Luisa Beccaria primavera estate 2027: il giardino diventa abito

In breve
• Herbarium trasforma fiori, foglie, melograni e vegetazione in stampe, ricami e applicazioni tridimensionali.
• Abiti bustier, mantelline, pencil skirt, bluse trasparenti e mini dress esplorano proporzioni differenti.
• La collezione sfila all’Acquario Civico di Milano ed è completata dalle calzature create con Kathryn Lipman per Sandro Vicari.

Herbarium è la collezione Luisa Beccaria primavera estate 2027: un guardaroba botanico e acquatico nel quale fiori, foglie e melograni prendono forma su organze, pizzi, tulle, broccati e cotoni stampati.

Luisa Beccaria primavera estate 2027 racconta la natura dal primo risveglio fino alle tonalità del tramonto. Organza, fil coupé, pizzo, tulle ricamato e chiffon incontrano broccato, popeline e cotone stampato. Paillettes, rouche e volant danno volume ai motivi floreali, mentre delicate righe introducono un contrappunto grafico.

Un erbario conserva la memoria della natura sottraendola al tempo. Foglie, petali e infiorescenze vengono raccolti, osservati e custoditi fra le pagine, continuando a raccontare una stagione anche quando quella stagione è ormai trascorsa. Luisa Beccaria parte da questo gesto per costruire Herbarium, la collezione primavera estate 2027 presentata negli spazi dell’Acquario Civico di Milano.

Il riferimento botanico appartiene da sempre al linguaggio della maison, ma questa volta assume una dimensione più sensuale e giocosa. Fiori, foglie, melograni e vegetazione non restano semplici disegni appoggiati sul tessuto: diventano ricami, applicazioni, trasparenze e rilievi che reagiscono alla luce e al movimento.

Herbarium trasforma l’archivio botanico

Herbarium raccoglie frammenti di natura proprio come un antico volume botanico, ma li libera dalla staticità della pagina. Le forme vegetali entrano nel guardaroba, si espandono sulle superfici e sembrano rifiorire a ogni passo.

Le stampe lavorano sul colore e sul disegno; i ricami aggiungono materia; le applicazioni creano rilievo. Alcuni motivi appaiono soffusi, simili a ricordi osservati attraverso un velo. Altri acquistano maggiore intensità e trasformano l’abito in una presenza scenografica.

Il melograno introduce nel racconto una forma più compatta e simbolica rispetto alla leggerezza dei petali. Le foglie costruiscono ramificazioni, mentre la vegetazione crea campiture più estese. La natura viene così osservata nelle sue differenti scale, dal dettaglio di un fiore alla densità di un paesaggio.

Rispetto a Soul in Bloom, la collezione primavera estate 2026, Herbarium approfondisce la dimensione materica. Il fiore continua a rappresentare un codice identitario, ma acquista corpo attraverso paillettes applicate, tulle ricamati e lavorazioni tridimensionali.

Il mondo botanico incontra l’immaginario dell’acqua

La natura terrestre convive con un secondo elemento: l’acqua. Il riferimento acquatico attraversa i tessuti, la palette e il movimento delle silhouette. Le superfici lucide sembrano liquide; organze, tulle e chiffon possiedono la trasparenza di un riflesso; gli abiti fluidi seguono il corpo come una corrente leggera.

Questa relazione evita che il tema floreale diventi puramente ornamentale. L’acqua introduce mobilità e cambia la percezione delle stampe. Un ricamo appare più definito sopra una base strutturata, mentre sembra galleggiare quando incontra un tessuto trasparente.

La palette segue il cielo dall’alba al tramonto

I colori di Herbarium nascono dall’osservazione dell’acqua e del cielo, ma anche dai passaggi luminosi che scandiscono una giornata. Le tonalità più delicate evocano il primo risveglio della natura e la luce dell’alba; quelle più intense richiamano il sole e i tramonti estivi.

Le sfumature si incontrano, si sovrappongono e cambiano profondità secondo il tessuto. Su organza e tulle il colore appare sospeso; sul broccato acquista densità; sul cotone stampato diventa più quotidiano e immediato. Le lavorazioni dégradé della maglieria in mohair traducono in modo particolarmente efficace questa mobilità cromatica. Il passaggio da una nuance all’altra ricorda le variazioni dei petali oppure un cielo osservato mentre cambia luce.

Le silhouette alternano fluidità e struttura

Herbarium non propone una sola forma femminile. La collezione alterna lunghezze e proporzioni, passando dalla precisione di un abito bustier alla leggerezza di una mantellina, dalla verticalità della pencil skirt al movimento di un abito fluido.

Gli abiti bustier definiscono il busto e affidano alla gonna il compito di costruire il ritmo della silhouette. Le mantelline aggiungono un livello impalpabile, muovendosi intorno alle spalle e creando una cornice leggera.

Le pencil skirt introducono una linea più asciutta. Accostate alle bluse trasparenti, costruiscono un equilibrio fra rigore e seduzione: la gonna trattiene il volume, mentre la parte superiore lascia filtrare la pelle e la luce.

I mini dress a trapezio portano nella collezione una componente più giocosa. La forma si allontana dal corpo, privilegia il movimento e permette a stampe e applicazioni di rimanere pienamente visibili. Gli abiti lunghi alternano invece costruzioni scivolate e volumi più sostenuti.

Organza, pizzo e tulle disegnano la parte più eterea

La componente più impalpabile della collezione è affidata a organza, fil coupé, pizzo e tulle ricamato. Sono tessuti che non coprono semplicemente il corpo, ma modificano il modo in cui viene percepito.

L’organza mantiene una forma precisa pur conservando trasparenza. Può sostenere una manica, ampliare una gonna o definire una mantellina senza appesantirla. Il fil coupé introduce piccoli segni e fili in rilievo, creando una superficie che cambia secondo la distanza da cui viene osservata.

Il pizzo lavora sul rapporto fra pieno e vuoto. Nel linguaggio di Luisa Beccaria conserva una qualità romantica, ma la costruzione e la trasparenza gli permettono di assumere un’attitudine contemporanea.

Il tulle ricamato rende i motivi floreali quasi sospesi sulla pelle. Lo strato di base può diventare visivamente impercettibile, lasciando che siano i ricami a definire il disegno dell’abito.

Gli inserti di chiffon aggiungono ulteriore mobilità. Leggeri come petali, accompagnano scollature, maniche e pannelli fluidi producendo un movimento che continua anche dopo il passo.

Broccato, popeline e cotone danno consistenza al giardino

Accanto ai tessuti trasparenti compaiono materiali più corposi e fruscianti. Broccati, popeline e cotoni stampati impediscono alla collezione di restare confinata in una dimensione esclusivamente eterea.

Il broccato sostiene le silhouette strutturate e valorizza i motivi attraverso la propria densità. La luce si posa sulla trama e rende più profondi colori e disegni. Il popeline introduce nitidezza. La sua superficie compatta funziona sulle camicie e sui capi in cui rouche, polsini e costruzioni floreali richiedono maggiore definizione.

I cotoni stampati avvicinano il tema botanico alla quotidianità. Conservano l’espressività del motivo, ma offrono una lettura più rilassata, adatta alle giornate estive e alle occasioni informali. La collezione costruisce così un’alternanza continua fra trasparenza e consistenza, lucentezza e opacità, caduta fluida e volume controllato.

La maglieria in mohair sembra una nuvola di colore

La maglieria traforata in mohair rappresenta uno dei passaggi più tattili di Herbarium. Lavorata a mano, appare soffice e leggera, con una consistenza vaporosa che contrasta con la precisione dei ricami e con la lucidità dei tessuti più formali.

Il traforo permette all’aria e alla luce di attraversare la superficie. Le sfumature dégradé trasformano ogni capo in un passaggio cromatico, simile al colore che si diffonde lungo un petalo. Il mohair viene sottratto alla sua consueta dimensione invernale e interpretato come elemento leggero da sovrapporre.

Paillettes, rouche e volant fanno sbocciare le superfici

La decorazione segue la logica della crescita naturale. I fiori ricamati emergono dal tessuto, mentre paillettes stampate e applicate creano un effetto tridimensionale. La superficie sembra sul punto di schiudersi, come se il disegno continuasse la propria trasformazione mentre viene indossato.

Rouche e volant si concentrano sulle parti del capo che reagiscono maggiormente al movimento: scollature, polsini e fondi dei pantaloni. Le increspature assumono la forma di corolle e accompagnano i gesti senza irrigidire la silhouette. Le paillettes aggiungono luce, applicate sopra una stampa o un ricamo, ne aumentano il rilievo e producono una vibrazione visiva che cambia con il passo.

Fra fiori e trasparenze compaiono delicate righe, utilizzate come contrappunto alla morbidezza botanica. Il loro andamento ordinato stabilisce un ritmo e porta nella collezione una misura più grafica. Il contrasto fra righe e motivi floreali permette di equilibrare romanticismo e precisione.

Le scarpe della collezione nascono dalla collaborazione fra Luisa Beccaria e Kathryn Lipman per Sandro Vicari.

Herbarium suggerisce infine una definizione precisa di glamour: la capacità di trasformare il corpo in una presenza narrativa. Ogni abito conserva il ricordo di un fiore, di un’alba o di un riflesso, ma acquista significato soltanto quando viene indossato e messo in movimento.

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credit image by Press Office – photo by Luisa Beccaria

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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