Zegna primavera estate 2026: un dialogo tra natura e quotidianità, la sfilata a Dubai
Con la collezione primavera estate 2026, Zegna porta in passerella un nuovo concetto di eleganza quotidiana, dove abiti e identità si fondono. Ambientata nella suggestiva cornice della Dubai Opera, trasformata in Villa Zegna, la sfilata riflette un’estetica autentica, materica e profondamente connessa alla vita vissuta. La collezione, curata dal Direttore Artistico Alessandro Sartori, propone tessuti naturali, volumi morbidi e una palette che evoca paesaggi e sensazioni, costruendo una narrazione visiva che mette al centro l’individuo.
Zegna primavera estate 2026: la sfilata a Dubai, il video
A Dubai, sotto la luce intensa del deserto, Zegna ha presentato la sua visione estiva per il 2026. Una proposta che unisce raffinatezza e spontaneità, portando avanti l’eredità di Ermenegildo Zegna con una narrazione che fonde radici, paesaggi e stile personale. La collezione, presentata all’interno della Dubai Opera – ribattezzata per l’occasione Villa Zegna – si muove tra Trivero e Medio Oriente, sottolineando l’idea di un’eleganza che si adatta al contesto, si modella sul corpo e racconta storie individuali.
Un guardaroba fluido, pensato per ogni giorno
La nuova proposta di Alessandro Sartori adotta un approccio materico e personale. I capi, volutamente lavati e stropicciati, assumono un aspetto vissuto, quasi scolpiti dal tempo e dalle condizioni ambientali. Le giacche si portano con disinvoltura, annodate in vita. I mocassini diventano pantofole urbane. Il risultato è una silhouette decostruita, che respira leggerezza e libertà.
Blazer destrutturati, camicie Nehru a doppio strato e long shirt si alternano a field jacket e cardigan dalle tasche basse. Il confine tra capospalla e sotto diventa sempre più labile, sottolineando una visione di stile che rompe le classificazioni formali. I completi si trasformano in soluzioni versatili, capaci di accompagnare con coerenza la dinamicità dell’estate.
Tessuti pregiati e palette sensoriale
La varietà dei materiali racconta l’attenzione di Zegna per la qualità e la tattilità. Dalle combinazioni di lana, seta e lino al camoscio che aderisce come una seconda pelle, ogni tessuto suggerisce un contatto diretto con la natura e con il tempo. Si incontrano popeline ultraleggeri, tele compatte, sete rustiche e lavorazioni artigianali che accentuano il carattere della collezione.
La gamma cromatica si apre su toni naturali – bianco oasi, mastice, burro – e si anima con accenti più intensi come cognac, anemone, ciclamino e ardesia lavato. Le sfumature non solo colorano, ma evocano stati d’animo e scenari, contribuendo a rendere ogni capo parte di un paesaggio personale.
Moda come atto quotidiano
Zegna riafferma così una visione che abbraccia l’individuo, la sua quotidianità, il suo modo di abitare il tempo. Non è il capo a definire chi lo indossa, ma l’inverso: la vita stessa modella l’abito. Sartori propone una moda che si vive, più che si esibisce. E la sfilata – accompagnata da una colonna sonora live firmata da James Blake – sottolinea questa armonia tra musica, paesaggio e identità.
credit image by Press Office – photo by Zegna











