Scimitar Chair, la seduta scultorea di Carl Hansen & Søn per gli interni contemporanei

In breve
• Scimitar Chair è stata presentata per la prima volta nel 1963 alla Cabinetmakers’ Autumn Exhibition di Copenaghen.
• La seduta misura 83 cm di larghezza, 66 cm di profondità, 66,5 cm di altezza e 35 cm di altezza seduta.

Ci sono sedute che arredano e sedute che definiscono il tono di una stanza. Scimitar Chair appartiene alla seconda categoria: bassa, scultorea, precisa, con una base in acciaio inossidabile che sembra trattenere il peso della forma e allo stesso tempo lasciarla fluttuare.

Scimitar Chair è una delle sedute più riconoscibili del modernismo danese. Disegnata da Preben Fabricius e Jørgen Kastholm, viene presentata per la prima volta nel 1963 alla Cabinetmakers’ Autumn Exhibition di Copenaghen e torna oggi nella collezione di Carl Hansen & Søn. Il suo nome nasce dalla lama ricurva della scimitarra, richiamo visibile nella base in acciaio inossidabile che sostiene la seduta con un gesto curvo, netto e leggerissimo alla vista.

La sedia nasce da una riflessione sulla postura. Alla fine degli anni Cinquanta, Kastholm viveva e lavorava in Libano e osservava il modo in cui le persone sedevano vicine al suolo sui tappeti, con le gambe raccolte sotto il corpo. Da quella postura più organica prende forma l’idea di una seduta bassa, rilassata, capace di avvicinare il corpo alla dimensione informale del pavimento senza perdere rigore formale. Una volta tornato in Danimarca, il progetto viene perfezionato con Fabricius, fino a diventare una composizione di materiali, proporzioni e dettagli.

La Scimitar Chair unisce modernismo danese e precisione architettonica

Scimitar Chair Carl Hansen & Søn in pelle

photo by Carl Hansen & Søn

La Scimitar Chair racconta una stagione specifica del design danese, quella in cui legno, pelle, acciaio e vetro entrano in dialogo con una nuova idea di interni. Fabricius & Kastholm, attivi insieme dal 1961 al 1968, sono stati tra i protagonisti del tardo Danish Modern e hanno lavorato su un lessico fatto di minimalismo raffinato, chiarezza architettonica e uso innovativo dei materiali. La Scimitar Chair sintetizza bene questa ricerca.

La base in acciaio inossidabile è l’elemento che definisce il carattere della seduta. E’ una forma quasi grafica che unisce stabilità e leggerezza. La scocca curva in legno impiallacciato, completamente rivestita in pelle oppure, ora per la prima volta, anche in tessuto, addolcisce il segno metallico e invita a una seduta più naturale. Il risultato è un pezzo che può funzionare come poltrona lounge, seduta da conversazione o elemento scultoreo in un ambiente molto curato.

Le proporzioni basse cambiano il modo di abitare il living

Con una altezza seduta di 35 cm, la Scimitar Chair invita a una postura più rilassata rispetto a una poltrona tradizionale. Le dimensioni, 83 cm di larghezza, 66 cm di profondità e 66,5 cm di altezza complessiva, la rendono importante ma non ingombrante. È una seduta che chiede spazio intorno, perché la base curva deve poter essere letta nella sua interezza. Troppo vicina a un mobile o a una parete perderebbe parte della sua forza.

Nel living, il modo migliore per inserirla è trattarla come una lounge chair da posizionare in una zona di conversazione, accanto a un divano basso, a un tavolino in legno, vetro o pietra, e a un tappeto capace di definire il perimetro.

Nel soggiorno contemporaneo funziona come pezzo focale

Scimitar Chair Carl Hansen & Søn living

photo by Carl Hansen & Søn

In un soggiorno contemporaneo, la Scimitar Chair può diventare il punto focale della zona relax. Funziona bene accanto a un divano dalle linee essenziali, soprattutto se il divano è più neutro e orizzontale. La sedia introduce una linea curva, una base metallica e una postura diversa, creando una composizione più dinamica. Una sola seduta, se ben posizionata, può cambiare la gerarchia visiva della stanza.

Per valorizzarla, conviene lavorare con un tappeto ampio, una lampada da terra orientabile e un tavolino basso. La versione in pelle color cuoio si abbina bene a pareti avorio, legni caldi, travertino, noce e tessuti naturali. La versione tessile, soprattutto in tonalità chiare o bouclé, alleggerisce la presenza della base in acciaio e rende la seduta più morbida alla vista. In entrambi i casi, la Scimitar Chair non va soffocata da troppi oggetti decorativi: ha bisogno di aria, luce e proporzione.

Nello studio diventa una seduta da lettura

Lo studio privato è uno degli ambienti più adatti alla Scimitar Chair, perché la seduta bassa crea una pausa rispetto alla postura operativa della scrivania. Può essere posizionata vicino a una libreria, accanto a una finestra o in un angolo lettura con una lampada da terra. In questo contesto diventa una seduta per leggere, sfogliare un libro, prendere appunti o conversare.

In uno studio con boiserie, librerie in noce, pavimento in legno e scrivania importante, la versione in pelle risulta molto coerente. Porta calore, storia e una nota collezionistica. In uno studio più minimal, con pareti chiare e arredi ridotti, la versione tessile può introdurre una morbidezza controllata.

In camera da letto crea una zona lounge discreta

In camera da letto, la Scimitar Chair può essere usata per creare una piccola zona lounge, soprattutto nelle stanze ampie o nelle suite padronali. Posizionata vicino a una finestra, accanto a una madia bassa o in prossimità di una parete libera, diventa una seduta per leggere, appoggiare un plaid o costruire un momento di pausa prima e dopo la giornata.

La scelta del rivestimento cambia molto l’effetto finale. La pelle è più adatta a camere con palette calde, legni scuri e tessuti materici. Il tessuto funziona meglio in camere più luminose, con lino, lana, tende leggere, tappeti chiari e palette neutre. In entrambi i casi, è importante accompagnarla con una luce lateralee: una lampada da terra o da parete crea una zona intima e lascia emergere il profilo della base metallica.

In una zona conversazione funziona meglio in coppia

La Scimitar Chair può essere usata anche in coppia, soprattutto in una zona conversazione distinta dal divano principale. Due sedute rivolte verso un tavolino basso creano un ambiente più raccolto, perfetto per una casa con grandi vetrate, un camino, una biblioteca o una sala musica.

Quando si inseriscono due Scimitar Chair, è importante lasciare spazio tra le basi in acciaio, evitando che le curve si sovrappongano visivamente. Il tappeto deve essere abbastanza grande da contenere entrambe le sedute e il tavolino, così da farle leggere come un unico gruppo. La coppia in pelle è più intensa e grafica. La coppia in tessuto è più leggera e adatta a interni luminosi.

Nello stile minimal richiede spazio e pochi elementi

Scimitar Chair Carl Hansen & Søn interni minimal

photo by Carl Hansen & Søn

In uno stile minimal, la Scimitar Chair funziona come un segno puro. La base in acciaio e la seduta curva diventano una linea nello spazio, quindi tutto ciò che la circonda deve essere controllato. Pareti bianche o calce chiara, pavimenti continui, tappeti neutri e arredi bassi sono il contesto migliore.

Il minimalismo non deve però cancellare la materia. La Scimitar Chair è interessante proprio perché unisce precisione e tattilità. Per questo è meglio abbinarla a materiali veri: legno, pietra, lana, lino, acciaio, vetro. Pochi oggetti, ma ben scelti. Una lampada nera, un tavolino monolitico, un quadro astratto e un tappeto in lana possono bastare.

Nello stile modernista dialoga con legno, pelle e acciaio

Lo stile modernista è il territorio naturale della Scimitar Chair. Qui la seduta può dialogare con mobili bassi, tavolini in vetro, pareti in legno, librerie lineari, pavimenti scuri e lampade da lettura dal segno tecnico. La versione in pelle cuoio è particolarmente adatta, perché richiama la ricerca di Fabricius & Kastholm su acciaio e pelle, materiali industriali e artigianali allo stesso tempo.

Per creare un interno modernista convincente, la sedia deve entrare in una composizione viva: vicino a un daybed, a una libreria, a un tavolino in acciaio e vetro, a un tappeto sobrio.

La versione in tessuto apre nuove possibilità decorative

La novità più interessante della riedizione è la possibilità di avere la Scimitar Chair anche in tessuto, oltre che in pelle. Questo apre la seduta a interni più morbidi, luminosi e contemporanei. Il tessuto riduce la percezione più severa della struttura metallica e permette di inserirla in ambienti dove la pelle potrebbe risultare troppo marcata. È una scelta adatta a camere, living chiari, case japandi ed interni nordici.

credit image by Press Office – photo by Carl Hansen & Søn

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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