Predator Badlands: il ritorno alle origini con uno sguardo al futuro
Il franchise di Predator si espande con Predator: Badlands, nuovo capitolo ambientato su un pianeta remoto e popolato da tensioni primordiali e alleanze impreviste. Diretto da Dan Trachtenberg, già autore di Prey, il film ha come protagonista Elle Fanning nei panni di Thia, un’umana che intreccia un legame sorprendente con un giovane Predator emarginato. Il film approderà nelle sale italiane il 6 novembre 2025.
Predator Badlands, il trailer ufficiale
Il mondo narrativo nato con il Predator di John McTiernan si arricchisce di un nuovo tassello con Predator: Badlands, in uscita nelle sale italiane il prossimo 6 novembre. Diretto da Dan Trachtenberg, già autore dell’apprezzato Prey, questo nuovo film si distanzia dai precedenti per ambientazione, tono e dinamiche narrative, pur mantenendo il respiro tensivo e l’energia visiva che da sempre contraddistinguono il franchise.
Una nuova alleanza in un pianeta lontano
Al centro del racconto troviamo Thia, interpretata da Elle Fanning, che vive su un pianeta remoto. In questo scenario dominato dalla desolazione e dalla lotta per la sopravvivenza, la protagonista incontra un giovane Predator, isolato dal suo stesso clan. Ciò che segue è una narrazione che sovverte la consueta opposizione tra umano e alieno, e propone invece un rapporto di interdipendenza e fiducia reciproca.
Il giovane Predator – interpretato da Dimitrius Schuster-Koloamatangi – intraprende un percorso attraverso terre pericolose alla ricerca di un avversario che rappresenta per lui più di una minaccia: un passaggio verso la definizione della propria identità. L’incontro con Thia dà vita a una dinamica inaspettata che supera le barriere culturali e biologiche, portando entrambi i personaggi ad affrontare le rispettive paure e memorie.
La regia di Dan Trachtenberg
Dan Trachtenberg, dopo il successo di Prey, torna a immergersi nel mito dei Predator con una nuova prospettiva visiva. Il suo approccio si conferma attento all’atmosfera e alle tensioni emotive dei personaggi, affidando all’ambientazione naturale e alla fotografia uno spazio essenziale nella costruzione del racconto. Il deserto alieno che ospita la vicenda diventa un luogo non solo di lotta, ma anche di scoperta, una landa dove l’eco della solitudine risuona tanto nei corpi quanto nei paesaggi.
Il film è prodotto da John Davis, Dan Trachtenberg, Marc Toberoff, Ben Rosenblatt e Brent O’Connor, in collaborazione con 20th Century Studios.
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