Sagio primavera estate 2027: Remix XVIII Reborn, l’identità si muove come l’acqua

In breve
• Remix: XVIII Reborn è la collezione Sagio primavera estate 2027 dedicata all’identità e alla percezione di sé.
• Maria Antonietta rappresenta l’immagine costruita attraverso l’abito; Veruschka incarna la metamorfosi e il camuffamento.
• Drappeggi, intrecci, volumi scultorei, superfici riflettenti e strati traslucidi mettono in dialogo struttura e fluidità.

Sagio primavera estate 2027 presenta Remix: XVIII Reborn, una collezione firmata da Alexander Sagio che osserva l’identità attraverso riflessi, movimento e metamorfosi. Maria Antonietta e Veruschka diventano i due poli di un guardaroba sospeso fra struttura e fluidità, drappeggi e volumi scultorei, superfici riflettenti e trasparenze.

Sagio prosegue la riflessione sull’identità iniziata nella stagione precedente e la orienta verso una nuova domanda: come vediamo noi stessi? L’acqua diventa il principio visivo e progettuale della collezione. Riflette, deforma e ricompone l’immagine senza perdere la propria natura. Allo stesso modo, i capi proteggono, rivelano e trasformano il corpo attraverso costruzioni capaci di cambiare secondo luce, movimento e prospettiva.

L’immagine restituita da uno specchio appare stabile soltanto per un istante. Basta cambiare posizione, distanza o illuminazione perché alcuni dettagli acquistino importanza e altri scompaiano. Sagio primavera estate 2027 parte da questa instabilità e trasforma il modo di guardarsi in una ricerca sull’abito.

Intitolata Remix: XVIII Reborn, la collezione firmata da Alexander Sagio sviluppa un dialogo fra identità costruita e identità mutevole. Il vestito partecipa a entrambe: permette di definire la propria immagine e, nello stesso tempo, di cambiarla. Può mostrare, custodire, correggere o amplificare una parte di sé.

Il tema entra nella costruzione attraverso silhouette definite interrotte da drappeggi, intrecci e volumi scultorei. Le superfici reagiscono alla luce, mentre gli strati traslucidi lasciano emergere il corpo senza offrirne mai una lettura definitiva. Ogni look sembra destinato a cambiare secondo l’angolazione dalla quale viene osservato.

Remix: XVIII Reborn sposta la ricerca verso lo specchio

La collezione autunno inverno 2026-2027 rifletteva sulle diverse personalità che convivono nella stessa persona e sulle identità selezionate per essere mostrate agli altri. Per la primavera estate 2027, Sagio modifica il punto di osservazione.

Il tema riguarda ora il modo in cui ciascuno percepisce sé stesso. L’identità smette di essere unicamente una rappresentazione sociale e diventa un’esperienza intima, influenzata dalla luce, dal movimento e dalla prospettiva.

Il titolo Reborn associa questa presa di coscienza a una rinascita. Non indica la cancellazione di ciò che è esistito in precedenza. Descrive il momento in cui versioni apparentemente contraddittorie della stessa persona vengono riconosciute come parti di un’identità continua.

Forza e vulnerabilità possono convivere. Disciplina ed emozione non si escludono. Discrezione ed espressività possono emergere in momenti diversi, senza compromettere la coerenza della persona. Il guardaroba diventa lo strumento con cui gestire questa complessità.

L’acqua trasforma il riflesso in un principio sartoriale

L’acqua rappresenta la metafora centrale della collezione. Quando la superficie rimane immobile, può restituire un’immagine precisa. Un piccolo movimento è però sufficiente per frammentare il riflesso e ricomporlo in una forma differente.

Questa capacità viene trasferita alla silhouette. Alcuni capi mantengono contorni netti e leggibili; altri permettono al corpo di dissolversi fra pieghe, trasparenze e riflessi. L’abito non perde la propria struttura, ma evita di imporre una sola percezione della figura.

Maria Antonietta costruisce l’identità attraverso l’abito

Maria Antonietta rappresenta il primo polo della collezione. La sua immagine pubblica veniva costruita attraverso abiti, acconciature, volumi e rituali di corte. La moda funzionava come un linguaggio di rappresentazione e di potere.

La silhouette aveva il compito di essere vista, interpretata e ricordata. Il corpo entrava in una struttura capace di modificarne proporzioni e presenza, comunicando rango, distanza e controllo. Allo stesso tempo, quell’immagine rimaneva costantemente sottoposta allo sguardo e al giudizio degli altri.

Sagio non traduce questo riferimento in una ricostruzione storica. Ne trattiene il principio: l’abito può costruire un’identità pubblica. Una forma definita, un volume scultoreo o una proporzione controllata modificano il modo in cui una persona occupa lo spazio.

La componente strutturata di Remix: XVIII Reborn nasce da questa consapevolezza. Il vestito delinea il corpo, ne stabilisce il contorno e gli attribuisce una presenza. La struttura diventa protezione, disciplina e affermazione.

Veruschka libera l’identità attraverso la metamorfosi

Veruschka rappresenta il movimento opposto. Attraverso camuffamento, body painting e trasformazione fotografica, la modella ha portato la propria immagine oltre una forma stabile, diventando di volta in volta donna, animale, paesaggio o scultura.

Nel suo lavoro il corpo non scompare: cambia il rapporto con ciò che lo circonda. Può fondersi con una parete, assorbire un motivo naturale oppure perdere i propri confini grazie al colore. L’identità emerge proprio attraverso la possibilità di trasformarsi.

Sagio traduce questa metamorfosi in drappeggi, intrecci, superfici riflettenti e materiali traslucidi. Il contorno diventa mobile. Una piega modifica la linea del corpo; una trasparenza sovrappone interno ed esterno; un riflesso restituisce una figura diversa a seconda della luce.

Maria Antonietta e Veruschka non vengono presentate come modelli incompatibili. La collezione le avvicina perché ogni identità comprende entrambe le possibilità: costruirsi attraverso una forma e liberarsi attraverso la trasformazione.

I drappeggi modificano il corpo durante il movimento

Il drappeggio permette al tessuto di reagire direttamente ai gesti. Quando il corpo rimane fermo, pieghe e cadute possono apparire ordinate; durante il movimento, la costruzione acquista nuove ombre e modifica il profilo della silhouette. In Remix: XVIII Reborn il drappeggio traduce il comportamento dell’acqua. La materia sembra scorrere, concentrarsi e poi aprirsi. Non replica letteralmente un’onda, ma ne riprende l’instabilità e la capacità di ridisegnare continuamente la superficie.

Gli intrecci trasformano la complessità in forma

Le costruzioni intrecciate portano nella collezione un’idea di identità composta da elementi differenti. Ogni fascia o porzione di materia segue una direzione autonoma, ma contribuisce a una struttura comune. L’intreccio può definire il busto, raccogliere un drappeggio oppure creare una tensione fra parti aderenti e sezioni più libere. Il corpo viene attraversato da linee che ne modificano visivamente le proporzioni, senza immobilizzarlo.

Questa lavorazione esprime il significato profondo di Remix: XVIII Reborn. Le diverse versioni della stessa persona non devono essere separate o risolte. Possono incontrarsi e costruire una figura più articolata. L’elemento intrecciato funziona quindi come una sintesi formale. Traduce in tecnica sartoriale la possibilità di tenere insieme disciplina ed emozione, forza e fragilità, esposizione e protezione.

La rinascita evocata da Remix: XVIII Reborn non richiede di diventare qualcun altro. Comincia nel momento in cui, anche dentro un riflesso mutevole, si riconosce qualcosa che appartiene davvero a sé.

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credit image by Press Office – photo by Valerio Mezzanotti

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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