Il Diavolo veste Prada 2: il ritorno di Miranda Priestly scuote New York

A quasi vent’anni dal primo capitolo, Il Diavolo veste Prada 2 riporta sullo schermo l’universo di Runway con Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci. Miranda Priestly domina ancora la scena, mentre Andy ed Emily si ritrovano in un settore della moda completamente trasformato. Il sequel introduce nuove figure di potere, pressioni e un mondo glamour che nasconde competizione feroce e scelte personali difficili. Il film arriverà nelle sale italiane il 29 aprile 2026.

Il ritorno di un fenomeno culturale, il teaser trailer

Quando Il Diavolo veste Prada uscì nel 2006, divenne subito un riferimento del cinema pop contemporaneo: dialoghi cult, eleganza scintillante e una rappresentazione ironica del mondo dell’editoria di moda. A distanza di quasi vent’anni, l’annuncio di Il Diavolo Veste Prada 2 ha scatenato un’ondata di entusiasmo globale.

Il teaser trailer — breve, ritmato, impeccabilmente orchestrato — riporta gli spettatori nelle strade di New York, tra auto nere che sfrecciano e ingressi sorvegliati dal mondo della moda. La sensazione è chiara: non un semplice seguito, ma un ritorno in grande stile.

Miranda Priestly non è mai andata via

Il primo film aveva trasformato Meryl Streep in un’icona assoluta. Miranda Priestly, con il suo sguardo tagliente e le frasi affilate, rappresentava il potere, l’ambizione e la complessità di chi vive in un settore dove la perfezione è richiesta ad ogni respiro.

Nel sequel, la sua figura appare ancora più magnetica. Il trailer la mostra al centro di un universo che sembra essersi modernizzato, ma non ammorbidito. Le dinamiche dell’industria sono mutate, ma il suo dominio — elegante, freddo, inarrivabile — resta intatto.

Andy, Emily e Nigel: cosa è cambiato in vent’anni

Il Diavolo veste Prada 2 Meryl Streep e Anne Hathaway

photo by © 2025 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci tornano nei ruoli che hanno segnato le loro carriere. Andy non è più la giovane giornalista spaesata nell’ascensore di Elias-Clarke: ora è una professionista affermata, costretta a interrogarsi nuovamente sul suo rapporto con la moda e con Miranda.

Emily, che nel 2006 correva disperata lungo le strade gelate con un cellulare perennemente squillante, sembra invece pronta a rivendicare un ruolo che non sia solo quello della collaboratrice invisibile. Lo sguardo che mostra nel teaser suggerisce ambizione, ironia e una sorprendente consapevolezza di sé.

E Nigel? Stanley Tucci recupera la sua grazia scenica, incarnando il mentore che tutti vorremmo, in equilibrio tra sarcasmo e affetto non dichiarato.

Un cast rinnovato per una Runway diversa

Accanto ai ritorni più attesi, il sequel introduce nuove presenze che renderanno il mondo di Runway ancora più complesso. Nel cast compaiono: Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu, Patrick Brammall, Caleb Hearon, Helen J. Shen, Pauline Chalamet, B.J. Novak e Conrad Ricamora. A loro si aggiungono Tracie Thoms e Tibor Feldman, nuovamente nei panni di Lily e Irv.

Queste nuove figure suggeriscono conflitti, alleanze e un panorama editoriale rinnovato, dove l’autorità non passa più soltanto dagli uffici di Manhattan, ma anche da influencer, piattaforme digitali e strategie globali.

David Frankel e Aline Brosh McKenna: una squadra che conosce perfettamente Runway

Il ritorno di David Frankel alla regia e di Aline Brosh McKenna alla sceneggiatura garantisce continuità artistica con il primo film. La loro sensibilità — ironica, brillante, precisa — ha contribuito a rendere Runway un luogo riconoscibile e affascinante, capace di raccontare il glamour senza ignorare l’umanità fragile che vive dietro le quinte.

In questo sequel, la sfida consiste nel raccontare un mondo trasformato, in cui moda, tecnologia e storytelling digitale convivono senza tregua. Il trailer sembra suggerire che Frankel non abbia alcuna intenzione di ammorbidire la tensione narrativa: ciò che accade dietro l’immagine scintillante di Runway ha sempre un prezzo.

New York come specchio dell’ambizione

Come nel film del 2006, anche qui New York è un personaggio. Le vie della città, le vetrate dei palazzi, i taxi che sfrecciano tra luci diurna e neon serali: tutto contribuisce a creare un’atmosfera di movimento costante. È una metropoli che osserva, giudica, premia e stritola. È il palcoscenico ideale per Miranda e le donne che orbitano intorno a Runway, sospese tra desiderio di affermazione e necessità di sopravvivere.

La trama del libro

Il romanzo si apre a dieci anni dagli eventi de Il Diavolo Veste Prada. Andy Sachs ha costruito una vita del tutto diversa da quella che aveva durante i giorni caotici a Runway. Ha lasciato alle spalle Miranda Priestly, la redazione e quelle settimane consumate da pressioni, notti insonni e umiliazioni sottili. Ma la sua fuga non è stata un punto d’arrivo: Andy ha passato diversi anni a ritrovare sé stessa, riformulare i suoi obiettivi e decidersi a costruire un percorso editoriale indipendente.

Accanto a lei, sorprendentemente, c’è Emily Charlton: la collega che nel primo libro e nel film rappresentava l’antagonista più vicina, pungente e competitiva. Nel romanzo, le due donne lavorano insieme da anni e hanno fondato la rivista The Plunge, un magazine specializzato in matrimoni di lusso, spostando il loro talento verso un settore dove stile, budget smisurati e creatività convivono con la stessa ferocia del mondo della moda.

La vita privata di Andy sembra altrettanto stabile: è fidanzata con Max Harrison, erede di una delle famiglie più influenti nel panorama finanziario americano. Con lui immagina un futuro tranquillo, luminoso e distante da Runway. Tuttavia, alcuni equilibri iniziano a vacillare quando Andy intercetta una conversazione che insinua un dubbio doloroso sul passato di Max. Quel sospetto diventa un’ossessione silenziosa che alimenta tensioni e incrina la serenità del loro rapporto, rivelando quanto sia fragile la felicità costruita con fatica.

Ma il vero terremoto arriva quando Miranda Priestly riaffiora nella sua vita.

Runway e l’impero editoriale di Miranda hanno messo gli occhi su The Plunge. La direttrice è determinata ad acquisire la rivista, e per farlo utilizza la sua abilità ormai proverbiale nell’individuare il punto debole dei suoi interlocutori. Per Andy è come rivivere un incubo mai davvero superato: il passato che ritorna senza preavviso, la stessa immobilità emotiva di fronte al potere di Miranda, la sensazione di non essere mai completamente libera da quel mondo.

Emily, al contrario, reagisce in modo diverso: attratta dal prestigio e dalla promessa di un riconoscimento professionale, considera l’offerta un’opportunità. Le due amiche — ormai socie, complici e molto più mature — si ritrovano su fronti opposti, costrette a negoziare le proprie ambizioni e il peso del passato.

Nel corso del romanzo, Andy affronta una serie di crisi personali e professionali: il matrimonio in bilico, la maternità improvvisa, la paura di ripetere errori già vissuti, e soprattutto il gelo paralizzante che Miranda continua a suscitare in lei. La direttrice appare nel libro come un’ombra che attraversa i capitoli con apparizioni brevi ma incisive, cariche della stessa autorità glaciale che l’ha resa indimenticabile nel primo volume.

Il cuore narrativo del romanzo sta proprio qui: nel conflitto tra chi Andy crede di essere diventata e la ragazza che era dieci anni prima. Miranda non è solo un personaggio: rappresenta tutto ciò da cui Andy ha tentato di prendere le distanze, ma anche una parte della sua identità professionale che non può cancellare.

Il punto di tensione raggiunge il massimo quando l’offerta per The Plunge torna sul tavolo con maggiore insistenza, accompagnata da pressioni sempre più intense. Andy è costretta ad affrontare la persona che le ha causato anni di ansia e notti insonni, ma anche le contraddizioni del proprio presente: la famiglia Harrison, il ruolo del marito, l’amicizia con Emily e la responsabilità verso la rivista che ha costruito da zero.

Il libro si chiude con Andy che sceglie di tutelare sé stessa e la sua indipendenza, facendo un passo netto e irreversibile lontano sia dall’acquisizione sia dal matrimonio con Max. Riemerge finalmente come una donna padrona della propria storia, incapace di essere annientata da Miranda come nel passato, e decisa a costruire un futuro che non dipenda da compromessi imposti.

credit image by Press Office – photo by 20Th Century Studios

Andrea Winter

About Author /

Esperto di cinema e serie TV. La sua passione si è consolidata nel corso degli anni grazie a un costante impegno nel seguire da vicino gli sviluppi dell'industria dell'intrattenimento. E' costantemente aggiornato sulle ultime novità del mondo del cinema e delle produzioni televisive.

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