Alberto Zambelli primavera estate 2027: l’abito diventa una stanza tutta per sé

In breve
• The Room è la collezione Alberto Zambelli primavera estate 2027, ispirata a Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf e al concetto orientale di vuoto.
• Volumi a ruota, tunica, kimono e uovo creano una distanza leggera tra il corpo e tessuti come seta, cotone, cachemire e rafia.
• Calce, pergamena, epidermide, china, zolfo, ossidiana e mogano compongono una palette minerale, organica e profonda.

Alberto Zambelli presenta The Room, la collezione primavera estate 2027 ispirata a Virginia Woolf e alla filosofia orientale del vuoto. Tailoring color calce, sete fluide, plissé origami e volumi cocoon trasformano l’abito in un’architettura intima da indossare.

Una stanza può essere molto più di un luogo delimitato da quattro pareti. Può rappresentare indipendenza, concentrazione, libertà creativa e diritto a occupare uno spazio nel mondo. Alberto Zambelli parte da questa intuizione per costruire The Room, la collezione primavera estate 2027 che mette in dialogo il pensiero di Virginia Woolf con la filosofia orientale del vuoto.

Il riferimento centrale è il saggio Una stanza tutta per sé, pubblicato da Woolf nel 1929. Zambelli ne traduce il significato in termini sartoriali: l’abito diventa una stanza portatile, un perimetro leggero che circonda la figura e le consente di affermare la propria presenza. La collezione si inserisce nel racconto della moda primavera estate 2027 attraverso una prospettiva precisa. Il corpo rimane il centro della progettazione, mentre tessuti, pieghe e volumi creano intorno a esso una distanza vitale.

The Room trasforma il pensiero di Virginia Woolf in moda

Nel saggio di Virginia Woolf, la stanza privata rappresenta una condizione necessaria per pensare, scrivere e costruire la propria identità. Alberto Zambelli trasferisce questa idea nel guardaroba e immagina ogni capo come un’architettura personale.

La protezione offerta dall’abito non nasce da strutture rigide. È affidata a volumi tridimensionali, tessuti nobili e forme capaci di creare uno spazio fra pelle e materia. La silhouette acquista così autonomia, senza separarsi dai gesti e dal movimento. La stanza evocata dalla collezione diventa un luogo interiore. La sua funzione consiste nel definire un confine personale, custodire l’intimità e permettere a chi indossa il capo di scegliere come mostrarsi.

Questa interpretazione avvicina moda e architettura. Un vestito, come un ambiente, stabilisce proporzioni, soglie e punti di passaggio. Può contenere, accompagnare oppure lasciare respirare. Zambelli privilegia quest’ultima possibilità e affida alla distanza tra corpo e tessuto il significato più profondo della stagione.

Il concetto di Kōng dà forma al vuoto

Accanto alla ricerca di Virginia Woolf compare il concetto di Kōng, il vuoto pieno di significato. Nella tradizione estetica orientale, lo spazio lasciato libero partecipa alla composizione quanto gli elementi visibili. Non coincide con un’assenza: custodisce energia, equilibrio e possibilità.

Alberto Zambelli applica questo principio alla costruzione a manichino. Il tessuto si allontana dalla pelle, forma cavità morbide e disegna un volume attraversato dall’aria. L’abito reagisce alla luce e cambia durante il movimento, invece di fissare la figura dentro una sagoma immobile.

Il procedimento richiama la pittura tradizionale a inchiostro, dove le campiture non dipinte orientano lo sguardo e contribuiscono al ritmo dell’immagine. Allo stesso modo, nella collezione ciò che rimane tra corpo e vestito assume un valore progettuale. Il minimalismo di The Room nasce dunque dalla sottrazione consapevole. Ogni piega, apertura e volume risponde a una funzione percettiva.

Le silhouette a ruota e a uovo costruiscono lo spazio

Le linee principali della collezione sono quattro: ruota, tunica, kimono e uovo. Ciascuna interpreta in modo diverso la relazione fra corpo, volume e movimento. La silhouette a ruota sviluppa il tessuto in senso circolare. Durante il passo, la materia si apre e modifica la propria geometria, producendo una presenza mobile. Il volume non rimane concentrato in un punto, ma si distribuisce intorno alla figura.

La forma a uovo costruisce invece un profilo cocoon, raccolto e protettivo. La curva avvolge il corpo senza aderirvi completamente, creando quella distanza d’aria che rappresenta uno dei motivi centrali della collezione.

La tunica introduce una verticalità più calma. La linea accompagna il busto e scende con naturalezza, valorizzando la superficie del tessuto. Il kimono lavora sull’avvolgimento, sull’ampiezza delle maniche e sulla fluidità della seta, trasformando ogni gesto in una parte visibile dell’abito.

Il fresco lana color calce alleggerisce il tailoring

Il tailoring viene realizzato in fresco lana tecnico nella tonalità calce. La scelta unisce precisione sartoriale e leggerezza visiva: il tessuto conserva la capacità di definire il volume, mentre il colore attenua la severità della costruzione.

La nuance calce non possiede la freddezza di un bianco ottico. Ha una componente minerale e leggermente polverosa, capace di valorizzare ombre, cuciture e passaggi fra pieni e vuoti. Sulle forme architettoniche rende percepibile la struttura senza irrigidirne l’immagine.

Il completo estivo perde così il carattere strettamente formale. Può accompagnare la vita urbana, una cerimonia contemporanea oppure un’occasione serale, soprattutto quando viene accostato alla seta, ai gioielli in bronzo o alla luminosità discreta delle paillettes.

Il plissé origami segue il movimento del corpo

La plissettatura irregolare rappresenta uno dei passaggi materici più interessanti di The Room. Le pieghe di matrice origami vengono declinate nei colori china e zolfo e costruiscono superfici tridimensionali, capaci di espandersi durante il movimento.

Il plissé modifica il peso visivo del capo, trattiene l’ombra e crea variazioni continue. La tonalità china sottolinea la profondità delle pieghe; lo zolfo introduce invece un’energia luminosa, quasi improvvisa. L’ispirazione origami rafforza il dialogo con l’Oriente, ma viene filtrata attraverso la sartorialità italiana. La piega geometrica acquista morbidezza, segue il corpo e rinuncia alla rigidità della carta.

Il cotone jacquard disegna ruote e forme cocoon

Il cotone rigato pergamena e china viene lavorato a jacquard e utilizzato per costruzioni volumetriche inedite. La regolarità della riga incontra silhouette curve, a ruota e cocoon, generando una tensione fra ordine grafico e tridimensionalità. La pergamena crea una base calda e naturale. La china interviene come segno, scandendo il volume e rendendo visibile il modo in cui il tessuto cambia orientamento. Quando la silhouette si apre o ruota, anche il disegno si modifica.

Il kimono di seta libera il gesto

Il kimono è morbido, avvolgente e costruito per seguire la figura attraverso la naturale fluidità della seta. La sua presenza introduce un ritmo più lento nella collezione: il tessuto scivola, accompagna le braccia e cambia forma in relazione al movimento. L’ispirazione orientale viene affrontata attraverso proporzione e materia. Zambelli evita una lettura puramente ornamentale e concentra l’attenzione sul principio costruttivo del kimono: avvolgere il corpo lasciandogli libertà.

Le paillettes madreperla trattengono la luce

La componente più luminosa della collezione è affidata alla paillette effetto madreperla. Il riflesso rimane morbido e cangiante, lontano da una brillantezza uniforme. La superficie reagisce alla luce con variazioni delicate e accompagna forme essenziali. La madreperla introduce una qualità organica coerente con la palette. Accanto a calce, epidermide e pergamena produce un effetto tonale; vicino a china, ossidiana o mogano crea un contrasto più serale.

I colori della collezione sono calce, pergamena, epidermide, china, zolfo, ossidiana e mogano. La gamma alterna tonalità minerali, sfumature vicine alla pelle e accenti più profondi.

Seta, cotone, cachemire e rafia definiscono la materia

La selezione dei materiali comprende seta, cotone, cachemire e rafia. La loro combinazione permette alla collezione di passare dalla fluidità alla struttura, dalla morbidezza alla presenza più tattile.

Seta e cotone costruiscono il versante più leggero. Il cachemire introduce una qualità avvolgente, mentre la rafia porta nel guardaroba una fibra materica legata alla stagione estiva. La differenza fra le superfici evita l’uniformità e rende ogni silhouette riconoscibile anche all’interno di una palette controllata.

I gioielli amplificano la dimensione scultorea

I gioielli sono realizzati da Andrea Mariconti di Animula Design per Alberto Zambelli. Cristallo e bronzo lavorato con la tecnica della cera persa introducono forme capaci di dialogare con i volumi degli abiti.

Il cristallo cattura la luce e richiama i riflessi madreperla delle paillettes. Il bronzo aggiunge una componente più arcaica e materica, coerente con mogano, zolfo e ossidiana. Gli accessori assumono così il ruolo di piccole presenze scultoree. Completano il racconto la cuffia in lattice e le calze Falke.

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credit image by Press Office – photo by Alberto Zambelli

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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