Planteray Legends of Rum 2026: sei botti raccontano l’anima più rara del rum

In breve
• Planteray Legends of Rum 2026 comprende sei rum rari provenienti da Haiti, Barbados, Fiji, Giamaica, Belize e Saint Lucia.
• Ogni referenza nasce da una sola botte, viene imbottigliata a gradazione naturale ed è disponibile in un numero compreso fra 462 e 960 bottiglie.

Planteray Legends of Rum 2026 riunisce sei rum single cask provenienti da Haiti, Barbados, Fiji, Giamaica, Belize e Saint Lucia. Imbottigliate a gradazione naturale e prodotte in quantità estremamente limitate, le sei espressioni della Extreme Series VI raccontano territori, tecniche produttive e relazioni umane attraverso profili aromatici profondamente differenti.

Più che una collezione celebrativa, Legends of Rum è una mappa sensoriale della cultura del rum. Ogni bottiglia custodisce un’origine, una tecnica di distillazione e una precisa relazione fra Alexandre Gabriel e le persone che hanno accompagnato oltre trentacinque anni di ricerca. La degustazione diventa così un racconto fatto di canna da zucchero, melassa, fermentazioni, clima tropicale, legno e tempo.

Planteray Legends of Rum 2026: la memoria in degustazione

La sesta edizione della Planteray Extreme Series nasce intorno a sei “unicorn barrels”, botti considerate irripetibili per caratteristiche, storia e profilo organolettico. Per selezionarle, il fondatore e Master Blender Alexandre Gabriel ha coinvolto distillerie, rum maker e famiglie con cui ha costruito rapporti professionali e personali durante il proprio percorso nel mondo del distillato di canna.

Il progetto rende omaggio a Thierry Gardère per Haiti, Henderson “Digger” Skinner per Barbados, Soneel Raj e Mike Spencer per Fiji, Vivian Wisdom per la Giamaica, Romel Perdomo per il Belize e Laurie Barnard per Saint Lucia. Sono figure legate alla trasmissione del sapere, alla conoscenza dei territori e a tecniche che spesso si apprendono lavorando accanto a chi le custodisce.

Le sei espressioni vengono imbottigliate direttamente dalla botte, senza riduzione della gradazione, senza caramello e zucchero di canna aggiunto. Colore, struttura e sviluppo aromatico derivano quindi dalla materia prima, dalla fermentazione, dalla distillazione e dalla maturazione.

L’identità visiva è firmata dall’artista barbadiano Alex Mars, che interpreta i territori attraverso colori accesi, ritratti e suggestioni vicine alla street art.

Il doppio invecchiamento collega i tropici al Cognac

Cinque delle sei referenze seguono il metodo del doppio invecchiamento che caratterizza molte espressioni Planteray. La prima maturazione avviene nel Paese d’origine, prevalentemente in botti ex bourbon, dove il clima tropicale accelera l’interazione fra distillato e legno. Il rum viene poi trasferito nella regione francese del Cognac per un ulteriore affinamento in botti Ferrand.

I due ambienti imprimono effetti differenti. Il calore tropicale favorisce concentrazione, estrazione e maturazione più rapida; il clima continentale accompagna invece un’evoluzione più lenta, utile a integrare legno, frutto e spezie.

Barbados D.A.S.H. affronta due anni ai tropici e uno in Francia. Haiti 2005 arriva complessivamente a vent’anni, mentre Belize 2006 e Fiji Islands 2007 raggiungono diciannove e diciotto anni. Jamaica MMW 1998 è la referenza più longeva: ventuno anni in botti ex bourbon e sei anni in botti Ferrand.

Le sei espressioni raccontano identità aromatiche distinte

Planteray Haiti 2005

Planteray Haiti 2005

photo by Planteray

Haiti 2005 è l’unico rum della collezione ottenuto da succo fresco di canna anziché da melassa. Proviene da Barbancourt, fermenta per due o tre giorni e viene distillato in colonna. Dopo diciannove anni in botti ex bourbon ad Haiti, riposa per un altro anno in una botte Ferrand.

La gradazione del 43,8% vol. lo rende il più misurato della serie. Al naso emergono cioccolato fondente, rovere, succo di canna, scorza di lime e lemongrass, seguiti da banana caramellata e spezie. Il palato è asciutto e vellutato, con liquirizia, miele, tè verde, fava tonka, mandorla tostata e una leggera vena salina. Il finale intreccia cacao, frutta matura, chiodi di garofano e tabacco.

Produzione: 816 bottiglie.
Gradazione: 43,8% vol.

Planteray Barbados D.A.S.H.

Planteray Barbados D.A.S.H.

photo by Planteray

Barbados D.A.S.H. è il rum più giovane e immediato della collezione. Distillato nel 2022 alla Stade’s West Indies Rum Distillery da melassa, nasce dall’impiego combinato di alambicchi discontinui e a colonna. La maturazione comprende due anni in botti ex bourbon e uno in botti Ferrand.

Il profilo è luminoso e fruttato. Albicocca matura, arancia, fico secco e mango incontrano fiori, vaniglia e rovere. Al palato la consistenza è cremosa, con cocco, cioccolato, pesca, mandorla tostata e spezie delicate. Banana matura e cacao accompagnano una chiusura lunga, appena tostata.

Produzione: 960 bottiglie.
Gradazione: 59% vol.

Planteray Fiji Islands 2007

Planteray Fiji Islands 2007

photo by Planteray

Fiji Islands 2007 nasce da melassa, fermenta per quattro o cinque giorni ed è distillato esclusivamente in pot still presso Rum Co. of Fiji. Dopo quattordici anni in botti ex bourbon nel Pacifico, trascorre altri quattro anni in botti Ferrand.

È un rum intenso e stratificato. Tabacco, albicocca secca, scorza d’arancia candita e note esteree aprono verso banana flambé, pesca, nocciola, noce moscata e menta. Il sorso è oleoso e corposo, con miele, liquirizia, cacao, frutto della passione, melassa tostata e una sfumatura torbata quasi vicina al whisky. Il finale porta legno tostato, caffè, balsamo, cocco, mentolo e pepe di Sichuan.

Produzione: 888 bottiglie.
Gradazione: 57,8% vol.

Planteray Jamaica MMW 1998

Planteray Jamaica MMW 1998

photo by Planteray

Jamaica MMW 1998 proviene dalla Clarendon Distillery e porta la sigla Monymusk Wedderburn. La fermentazione, compresa fra due e tre settimane, e la distillazione in pot still costruiscono il carattere estereo tipico dello stile giamaicano. Il rum matura ventuno anni in botti ex bourbon e altri sei in Francia.

Al naso è espansivo: scorza d’arancia, tabacco, frutto della passione, albicocca e pompelmo rosa precedono rosmarino, cedro, chiodi di garofano e cuoio. Il palato unisce cioccolato fondente, miele, liquirizia, caffè, zenzero, timo e alloro. Il finale, particolarmente lungo, evolve fra legno asciutto, tabacco da pipa, noce, nocciola, melassa, resina e menta piperita.

Produzione: 462 bottiglie.
Gradazione: 52% vol.

Planteray Belize 2006

Planteray Belize 2006

photo by Planteray

Belize 2006 è prodotto presso Travellers’s Distillery da melassa, con fermentazione di tre o quattro giorni e distillazione in colonna. Ai quindici anni di maturazione tropicale in botti ex bourbon seguono quattro anni in botti Ferrand.

Il bouquet richiama inizialmente un bourbon maturo: vaniglia, cannella, banana, miele, noce moscata, mandorla, cuoio, cacao e rovere tostato. Il palato è deciso ma vellutato, con caramello, agrumi, pera, cocco, chiodi di garofano, pepe, liquirizia e tabacco. La chiusura porta ciliegia scura, nocciola, caffè, timo e cicoria.

Produzione: 606 bottiglie.
Gradazione: 60,4% vol.

Planteray Saint Lucia 2009

Planteray Saint Lucia 2009

photo by Planteray

Saint Lucia 2009 nasce presso St. Lucia Distillers da melassa sottoposta a una fermentazione compresa fra una e due settimane. La distillazione avviene in pot still. Tredici anni in botti ex bourbon e tre anni in botti Ferrand definiscono un rum espressivo, balsamico e speziato.

Arancia, limone e uva passa introducono papaya, frutto della passione, sandalo, chiodi di garofano, vaniglia e tabacco da pipa. Al palato emergono cioccolato fondente, miele, pera al forno, mela cotogna candita, marmellata d’arancia e pepe nero. Il finale è molto lungo, con banana, albicocca, liquirizia, caffè, cumino e una sofisticata sfumatura affumicata.

Produzione: 462 bottiglie.
Gradazione: 55% vol.

La degustazione richiede tempo, temperatura e poca distrazione

Legends of Rum è una collezione pensata innanzitutto per la degustazione. I calici più adatti presentano una coppa contenuta e un’imboccatura leggermente chiusa, capace di raccogliere gli aromi senza concentrare in modo aggressivo l’alcol. Un piccolo tulipano da distillato permette di seguire meglio l’evoluzione nel bicchiere.

La temperatura di servizio può collocarsi indicativamente fra 18 e 20 °C. Temperature troppo basse frenano profumi e consistenza; un calice eccessivamente caldo accentua invece la percezione alcolica. Dopo averlo versato, è utile attendere alcuni minuti, soprattutto per Belize 2006, Fiji Islands 2007, Jamaica MMW 1998 e Saint Lucia 2009.

Con i rum a gradazione più elevata, qualche goccia d’acqua naturale può rendere più leggibili frutti, spezie e note balsamiche. L’acqua deve essere aggiunta progressivamente: lo scopo non è diluire il rum in modo indiscriminato, ma ridurre la pressione alcolica e aprire il ventaglio aromatico.

Chi preferisce il servizio on the rocks dovrebbe scegliere un unico cubo grande e compatto, ma per una prima analisi sensoriale resta preferibile l’assaggio liscio.

Il food pairing segue intensità, continuità e contrasto

Un rum da degustazione non richiede necessariamente un accompagnamento. Quando si desidera costruire un pairing, il cibo deve sostenere struttura e gradazione senza sommergere le sfumature più fini. Cioccolato fondente, frutta secca, agrumi, formaggi stagionati e preparazioni affumicate possono funzionare, purché scelti in relazione alla singola bottiglia.

  • Haiti 2005: cioccolato fondente al 70%, banana caramellata, crostata al lime oppure mandorle tostate. Le componenti agrumate e vegetali del rum alleggeriscono la parte dolce.
  • Barbados D.A.S.H.: financier alle mandorle, cocco tostato, tarte tatin o ananas alla griglia. Frutta tropicale e cremosità trovano continuità.
  • Fiji Islands 2007: cioccolato fondente ad alta percentuale di cacao, noci pecan tostate oppure una piccola porzione di carne affumicata. Le note torbate, saline e balsamiche permettono un dialogo anche con il salato.
  • Jamaica MMW 1998: cioccolato fondente con scorza d’arancia, formaggio erborinato ben stagionato oppure albicocche secche e noci.
  • Belize 2006: pecan pie poco dolce, nocciole tostate, pralina al caffè o cheddar maturo. Vaniglia, cannella e rovere costruiscono un ponte naturale verso tostatura e frutta secca.
  • Saint Lucia 2009: anatra all’arancia, cioccolato fondente con agrumi canditi oppure pera speziata. L’abbinamento lavora sulla continuità fra agrumi, frutta cotta, spezie e sfumature affumicate.

La mixology deve lasciare riconoscibile il rum

Utilizzare una bottiglia tanto rara in un cocktail è una scelta personale. La complessità e la disponibilità limitata suggeriscono di assaggiare ogni referenza prima liscia. Se si desidera sperimentare la miscelazione, la ricetta dovrebbe rimanere essenziale e preservare l’identità del distillato.

Barbados D.A.S.H., più giovane, fruttato e cremoso, è la referenza più immediata per un cocktail minimale. La sua gradazione del 59% richiede però un dosaggio attento e una corretta diluizione.

Una collezione da regalare solo a chi ama davvero il rum

Legends of Rum possiede tutti gli elementi del regalo importante: è una collezione destinata al collezionista, ma ancora di più all’appassionato che intende aprire le bottiglie, confrontarle e comprenderne le differenze. Il rum ritrova così la propria natura più autentica: un archivio liquido di territori, tecniche e persone.

credit image by Press Office – photo by Planteray

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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