Gucci Cosmos Shanghai – La mostra esplora il modo in cui, per oltre un secolo, i codici e lo spirito che contraddistinguono la Maison si sono concretizzati nei suoi modelli più iconici e come questi classici, che hanno definito un’epoca, abbiano sempre ispirato e siano stati reinterpretati dai visionari stilisti della Maison. Gucci Cosmos illustra come la visione progressista della Maison, incentrata sul potere della creatività e ancorata alla migliore tradizione e maestria artigianale italiana, abbia consentito a Gucci non solo di essere specchio dei tempi, ma di definirli, diventando motore di progresso sociale e di evoluzione estetica.

Maria Luisa Frisa svela gli Archivi Gucci a Xiao Zhan, il video

Ideato e realizzato dalla celebre artista britannica Es Devlin e curato da Maria Luisa Frisa eminente studiosa e critico della moda italiana, questo percorso gioioso attraverso il passato, il presente e il futuro di Gucci si snoda attraverso otto ‘mondi’ espositivi che riuniscono tesori – molti dei quali inediti – provenienti dall’Archivio Gucci, deposito vivo e pulsante e centro di attività dei team creativi della Maison, ospitato nel quattrocentesco Palazzo Settimanni a Firenze.

Ogni mondo illustra un aspetto diverso di Gucci, i principi irrinunciabili che lo animano sin dalla sua nascita nel 1921 e le sue fonti di ispirazione e creatività sempre attuali: dalle ambizioni nascenti del fondatore Guccio Gucci allo spirito pionieristico dei figli, Aldo e Rodolfo, fino al fervido potere di immaginazione dei direttori creativi più recenti: Tom Ford, Frida Giannini e Alessandro Michele.

Es Devlin racconta: «Come sforzo creativo ed espressione dei tempi, la Maison e la sua storia nel corso dell’ultimo secolo si possono ricostruire guardando alla loro capacità di evolversi, e più in generale, di espandersi seguendo l’evoluzione della nostra stessa consapevolezza e di pari passo alla nostra capacità di attuare mutamenti cognitivi. Così come un abito che può essere modificato e riadattato, come la pelle che cambia durante la muta e continuamente si rinnova».

Maria Luisa Frisa spiega: «Il progetto Gucci Cosmos è stato per me una straordinaria opportunità per attraversare ancora una volta, con suggestioni sempre diverse l’universo Gucci, e raccontarlo attraverso gli abiti, gli oggetti, elementi, i personaggi e le atmosfere che hanno reso questo marchio iconico, protagonista e apripista degli orizzonti della moda ma anche della cultura visuale condivisa per più di un secolo. Gucci Cosmos è un’esperienza espositiva immersiva in cui il racconto delle origini e della storia è continuamente messo alla prova dall’immaginazione del futuro».

Es Devlin, creatrice di premiate scenografie per istituzioni culturali prestigiose e per artisti del mondo musicale di fama mondiale, integra innovative tecnologie audio, video e cinetiche per Gucci Cosmos. Vista dall’alto, la sua luminosissima installazione evoca una serie di ingranaggi e ruote: sottile riferimento al patrimonio industriale dell’edificio di Shanghai che ospita la mostra nella sua fase inaugurale ed evoca la lunga storia della città quale snodo commerciale e culturale tra l’Europa e l’Asia.

Utilizzando la metafora visiva delle orbite nel cosmo, la mostra trasmette l’atemporalità dell’ethos visionario di Gucci e il modo in cui il suo potere di attrazione crea e informa dialoghi significativi e una molteplicità di corrispondenze tra gli iconici modelli della Maison, i creativi e gli artigiani che vi lavorano, e la società in generale.

Gucci Cosmos Shanghai: “gli otto mondi”, il percorso espositivo

Portals

Gucci Cosmos Shanghai Portals

Il primo degli otto mondi di Gucci Cosmos, ‘Portals’, racconta la storia del fondatore della Maison, Guccio Gucci, e degli echi – che ancora risuonano – del periodo in cui egli aveva lavorato come fattorino al Savoy hotel di Londra. Delle porte girevoli, un riferimento all’ingresso dell’hotel, danno accesso a ‘Portals’, dove tre caroselli circolari in movimento ospitano esemplari dei più raffinati articoli di valigeria Gucci, raccontando storie di creatività che si intrecciano nel corso dei decenni.

Gli articoli includono una delle prime emblematiche valigie disegnate da Guccio alla fine degli anni ‘20; una valigia realizzata nell’inconfondibile tessuto con stampa GG e creata da Aldo Gucci negli anni ‘60 come omaggio al padre, e articoli di valigeria con stampa Disney tratti dalla collezione Epilogue, pensata da Alessandro Michele nel 2020 come sofisticato remix della cultura pop.

‘Portals’, con le sue piattaforme girevoli in continuo movimento, sintetizza l’interscambio di competenze nel design, di idee e ispirazione tra i direttori creativi che si sono succeduti, evidenziando come ognuno di loro abbia attinto dall’anima della Maison per rielaborarla e rivelarne l’essenziale modernità.

L’anello esterno presenta inoltre otto diorami multimediali ispirati a icone culturali del passato e del presente di Gucci, tra cui Jacqueline Kennedy Onassis, la Principessa Grace di Monaco, la Principessa Diana del Galles, e i Global Brand Ambassador Chris Lee, Ni Ni, Lu Han e Xiao Zhan, nonché un omaggio a Roma, città del cinema, e alla sua capacità di sedurre il jet set internazionale e le star di Hollywood.

Zoetrope

Gucci Cosmos Zoetrope

Sin dall’inizio Gucci ha tratto ispirazione dal mondo equestre, un legame celebrato da Gucci Cosmos in ‘Zoetrope’, dove uno spazio circolare è scandito da schermi immersivi di grande formato che presentano evocativi filmati video, accompagnati da un paesaggio sonoro di cavalli al galoppo che segna il ritmo per una voce fuori campo che recita testi ispirati all’equitazione.

Numerosi pezzi d’archivio dimostrano come i simboli equestri della Maison – il morsetto, inventato da Aldo Gucci nel 1953, e l’iconico nastro verde-rosso-verde, ispirato alla cinghia che mantiene in posizione la sella del cavallo – abbiano stimolato l’immaginazione nel corso del tempo. I visitatori seguono l’evoluzione del morsetto dal suo esordio sui mocassini, a una versione ridisegnata nel 1955 – che compare sulla borsa Horsebit 1955 presentata per la prima volta nel 2020 – passando per una cintura degli anni ‘60, un abito in lana e pelle scamosciata degli anni ‘70 e le borse a spalla firmate da Tom Ford.

‘Zoetrope’ dimostra inoltre come i recenti direttori creativi della Maison abbiano giocosamente sovvertito le tradizionali pratiche aristocratiche dell’equitazione suggerendo possibilità più erotiche, con esempi che includono un frustino da equitazione disegnato da Tom Ford e un bustino in pelle nera con morsetto firmato da Alessandro Michele.

Eden

Gucci Cosmos Eden

‘Eden’, il terzo mondo di Gucci Cosmos, ripercorre la storia di Flora, un’immagine squisita delicatamente naturalistica di piante e fauna che risale al 1966. Commissionata da Rodolfo Gucci all’artista e illustratore italiano Vittorio Accornero de Testa per un foulard di seta realizzato per la Principessa Grace di Monaco, il motivo divenne il filo conduttore della collezione ready-to-wear Gucci del 1981, presentata nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze, e ha poi ispirato Tom Ford, Frida Giannini e Alessandro Michele.

All’interno dello spazio circolare di ‘Eden’, pieno di luce e di specchi, il persistente legame di Gucci con la ricchezza e la bellezza della biosfera è simboleggiato da un’installazione che riprende in formato gigante i fiori e gli insetti che compaiono nella creazione di Accornero, sospesi al di sopra di importanti reperti d’archivio che rivelano come Flora continui ad ispirare gli stilisti.

A testimonianza di come l’elegante motivo sia stata utilizzato, riutilizzato e rielaborato, ci sono un incantevole e ipnotico miniabito in seta con stampa Flora del 1969; l’emblematica giacca in denim di Alessandro Michele, ricamata, foderata in montone e recante il motto ‘L’Aveugle Par Amour’, oltre a una serie di sciarpe in seta e borse in tessuto.

Due

Gucci Cosmos Shanghai Due

Oltrepassato il rigoglioso mondo di ‘Eden’, i visitatori si trovano di fronte a una coppia di statue bianche monumentali alte 10 metri. In piedi, come a guardia dell’ingresso di un antico tempio, esse simboleggiano la visione della Maison, all’avanguardia nel proporre moda unisex capace di far evolvere le idee e i costumi. Sulle ‘tele vuote’ delle statue vengono proiettate in loop immagini di abiti da uomo e da donna appartenenti al passato e al presente di Gucci. Tra questi, il celebre completo di velluto rosso creato da Tom Ford per uomo e donna nel 1996; uno straordinario completo a quadri stretto in vita firmato da Frida Giannini, e alcuni modelli di Alessandro Michele, quali le sue rutilanti e floreali versioni unisex del 2016, e uno tratto dalla sua collezione ‘Twinsburg’ del 2022.

Archivio

Gucci Cosmos Archivio

Entrare nel mondo ‘Archivio’ di Gucci Cosmos significa esplorare le origini delle borse più iconiche della Maison. In uno spazio mozzafiato, con soffitto a specchio che crea una sensazione di infinito, una serie di corridoi labirintici che rievocano l’Archivio Gucci a Firenze sono rivestiti da una miriade di armadi e cassetti. Alcuni sono aperti e rivelano il loro contenuto, altri sono chiusi o semiaperti, o nascosti da un vetro smerigliato, quasi a celare i loro segreti creativi.

Le storiche borse esposte includono cinque stili che oggi sono considerate intramontabili classici moderni: la Bamboo 1947, la Jackie 1961, la Horsebit 1955, la Gucci Diana e la Dionysus. I modelli presenti nel mondo ‘Archivio’ comprendono una rara e coloratissima versione in canapa degli anni ‘60 della borsa Bamboo, disegnata da Guccio Gucci, oltre a una reinterpretazione in pelle di vitello degli anni ‘90; un esempio della borsa Jackie prima edizione, con l’emblematica chiusura a pistone e il nastro Web, oltre a una versione della fine degli anni ‘70 con il leggendario motivo GG.

Presenti anche una borsa shopping in pelle rossa con manico in bambù dei primi anni ‘90, che Alessandro Michele ha reimmaginato come Gucci Diana nel 2020, e due borse con il logo GG: un modello dei primi anni ‘70 in pelle nera, definito dalla versione arrotondata dell’emblematica G intrecciata, che ha ispirato la Gucci Blondie, presentata per la prima volta nel 2021, e il modello d’esordio della GG Marmont in pelle matelassé bianca, creata da Alessandro Michele nel 2016. Oltre agli armadi, i visitatori possono proseguire il loro viaggio nell’archivio esplorando i cassetti che contengono riproduzioni delle illustrazioni di Vittorio Accornero de Testa, quaderni di schizzi e disegni tecnici prodotti dagli artigiani, e campagne pubblicitarie dell’epoca.

Cabinet of Wonders

Gucci mostra Cabinet of wonders

Al centro del mondo circolare ‘Cabinet of Wonders’ si trova un gabinetto delle meraviglie girevole. Alto tre metri, lo straordinario cubo monolitico laccato rosso scuro è pieno di cassetti e scomparti che scorrono meccanicamente dentro e fuori – con colonna sonora di respiro umano – per rivelare una collezione straordinariamente eclettica di capi d’abbigliamento, accessori e curiosità.

Proponendo l’intera gamma di modelli della Maison, questa sezione contiene di tutto: da un look tratto dalla collezione Tom Ford 2001 con corpetto in pelle nera, a un abito da sera color oro firmato da Frida Giannini nel 2006, a un eccentrico abito di Alessandro Michele del 2018, ricamato in pizzo, perle e perline; un’insolita pochette in velluto nero con chiusura in metallo dorato degli anni ’50, nonché una borsa di forma sferica in pelle di ispirazione punk con borchie appuntite in metallo del 2019; una selezione di gioielli esclusivi che vanno dagli anni ’60 al 2020, oltre a un set di bicchieri d’argento a forma di cervo dei primi anni ’70.

E ancora, un ventaglio di piume di struzzo nere di Alessandro Michele e una chitarra elettrica dell’era di Tom Ford. Simbolo dello spirito libero che è l’anima di Gucci, ‘Cabinet of Wonders’ testimonia l’infinito talento della Maison nel trasformare l’inatteso in oggetti di grande bellezza, seguendo audacemente l’ispirazione ovunque essa porti.

Carousel

Gucci Carousel

In ‘Carousel’, una serie di 32 manichini, abbigliati in capi Gucci dagli anni ‘70 ad oggi, scorrono lentamente, come modelli su una passerella in continuo movimento. Disponendo questi look completi – ciascuno proveniente da una stagione specifica – non in base alla cronologia ma al colore e all’ispirazione, ‘Carousel’ dà vita a collegamenti inusitati, come una danza attraverso il tempo, e sottolinea la conversazione creativa che la Maison continua a intrattenere con la propria eredità e con la modernità.

Un completo camicia e gonna di seta degli anni ‘70 con motivo G Quadro fa eco al nastro trompe l’oeil di un elegante e giocoso cappotto in lana del 2016; il delicato movimento di un abito anni Venti del 2012, ricamato a punto catenella e firmato da Frida Giannini fa da contrappunto al glamour edonistico e seducente dei completi unisex di Tom Ford del 1996. Mentre i vari look si avvicendano sul nastro trasportatore, i disegni di artisti cinesi scelti con cura, tra cui Victo Ngai, Vikki Zhang, Li Jianmei e Currynew, convergono in un’illustrazione collettiva, promuovendo il dialogo e rafforzando i legami creativi tra continenti.

Duomo

Gucci Duomo Firenze

Benché Gucci abbia continuamente incarnato e interpretato lo Zeitgeist nel corso del suo primo secolo di inesauribile creatività – una reputazione cementata nel corso dei decenni, quando diventò la casa di moda preferita dal jet set internazionale e dalle star più famose – la Maison è sempre rimasta fedele alla sua casa spirituale ed estetica: la città di Firenze.

Gucci Cosmos culmina doverosamente in ‘Duomo’: spettacolare omaggio alla città. Due riproduzioni su larga scala della rivoluzionaria cupola progettata da Filippo Brunelleschi nel XV secolo per Santa Maria del Fiore, la cattedrale di Firenze – una delle quali è invertita sotto l’altra − sono raggiungibili lungo una piattaforma panoramica sospesa.

All’interno, i disegni e i motivi del passato e del presente della Maison sono proiettati sulla superficie interna della cupola per un’esperienza son-et-lumière a 360°. Il risultato è uno spettacolo caleidoscopico in loop che include fiori ispirati dal motivo Flora di Vittorio Accornero de Testa, per un finale di grande impatto in perfetta sintonia con una mostra che celebra i valori gioiosamente eterni della Maison.

In definitiva, Gucci Cosmos è incarnazione esperienziale dell’anima di Gucci e un omaggio ai modelli, ai simboli e ai prodotti più iconici della Maison, nonché all’eccezionale talento dei suoi stilisti e dei suoi artigiani. Da Guccio Gucci nel 1921 ad oggi, ciascuno di loro ha assicurato – e continua ad assicurare – la posizione di Gucci all’apice della creatività e dell’artigianato italiano, in quanto Maison di livello mondiale impegnata nella produzione di articoli di lusso di qualità, modelli iconici e idee che plasmano il futuro.

Gucci Cosmos Shanghai
West Bund Art Center
28 aprile – 25 giugno