Audemars Piguet by Phoebe Hui: l’installazione The Moon is Leaving Us a Hong Kong

Audemars Piguet by Phoebe Hui: svelata l’installazione The Moon is Leaving Us in mostra presso il Duplex Studio a Hong Kong.

Audemars Piguet Contemporary ha svelato la quinta Commissione Artistica Audemars Piguet by Phoebe Hui, artista multidisciplinare di Hong Kong, in mostra presso il Duplex Studio al Tai Kwun, Center for Heritage and Arts di Hong Kong, dal 25 aprile al 23 maggio 2021, concludendosi ad Art Basel Hong Kong.

Audemars Piguet by Phoebe Hui: il dietro le quinte

L’installazione di grandi dimensioni site-specific intitolata The Moon is Leaving Us è stata ideata e realizzata dalla Hui in collaborazione con la curatrice ospite Ying Kwok, con il supporto di Audrey Teichmann, Art Curator di Audemars Piguet Contemporary. L’opera d’arte esplora le osservazioni storiche e contemporanee della Luna nel tentativo di riesaminare il nostro rapporto con essa e di abbracciare nuove prospettive sulla scienza attraverso l’arte contemporanea. The Moon is Leaving Us è in esposizione solo su invito a causa dell’emergenza COVID-19. È accessibile al pubblico attraverso un tour virtuale della mostra e walk-through digitale guidato dal curatore.

La Hui è da tempo affascinata dalla Luna come argomento di studio, incuriosita dalle sue numerose complessità. Durante una visita alla sede di Audemars Piguet a Le Brassus nel 2019, l’artista ha potuto vivere l’eccezionale esperienza di passeggiare di sera sotto la Luna Piena. Il forte riflesso del chiaro di luna sui pendii innevati è rimasto impresso nella mente dell’artista a tal punto che al suo ritorno a Hong Kong ha iniziato a effettuare ricerche sul corpo celeste.

La Hui ha scoperto un fatto importante che è alla base della sua opera d’arte: la Luna sta lentamente migrando dalla Terra a una velocità di 3,78 cm all’anno, la stessa velocità con la quale crescono le nostre unghie. Rendendosi conto che questo impatto non sarà percepito nelle nostre vite, ha intrapreso un viaggio negli aspetti visibili e invisibili della Luna.

The 5th Audemars Piguet Art Commission

L’installazione multi-room di grandi dimensioni presso il Tai Kwun è costituita essenzialmente da due opere d’arte principali: Selenite, che prende il nome dal romanzo scientifico I primi uomini sulla luna di Herbert George Wells; e Selena, che significa “Luna” in greco.

Entrando nell’atrio principale del Duplex Studio, gli spettatori fanno conoscenza con Selenite, un robot cinetico meccanico che è la principale fonte di luce della stanza. Selenite presenta 48 bracci meccanici, disposti a parabola. Affisso su ogni braccio c’è uno schermo, sul quale vengono proiettate immagini frammentate della Luna, che vanno dai disegni storici alle immagini della NASA e ad altri dati open-source raccolti in rete.

Gli schermi sono sovrapposti a polarizzatori che mostrano solo una veduta parziale delle immagini lunari. Un team di ingegneri di Force Dimension ha condiviso le proprie conoscenze e competenze con la Hui durante la programmazione meccanica di Selenite. La scultura di grandi dimensioni presenta agli spettatori una visualizzazione lunare che è completa solo sporadicamente, un cenno al fatto che la società è informata sulla natura in modo incoerente, mediato da strumenti tecnologici.

Il viaggio del visitatore prosegue al piano superiore. Selena, una macchina costruita a mano e programmata dalla Hui che produce disegni a inchiostro assolutamente unici delle facce visibili e invisibili della Luna, si trova nella Reserach Room dell’artista insieme agli oggetti utilizzati durante lo sviluppo dell’installazione.

Durante il suo processo incentrato sulla ricerca, la Hui è riuscita a capire approfonditamente il modo in cui noi umani abbiamo una comprensione incompleta della Luna, poiché la sua identità visiva è mediata da strumenti e pertanto è soggettiva. Una conversazione con un ex astronauta ha consolidato questa analisi. La Hui ha indagato su come la Luna è stata storicamente rappresentata, accedendo a documenti online, tra cui il primo libro che include una mappa dettagliata della Luna, l’edizione del 1647 di Selenographia, sive Lunae descriptio dell’astronomo Johannes Hevelius.

Questi documenti, insieme alle osservazioni moderne della Luna, hanno ispirato il robot disegnatore Selena, che è stato costruito utilizzando strumenti presi in prestito dalle belle arti ma riadattati, tra cui la cornice di una tela e le parti di un cavalletto. Mentre le complessità di ciascuno dei disegni di Selena si basano sugli ultimi dati open source della NASA, i disegni sono fatti per apparire nelle mani di Hevelius.

Sono necessari dai cinque ai sette giorni perché il computer di Selena esegua il suo programma, che interpreta 138 milioni di parametri da ciascuna immagine originale della NASA, e da dodici a quattordici ore supplementari per completare un singolo disegno della Luna. Quattro coppie di disegni della Luna creati da Selena, incluso un disegno della Terra coperta dall’ombra della Luna, sono sospese nello spazio, mostrando due vedute opposte, una di seguito all’altra.