Cassina alla Milano Design Week 2026: materia, colore e memoria diventano un paesaggio domestico

Alla Milano Design Week 2026, Cassina trasforma il suo store milanese in un ambiente costruito attorno al tema dell’intelligenza materica. Il risultato è un percorso che tiene insieme nuovi imbottiti, librerie, tavoli, sedute, riedizioni e sperimentazione cromatica, in un dialogo continuo tra prodotto, architettura e atmosfera domestica.

Per la Milano Design Week 2026, Cassina sceglie di lavorare su una nozione precisa: quella di una materia che non si limita a rivestire l’oggetto, ma partecipa alla costruzione dello spazio e alla qualità percettiva dell’abitare. È questo il principio che guida The Cassina Perspective 2026, allestita nel Cassina Store Milano come un racconto immersivo in cui nuovi prodotti, colori, superfici e sistemi d’interni concorrono a definire una visione coerente della casa contemporanea.

The Cassina Perspective 2026: lo store come dispositivo narrativo

Nel flagship milanese, il marchio costruisce un percorso in cui architettura e collezione dialogano in modo serrato. Le forme avvolgenti del nuovo sistema Ardys di Patricia Urquiola vengono richiamate da rilievi alle pareti; il sistema Ghost-Wall di Mikal Harrsen accompagna il visitatore tra living, dining, camera e walk-in wardrobe; la carta da parati firmata da Patricia Urquiola scioglie il confine fra pannello e decorazione. A tenere insieme tutto è una regia cromatica molto precisa: la scala rivestita in faux fur color melanzana, la stanza dedicata alle nuove luci tinta di giallo Zucca, la cupola in cui sei pezzi emblematici condividono lo stesso velluto color olio. Anche la terrazza al primo piano entra nel racconto come pausa all’aperto, arredata con la collezione outdoor 2026.

Ardys di Patricia Urquiola: un imbottito che rende visibile il comfort

Cassina Ardys Patricia Urquiola

photo by Francesco Dolfo

Tra i lanci più significativi c’è Ardys, il nuovo sistema imbottito firmato da Patricia Urquiola. Il progetto nasce da un’intuizione semplice ma efficace: rendere la morbidezza leggibile già a livello visivo. Sedute e schienali si organizzano come volumi generosi, scanditi da impunture profonde che danno al sistema l’aspetto di una trapunta contemporanea. Il nuovo tessuto London, sviluppato per il lancio, rafforza questa identità con una superficie satinata che richiama il mondo dei tecnici sportivi. Sul fronte costruttivo, Ardys impiega materiali con componenti riciclati e una struttura pensata per facilitare il disassemblaggio, mentre la modularità resta uno dei suoi punti di forza: divani lineari, chaise longue, pouf, elementi angolari e moduli centrali possono essere aggregati o separati con grande libertà. A completare il progetto arrivano anche i tavolini Ardys in malta cementizia laccata lucida, proposti in forme compatte ma con una forte impronta architettonica.

FF.Spine di Formafantasma: il minimalismo si apre a nuove profondità materiche

Cassina FF.Spine Formafantasma

photo by Cassina

Nel racconto 2026 trova spazio anche l’evoluzione di FF.Spine, la libreria disegnata da Formafantasma, che amplia il proprio lessico senza perdere la sua impostazione essenziale. Cassina introduce nuove finiture lucide per le varianti già presenti in catalogo – dal frassino tinto blu, amaranto e verde fino al nero – accentuando la profondità del colore e la capacità del sistema di riflettere la luce naturale. A questo si aggiungono nuove mensole in vetro temperato fumé, che instaurano un contrasto netto ma misurato con il legno e alleggeriscono l’insieme. L’intervento più interessante riguarda però la dimensione compositiva: Cassina introduce moduli singoli pensati soprattutto per il living, consentendo configurazioni a parete più libere e la possibilità di integrare anche uno schermo TV all’interno della composizione. FF.Spine si conferma così un sistema capace di passare dalla libreria al dispositivo architettonico, mantenendo un equilibrio raro tra rigore e flessibilità.

Plana di Charlotte Perriand: nuove laccature per una forma che resta essenziale

photo by Cassina

Il tema della materia attraversa anche Plana, il tavolo basso di Charlotte Perriand, che Cassina ripropone in una gamma di nuove laccature opache e lucide. Accanto alle tonalità già presenti, entrano in scena nuance come Apricot, Nuvola e Aubergine, che estendono il campo espressivo del progetto e ne accentuano il carattere scultoreo. Disegnato nel 1969 per la residenza dell’ambasciatore del Giappone a Parigi e poi ripreso nello stesso anno per l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, Plana mostra ancora oggi una sorprendente attualità: il piano ligneo rettangolare, modellato da due onde che convergono verso il centro, lavora su una sinuosità che appare naturale ma richiede una manifattura molto sofisticata. Con le nuove laccature, questa geometria si fa ancora più leggibile, perché la luce scorre sulle superfici e sottolinea il movimento dei bordi. È un aggiornamento calibrato, che non altera l’identità dell’icona ma la riattiva attraverso il colore.

Plintea di Chiara Andreatti: il dining come gesto avvolgente

Cassina Plintea Chiara Andreatti

photo by Luca Merli

Accanto ai sistemi e ai tavoli, Cassina introduce anche Plintea di Chiara Andreatti, poltroncina dining che lavora sull’idea di un’accoglienza misurata. Il volume della seduta è raccolto e protettivo, mentre il basamento cilindrico svasato e asimmetrico, proiettato in avanti, dà al progetto una presenza dinamica. La qualità della manifattura emerge nei profili sottili e nello schienale realizzato in un unico pezzo, mentre il rivestimento completamente removibile amplia l’adattabilità del modello. La disponibilità di una versione girevole ne rafforza il potenziale sia per il residenziale sia per l’hospitality, rendendola una seduta capace di passare con naturalezza dal dining allo studio o a contesti contract più sofisticati.

Dalila e Hotte: due modi opposti di interpretare la memoria del progetto

Cassina Dalila Gaetano Pesce

photo by Luca Merli

Cassina mette in dialogo anche due figure molto diverse del proprio universo. Da una parte c’è Dalila di Gaetano Pesce, ripresa dall’archivio e riproposta sia per interni sia, in modo inedito, per esterni. Il progetto conserva la sua natura di oggetto-manifesto: volumi fluidi, presenza quasi arcaica, colori materici e un’idea di serialità aperta alla differenza, in piena continuità con la visione di Pesce. La versione indoor è proposta in nero, mentre quella outdoor introduce blu, beige e rosso, sottolineando quanto il confine tra interno ed esterno sia oggi sempre più permeabile.

Cassina Hotte Philippe Starck

photo by Luca Merli

Dall’altra parte c’è Hotte di Philippe Starck, che guarda invece alla cultura del fare e alle tradizioni rurali. La poltrona prende spunto dalla gerla e ne trasforma la memoria in una seduta alta e avvolgente, realizzata in salice intrecciato a mano con struttura in rattan e cuscini in pelle naturale Voyage.

Karakter x Cassina: convivio, modernismo e nuove riedizioni

AB Dining di Aldo Bakker

photo by Francesco Dolfo

Un capitolo importante è affidato a Karakter x Cassina. In vetrina compare AB Dining di Aldo Bakker, tavolo da pranzo che traduce il minimalismo in un gesto conviviale. Il piano monolitico, alleggerito nella parte inferiore da una curva morbida, poggia su gambe ellittiche laccate opache nelle tonalità Apricot e Dark Seppia. È un oggetto che sembra trattenere il proprio carattere scultoreo dentro una forma molto sobria, quasi silenziosa.

Karakter Cassina CH66 Nicos Zographos

photo by Cassina

Nello stesso ambito rientra la riedizione della CH66 di Nicos Zographos, disegnata nel 1966 e legata alla cultura Bauhaus. La sedia lavora su una doppia curva che mette in tensione seduta e schienale, mentre il tubolare d’acciaio e il cuoio teso con molle metalliche a vista ne fanno un progetto nitido, essenziale e ancora estremamente contemporaneo.

Omaggi a Verner Panton e Gianfranco Frattini

Karakter Cassina 780 e 783 Gianfranco Frattini

photo by Cassina

Il 2026 è anche un anno di ricorrenze, e Cassina le affronta attraverso interventi mirati. Per il centenario di Verner Panton arriva la Peacock Chair, oggi riedita recuperando la complessità originaria del disegno del 1959: una struttura in acciaio inox elettrosaldato ed elettrolucidato e sette cuscini rotondi che costruiscono una seduta insieme ludica e architettonica, sospesa tra manifesto pop e microspazio del corpo.

Al centenario di Gianfranco Frattini è invece dedicata una nuova lettura dei tavolini 780/783, disegnati nel 1966. I set impilabili vengono riproposti con nuove laccature opache, Apricot e Pinot Noir, oltre alla versione in noce, e con top in laminato bicolore o vetro fumé Smoke Grey. L’intervento è misurato ma incisivo: non modifica l’intelligenza del sistema, ma ne rinnova il rapporto fra struttura, superficie e colore. La nuova versione dei tavolini 780 compare anche nell’installazione celebrativa dedicata a Frattini al Castello Sforzesco.

credit image by Press Office – photo by Cassina

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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