Una di famiglia: il nuovo thriller con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried, tra inganni e perfezione apparente
Diretto da Paul Feig e tratto dal bestseller di Freida McFadden, Una di famiglia è un thriller psicologico che vede Sydney Sweeney nei panni di Millie, una giovane donna in cerca di riscatto, e Amanda Seyfried in quelli della misteriosa Nina. Ambientato nella villa elegante e inquietante dei Winchester, il film racconta una spirale di segreti, manipolazioni e giochi di potere. Con un cast che include Michele Morrone, Brandon Sklenar ed Elizabeth Perkins, il film indaga il lato oscuro della perfezione e della ricchezza.
Nel mondo patinato dell’apparenza, dove ogni dettaglio è curato e ogni sorriso nasconde qualcosa, si muove Una di famiglia, il nuovo film diretto da Paul Feig, regista di Un piccolo favore, che torna a esplorare i meccanismi distorti della ricchezza e del desiderio. Protagoniste di questa storia cupa e affascinante sono Sydney Sweeney e Amanda Seyfried, due volti femminili che si muovono in perfetto contrasto tra candore e ambiguità.
Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Freida McFadden, diventato in poco tempo un fenomeno editoriale internazionale. La sceneggiatura è firmata da Rebecca Sonnenshine, mentre la produzione è guidata da Todd Lieberman, Laura Fischer e lo stesso Feig. L’uscita italiana è curata da Leone Film Group in collaborazione con Rai Cinema ed esce in sala il 1 gennaio 2026.
Una casa, molti segreti: il trailer ufficiale
La storia ruota attorno a Millie (Sydney Sweeney), giovane donna in fuga dal proprio passato, che accetta un impiego come domestica nella villa della famiglia Winchester. In quella dimora sfarzosa abitano Nina (Amanda Seyfried) e Andrew (Brandon Sklenar), coppia benestante e sofisticata, circondata da bellezza, silenzi sospetti e un equilibrio solo apparente.
All’inizio, per Millie, sembra aprirsi un nuovo capitolo: la promessa di una vita stabile e un ambiente elegante in cui reinventarsi. Ma ben presto si rende conto che tra quelle pareti si aggirano tensioni irrisolte, manipolazioni e seduzioni sottili. Niente è come sembra, e la perfezione esibita da Nina e Andrew si rivela fragile, pericolosa, forse perfino letale.
Psicodramma tra desideri repressi e tensioni domestiche
Paul Feig costruisce un’atmosfera elegante ma disturbante, giocando con gli elementi classici del thriller domestico: corridoi silenziosi, porte che si chiudono troppo in fretta, riflessi distorti in specchi a due ante. Una di famiglia richiama alla mente i thriller erotici di fine anni ’80 e inizio ’90, dove il mistero si fondeva con la passione e il confine tra colpa e innocenza si faceva labile.
Amanda Seyfried, nei panni di Nina, regala una performance magnetica, sospesa tra controllo e follia. I suoi occhi, quasi sovrannaturali nella loro fissità, sembrano osservare ogni gesto della protagonista, con apparizioni improvvise che sembrano sfidare la logica.
Sydney Sweeney, nel ruolo di Millie, si muove tra ingenuità calcolata e disperazione trattenuta, lasciando affiorare poco a poco una personalità complessa, dove ogni dettaglio – persino un paio di occhiali – può nascondere una verità diversa.
Un cast calibrato e sfaccettato
Accanto ai protagonisti, spiccano Michele Morrone, nel ruolo del giardiniere enigmatico, e Elizabeth Perkins, glaciale madre aristocratica di Andrew, che con pochi gesti e un’espressione studiata riesce a imprimere un’impronta indelebile nel racconto. La giovane Indiana Elle, figlia dei Winchester, offre un ritratto disturbante della freddezza precoce che nasce in ambienti saturi di controllo.
Il personaggio di Andrew, interpretato da Brandon Sklenar, rappresenta un’idea affabile ma sfuggente di potere maschile moderno: tecnologico, seducente, apparentemente innocuo, ma profondamente ambiguo.
Un thriller che gioca con le maschere
Una di famiglia è un’opera che seduce per il suo equilibrio tra eleganza formale e inquietudine sottopelle. Un film che non si limita a raccontare un mistero, ma ne moltiplica gli strati, facendo della casa Winchester un luogo in cui ogni stanza custodisce un desiderio inconfessato o una menzogna troppo ben recitata.
Paul Feig orchestra un gioco al massacro in cui l’identità, la memoria e il potere diventano le vere forze in campo. Tra riflessi sfalsati e sguardi ambigui, Una di famiglia si rivela un racconto spietato sulla vulnerabilità e il controllo, sul prezzo dell’accettazione e la maschera della normalità.
credit image by Press Office – photo by Daniel McFadden/Lionsgate – Copyright: © 2025 Lionsgate











