Moncler The House of Genius New York e Tokyo: le collezioni Moncler Genius

The House of Genius attraversa l’intera scena globale per raccontare una formidabile storia di evoluzione, innovazione e sperimentazione. Scoprila su Globe Styles

Dopo la presentazione di febbraio scorso, i lanci singoli, e secondo piani editoriali precisi e indipendenti, le collezioni Moncler Genius 1 Moncler Pierpaolo Piccioli, 2 Moncler 1952, 3 Moncler Grenoble, 4 Moncler Simone Rocha, 5 Moncler Craig Green, 6 Moncler Noir Kei Ninomiya, 7 Moncler Fragment Hiroshi Fujiwara, 8 Moncler Palm Angels – tornano a dialogare insieme al gran completo in due speciali concept store, The House of Genius, a New York e a Tokyo – fino a fine 2018 – e in circa 50 pop up nelle boutique monomarca del brand, in alcuni department store e in boutique selezionate a livello internazionale.

The House of Genius di New York e Tokyo e i pop up nei monomarca Moncler ridefiniscono il concetto stesso di spazio
temporaneo e riservano al consumatore una Moncler experience senza precedenti, riscrivendo le regole del monomarca
che diventa concept store.

Concepiti con un approccio curatoriale a 360°, i due Moncler Genius Building temporanei di New York e Tokyo sono pensati come spazi interattivi animati da speciali attività tesi a stabilire uno stretto e articolato contatto rispetto al contesto metropolitano in cui si inseriscono. Solo qui infatti si potranno trovare creazioni uniche, sviluppate di concerto con i designers del progetto Moncler Genius e talvolta attuate con co-branding specializzati molto rilevanti.

Una linea esclusiva che svela ancora più in profondità alcuni approcci di interpretazione e precisi aspetti creativi delle figure che hanno affiancato Moncler attraverso questo itinerario del tutto innovativo.

Prodotti limited edition tanto densi di personalità e di valore come il vinile inciso dal due volte premio Oscar francese Alexandre Desplat, voluto da Pierpaolo Piccioli, le coperte in patchwork di duvet vintage, intessute di tonalità infinite, riprese dalla collezione 2 Moncler 1952, i boots e i bijoux romanticamente rétro e insieme decisamente pragmatici di Simone Rocha, i coloratissimi caschi da sci di 3 Moncler Grenoble.

Craig Green ha invece lavorato immergendosi nella tradizione britannica maschile dello shoe-maker Grenson, mentre Hiroshi Fujiwara punta su un libro in edizione limitata e sullo snowboard realizzato in collaborazione con Burton.

Uno skateboard, una borsa e la air-mask, accompagnati da un volume, sono la declinazione viral di Francesco Ragazzi per Palm Angels. Non mancano nemmeno i pets all’appuntamento: Poldo Dog Couture per loro ha pensato un set di giocattoli giallo-neri e una grafica e sofisticata doppia ciotola.

Francesco Ragazzi ha trasmesso le sue competenze di comunicatore alla collezione, concepita come un gift shop di quel museo della creatività contemporanea che è Moncler Genius. In questo approccio, gli slogan accattivanti pensati per diventare virali – Make It Rain e I’m So High – e lo stesso logo di Moncler Genius diventano protagonisti e assumono il ruolo di veri e propri statement diventando parte integrante di una vera
e propria operazione di merchandising come il design.

Lo spirito che anima la collezione è deciso e grafico, come sottolinea la palette dominante di rosso e nero interrotta di tanto in tanto da lampi di bianco, e la gamma di materiali tra cui spiccano il nylon lucido e l’acetato.

Le forme sono funzionali ma estrose: piumini, gilet, tute, parka, maglioni con orlo a cordoncino, felpe col cappuccio, t-shirt e leggings sono moduli da mescolare e abbinare a piacere, come richiede il frenetico stile metropolitano. Lo spirito è versatile: un mix ‘n match pop- grunge-rock che può assumere le più svariate forme e adattarsi alle situazioni più diverse.

Un esempio su tutti: i camaleontici sandali-sneaker che possono essere portati con spesse calze di lana abbinati a calzini da ginnastica. Casual e provocante, questo remix di influenze dà vita a un caleidoscopio di sensazioni.

“Un progetto curato come Moncler Genius è simile a un museo vivente della creatività contemporanea. Ha bisogno
di un gift-shop per diffondere il messaggio in maniera virale e io sono qui per offrirlo”, Francesco Ragazzi.