Nomad Milano: nel Certosa District la notte comincia a tavola

In breve
• Nomad Milano nasce in una fabbrica recuperata di via Varesina 184, nel nuovo Certosa District.
• Francesco Guarino firma una cucina italiana aperta a tecniche e suggestioni internazionali.
• Marcos Néia guida il cocktail bar con una drink list pensata per attraversare aperitivo, cena e dopocena.

Nomad Milano trasforma una fabbrica degli anni Ottanta in un Contemporary Italian Restaurant & Bar di oltre 1.500 metri quadrati. La cucina di Francesco Guarino, la mixology di Marcos Néia, il design Industrial Jungle e la musica costruiscono una destinazione capace di accompagnare aperitivo, cena e dopocena.

Nomad Milano è un ristorante e cocktail bar nel Certosa District che riunisce cucina, mixology, design, musica e intrattenimento. Il locale occupa oltre 1.500 metri quadrati e dispone di circa 120 coperti fra sala, chef table, banco bar e veranda. Il menu parte dalla memoria gastronomica italiana, mentre il bar sviluppa una proposta capace di dialogare con i piatti e di modificare il ritmo della serata.

Nomad trasforma una fabbrica in una destinazione urbana

La sede di Nomad occupa una fabbrica degli anni Ottanta recuperata dopo circa quarant’anni. Il progetto si inserisce nel Certosa District, area di Milano interessata da un processo di trasformazione che sta restituendo nuove funzioni a edifici legati alla storia industriale della città.

Il nome richiama il nomadismo contemporaneo inteso come curiosità, apertura e capacità di sentirsi a proprio agio in luoghi diversi. L’accoglienza mantiene una dimensione attenta senza irrigidirsi in formalismi. Nomad vuole essere un indirizzo nel quale fermarsi, lasciando che la serata cambi direzione in modo naturale. Esperienza, atmosfera ed essenzialità diventano così i tre concetti intorno ai quali vengono organizzati cucina, servizio e design.

Il concept Industrial Jungle unisce cemento e vegetazione

Lo spazio conserva la materia dell’edificio industriale e la mette in relazione con una vegetazione tropicale diffusa. Pietra, cemento e legno definiscono la struttura, mentre verde e luce rendono più morbida la percezione dei volumi.

Con il concept Industrial Jungle le superfici più materiche restano leggibili e diventano parte dell’identità del locale. La vegetazione introduce un contrasto organico, modifica le visuali e aiuta a distinguere le diverse aree senza interromperne la continuità. Il design influenza anche il modo di vivere Nomad. Il passaggio dalla sala al bancone, dalla chef table alla veranda, non corrisponde soltanto a uno spostamento fisico: modifica il rapporto con cucina, bartender, musica e altri ospiti.

Gli spazi seguono il ritmo della serata

Accanto al ristorante si trova un’ampia area esterna destinata a musica ed eventi. La chef table permette di seguire più da vicino il lavoro della cucina e può accogliere cene o aperitivi con un’impostazione maggiormente esperienziale.

Una pergola climatica privata amplia le possibilità di utilizzo, mentre gli spazi flessibili possono ospitare presentazioni, esposizioni, cene riservate ed appuntamenti aziendali. La capienza complessiva è di circa 120 persone, distribuite fra sala ristorante, chef table, bancone e veranda. Il grande banco in pietra è uno dei punti focali. Il materiale gli conferisce una presenza architettonica, mentre la posizione lo trasforma in una zona di incontro fra pubblico, bartender, sala e brigata.

Francesco Guarino firma una cucina italiana contemporanea

La cucina è guidata da Francesco Guarino, entrato nella ristorazione a quindici anni e cresciuto professionalmente fra Milano e il Nord Italia. Tra le esperienze più importanti figura il lavoro all’Excelsior Hotel Gallia di Milano a contatto con la famiglia Cerea.

Il suo percorso comprende anche esperienze in Giappone, Vietnam e Messico. Questo bagaglio internazionale entra nel menu come sensibilità tecnica e apertura culturale, senza cancellare la riconoscibilità delle radici italiane. La cucina di Nomad parte dalla memoria, ma la utilizza come materiale da interpretare. Materia prima, equilibrio e precisione guidano piatti che possono apparire familiari nel nome e sorprendere nella costruzione, nelle salse o negli accostamenti.

La ricciola alla brace racconta la filosofia di Nomad

La ricciola alla brace viene servita con fondo bruno di pesce e zucchine alla scapece. Il piatto riunisce tre registri: la griglia imprime note tostate, il fondo concentra intensità marina e la scapece introduce acidità, dolcezza vegetale e una memoria gastronomica immediatamente italiana.

La parte più interessante è il trattamento del fondo di pesce, utilizzato per dare profondità a una materia prima spesso presentata attraverso cotture e accompagnamenti più delicati. La zucchina alla scapece alleggerisce questa intensità e mantiene il piatto in equilibrio.

Il tataki di manzo incontra teriyaki e wasabi

Il tataki di manzo viene accompagnato da salsa teriyaki e maionese leggera al wasabi. La cottura rapida concentra il sapore della carne e conserva una parte interna più delicata; la teriyaki lavora su dolcezza, sapidità e note umami, mentre il wasabi introduce una sensazione pungente e verticale. La maionese è leggera, elemento importante per evitare che la componente grassa domini il piatto.

Il riso Carnaroli: profondità fra scampo e bisque

Il riso Carnaroli con scampo, bisque e scorza di limone candito lavora sulla concentrazione del crostaceo. La bisque sviluppa la parte più intensa e tostata; lo scampo conserva una dolcezza naturale; il limone candito aggiunge un contrappunto aromatico. La scorza candita deve illuminare il piatto senza sovrapporre una dolcezza estranea alla bisque.

Parmigiana e risotto allo zafferano partono dalla tradizione

La parmigiana di melanzane e il risotto allo zafferano rappresentano due riferimenti forti alla cucina italiana. Nomad li mantiene riconoscibili e interviene attraverso twist pensati per rinnovarne l’esperienza. La parmigiana è un piatto stratificato per natura: melanzana, pomodoro, formaggio e cottura costruiscono intensità, dolcezza, acidità e morbidezza. Il risotto allo zafferano appartiene invece alla memoria gastronomica milanese.  La proposta gastronomica comprende anche un raw bar.

Marcos Néia e la mixology internazionale

Il cocktail bar è affidato a Marcos Néia, professionista con oltre ventuno anni di esperienza maturata fra Brasile, Italia e Dubai. Il suo percorso comprende hotel a cinque stelle, ristoranti fine dining e locali caratterizzati da volumi di servizio elevati.

Néia unisce tecnica classica e sensibilità brasiliana, rileggendole nel contesto italiano. Questa combinazione crea una drink list capace di lavorare su struttura, freschezza, frutta e botaniche. Nomad si inserisce così nella cultura dei cocktail d’autore con una particolarità: la carta viene sviluppata attraverso il confronto continuo con la cucina di Guarino.

Dove si trova Nomad Milano

Nomad Milano si trova in via Varesina 184, all’interno del Certosa District. Il locale occupa oltre 1.500 metri quadrati e dispone di circa 120 coperti distribuiti fra ristorante, chef table, banco bar e veranda. Il progetto comprende inoltre un’area esterna per musica ed eventi, una pergola climatica privata e spazi flessibili destinati a cene riservate, presentazioni e appuntamenti aziendali.

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credit image by Press Office – photo by Nomad Milano

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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