Valette Studio primavera estate 2027: la rottura dadaista incontra l’atelier sartoriale

In breve
• La collezione Valette Studio primavera estate 2027 si intitola Dandys Dada e comprende 24 look.
• La collezione amplia il linguaggio dell’Atelier con tailoring, flou e grand flou.
• Wool twill, popeline di cotone, pelle riciclata, mousseline di seta e jersey di viscosa costruiscono il dialogo tra silhouette e fluidità.

Valette Studio primavera estate 2027 presenta Dandys Dada, una collezione di 24 look che segna una nuova fase per la maison parigina. Il tailoring resta il punto di partenza, ma l’ingresso di nuovi savoir-faire nell’Atelier introduce flou, grand flou, tessuti fluidi, trasparenze, costruzioni più complesse e un dialogo serrato tra rigore costruttivista e rottura dadaista.

Valette Studio presenta Dandys Dada, la collezione primavera estate 2027 che segna una nuova tappa nello sviluppo della maison. I 24 look nascono dal dialogo della costruzione sartoriale con il flou, il grand flou e una nuova sensibilità verso movimento, leggerezza e sensualità.

Il titolo della collezione mette già in tensione due mondi. Da una parte il dandy, figura di controllo, eleganza, postura e costruzione di sé. Dall’altra Dada, movimento dell’irruzione, del collage, dello spostamento e della sovversione. Valette Studio lavora esattamente su questa frizione: giacche e pantaloni disegnati con rigore costruttivista, volumi deformati, zip ricorrenti, proporzioni ludiche e tessuti fluidi tagliati in sbieco.

L’Atelier diventa motore creativo della collezione

La primavera estate 2027 parte da un’idea precisa: l’Atelier è il luogo in cui il linguaggio della maison si evolve. L’introduzione di nuovi profili porta nuove tecniche, nuove sensibilità e nuove proposte creative. Questo passaggio è fondamentale, perché rende visibile il valore del savoir-faire come metodo con cui i capi vengono pensati.

In Valette Studio, il lavoro dell’Atelier si percepisce nella costruzione delle giacche, nella presenza delle tele interne, nelle spalline rivestite in pelle, nelle zip ripetute, nei capi che possono essere indossati in più modi e nei volumi che si spostano sul corpo. La complessità viene usata come strumento per dare al guardaroba una maggiore profondità.

Il tailoring resta l’ancora della maison

Il tailoring rimane il punto di ancoraggio della collezione. I tessuti tagliati in drittofilo, come wool twill, popeline di cotone e pelle riciclata, disegnano l’architettura dell’abito. La costruzione è netta, controllata, pensata per dare alla giacca e al pantalone una presenza precisa. Qui il dandy emerge nella sua forma più chiara: linea, postura, taglio e controllo dell’immagine.

La base sartoriale si distingue per un’attenzione più alta al dettaglio. Le zip ricorrenti introducono ritmo e possibilità di trasformazione. Il crine di cavallo sostiene il petto della giacca. Le spalline rivestite in pelle aggiungono struttura e materia. Le giacche interamente intelate riportano la collezione dentro un vocabolario di alta costruzione, dove ciò che non si vede è importante quanto la superficie esterna.

Il flou introduce leggerezza e sensualità

Accanto al tailoring, la collezione introduce il flou e il grand flou, due territori che appartengono a una sensibilità diversa. Se la sartoria organizza il corpo attraverso linee e strutture, il flou lavora sulla caduta, sul movimento, sulla trasparenza e sulla relazione tra tessuto e pelle. Valette Studio non oppone queste due dimensioni, ma le fa convivere nello stesso capo.

La mousseline di seta e il jersey di viscosa, lavorati in sbieco, portano nella collezione una qualità più fluida e sensuale. Il taglio in sbieco permette al tessuto di seguire il corpo con maggiore naturalezza, creando linee meno rigide e una mobilità più morbida. Questo passaggio aggiorna il vocabolario della maison: l’abito è anche scivolamento, trasparenza e tensione tra corpo e stoffa.

Il costruttivismo ordina giacche e pantaloni

L’ispirazione nasce dal costruttivismo, movimento che informa il taglio, le linee e la costruzione di giacche e pantaloni. Nella collezione, questo riferimento si traduce in superfici organizzate, volumi controllati e un senso di architettura applicato al corpo. Le giacche diventano strutture da leggere attraverso spalle, petto, tagli, zip e pannelli.

Il costruttivismo porta ordine dentro la collezione. La giacca può essere interamente intelata, sostenuta dal crine, attraversata da zip o costruita con materiali più rigidi, ma mantiene sempre una direzione formale. Il pantalone segue lo stesso principio: non è un semplice complemento della giacca, ma parte dell’architettura complessiva del look.

Dada introduce rottura, collage e proporzioni ludiche

Se il costruttivismo organizza, Dada destabilizza. La collezione usa lo spostamento dei volumi, le deformazioni, i collage visivi, le zip ripetute e le proporzioni giocose per interrompere la disciplina sartoriale. Questo non significa abbandonare la costruzione, ma introdurre un elemento di disobbedienza dentro un sistema molto preciso.

Il dadaismo agisce come forza di disturbo. Una giacca può cambiare equilibrio, una zip può diventare gesto grafico, una proporzione può apparire volutamente alterata, un motivo animalier può rompere la neutralità della palette. Dandys Dada trova energia proprio in questa tensione: l’eleganza viene costruita, poi leggermente spostata; il rigore viene affermato, poi sabotato; il dandy resta impeccabile, ma mai prevedibile.

Le zip ricorrenti moltiplicano i modi di indossare i capi

Le zip sono uno dei segni più ricorrenti della collezione. Non vengono usate soltanto come chiusure funzionali, ma come strumenti di trasformazione. Possono modificare aperture, proporzioni, volumi e modi di indossare un capo.

La zip spezza la continuità del tessuto, crea linee grafiche, permette aperture inattese e rende il capo più dinamico. In relazione al tema Dada, diventa anche un segno di dislocazione: ciò che dovrebbe rimanere stabile può aprirsi, cambiare posizione, creare un nuovo ritmo. È un dettaglio tecnico che assume valore estetico e concettuale.

Le giacche interamente intelate rafforzano la costruzione invisibile

La presenza di giacche interamente intelate e di un crine di cavallo a sostegno del petto riporta la collezione dentro un terreno di alta sartoria. Questi elementi determinano il comportamento del capo sul corpo. La giacca prende forma, mantiene struttura e costruisce una postura senza bisogno di esibire la propria complessità.

Una spalla, una tela, un interno, un taglio in drittofilo o in sbieco cambiano radicalmente la percezione di un capo. Dandys Dada mette in scena la superficie, ma chiede anche di guardare alla costruzione nascosta che la rende possibile.

Le spalline rivestite in pelle danno corpo alla silhouette

Le spalline rivestite in pelle sono un dettaglio molto significativo. La spalla è uno dei punti più importanti del tailoring: definisce postura, proporzione e presenza. Rivestirla in pelle significa trasformare un elemento interno o tecnico in un gesto materico, capace di dare al capo una maggiore forza plastica.

La pelle riciclata, associata a wool twill e popeline di cotone, crea un contrasto tra superfici: lana, cotone, pelle, seta e jersey. La silhouette assume così un carattere ibrido, tra sartoria, atelier e sperimentazione artistica. La spalla diventa così punto di tensione visiva.

La palette rigorosa viene interrotta da viola, arancio e stampe

La palette della collezione parte da una base di nero, bianco, off-white e beige. Il nero porta disciplina, il bianco e l’off-white creano luce, il beige introduce una neutralità più morbida. Su questa architettura cromatica, Valette Studio inserisce elementi di rottura.

L’intenso violetto e l’arancio terra aggiungono energia emotiva e materia. Le due stampe esclusive, una zebra e una maculata, disturbano la costruzione con un impulso più istintivo. Dove il tailoring ordina, la stampa sposta; dove il beige calma, il violetto e l’arancio accendono.

La stampa zebra porta grafismo e tensione

La stampa zebra introduce una componente grafica molto forte. Le sue linee irregolari dialogano bene con il tema del collage visivo e con l’idea dadaista di rottura. In una collezione che parte dal costruttivismo, la zebra funziona come un’interferenza: rompe la superficie uniforme, crea movimento e porta lo sguardo su una vibrazione più istintiva.

Per indossare una stampa così forte, il resto del look deve sostenere il contrasto. Un capo zebra può dialogare con nero, bianco o off-white, così da mantenere una continuità cromatica. Se accostato al violetto o all’arancio terra, l’effetto diventa più teatrale.

Il motivo maculato introduce un dandy più istintivo

La stampa maculata porta nella collezione un’energia più sensuale e meno geometrica rispetto alla zebra. Il suo effetto è più organico, più legato alla pelle, al corpo e alla percezione istintiva del capo. In relazione al tema Dada, il maculato funziona come elemento di slittamento: il dandy perde una parte della sua compostezza e mostra un lato più libero.

Accostato a giacche strutturate o a pantaloni costruiti, il motivo maculato crea una tensione interessante tra controllo e impulso. Può apparire come stampa protagonista oppure come elemento di contrasto in un look più neutro. Con beige e off-white diventa più sofisticato, con nero acquista forza grafica, con arancio terra entra in una dimensione più calda e materica.

Il dandy immaginato da Valette Studio non corrisponde a una figura nostalgica, è una persona che conosce le regole della costruzione sartoriale e proprio per questo può deformarle, spostarle e usarle in modo personale. Il dandy di Dandys Dada sa abitare una giacca intelata, ma accetta che una zip, una stampa o un volume alterato cambino l’equilibrio del look.

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credit image by Press Office – photo by Valette Studio

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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