivola su capi e accessori in ricami tridimensionali dall’effetto vellutato. Appare su guanti, maschere e scarpe, fino a un’uscita conclusiva in cui fiocco e strascico diventano gesto scenico. La materia sostiene la narrazione: lane strutturate accanto a organze, plissé che si muovono, nylon taffettà. E poi la tensione tra fragilità e istinto, resa con inserti effetto pelliccia su sottovesti leggere, quasi trasparenti.

Il surrealismo diventa struttura

Il surrealismo non resta un riferimento estetico: è l’ossatura del racconto. L’argenteria britannica del Settecento cambia funzione e linguaggio: brocche a forma di cigno diventano stampe, posate intrecciate si trasformano in orecchini. L’uovo si carica di senso e, idealmente, muta in volto umano. Perfino il gesto domestico del tovagliolo piegato viene elevato a segno: nasce una rosetta tridimensionale che si applica su mini abiti e shorts, e poi rinasce in metallo come spilla e come mini bag gioiello, piccola e luminosa.

Il debutto della collezione uomo

In passerella entra anche la linea uomo, pensata come presenza complementare e volutamente più tagliente. È un romanticismo in equilibrio tra sartoriale e sport. Le proporzioni alternano volumi over e linee più asciutte. Il gioco preferito è quello degli scambi: una felpa che, in realtà, è una camicia con plissé a rombi, capace di ribaltare l’idea di formale e casual. I dettagli surrealisti si fanno più sottili: pettorine-accessorio che lasciano intravedere calici e profili nascosti, come segreti colti di lato in una stanza illuminata da candele.

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credit image by Press Office – photo by Vivetta

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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