Un atlante onirico da calpestare: Fornasetti x cc-tapis debutta alla Milano Design Week 2026

Fornasetti e cc-tapis reinterpretano una selezione di motivi d’archivio in un progetto che unisce arte, ironia e savoir-faire artigianale, trasformando il tappeto in un gesto narrativo. Presentata alla Milano Design Week 2026, la collezione traduce l’universo immaginifico e onirico di Fornasetti in un linguaggio tattile e materico, dove il disegno diventa texture e la superficie diventa scena. Composta da 16 pezzi tra tappeti annodati a mano, arazzi ricamati a mano e creazioni tessute a mano, ogni opera esplora il potenziale espressivo delle fibre naturali e costruisce nuove profondità visive attraverso la lavorazione. 

La collezione nasce come incontro tra due forze del design italiano: l’universo simbolico e narrativo di Fornasetti e la ricerca sperimentale di cc-tapis, che da tempo tratta il tappeto come superficie espressiva e oggetto collezionabile. Il risultato è un repertorio di immagini “senza tempo” rilette in chiave materica, dove illusioni ottiche, frammentazioni e dettagli grafici diventano presenza d’arredo di carattere.

Qui ogni pezzo funziona come un piccolo teatro domestico: la grafica costruisce la storia, la texture la rende credibile. Merito di una scelta precisa di fibre naturali come lana himalayana, lana merino e seta, usate per amplificare profondità, lucentezza e micro-contrasti tipici del segno Fornasetti.

Tecniche e formati che cambiano la percezione dello spazio

Tappeti cc-tapis x Fornasetti Milano Design Week 2026

photo by Piotr Niepsuj

La collezione alterna tappeti a nodo finissimo (tecnica tibetana), arazzi ricamati a mano realizzati da una collettività di artigiani in Uttar Pradesh, fino a creazioni tessute a telaio: un ventaglio che permette di scegliere non solo un’immagine, ma anche un “peso” visivo e tattile diverso, dal monumentale al formato più intimo.

I pezzi chiave da usare come “punto di regia”

  • Profili e Profilo: grafica essenziale, altissima leggibilità, perfetti per costruire simmetrie e assi prospettici.
  • Re sole e Rovine classiche: icone classiche che “nobilitano” l’ambiente e reggono anche spazi ampi e molto luminosi.
  • Il gattipanni e Peccato originale: colore e narrazione più dichiarati, ideali quando vuoi che il tappeto sia il protagonista.
  • Bocca, mano, mano con gioielli e farfalle e losanghe: formati più piccoli, perfetti per ingressi, corridoi, passaggi e “accenti” mirati.

Minimal contemporaneo con un tappeto “opera”

In un living minimal, il trucco è far diventare il tappeto la sola concessione alla narrazione. Scegli Profili (jacquard) come quadro orizzontale a pavimento: divano lineare in bouclé avorio, tavolino in vetro o travertino, pareti calde e opache. L’effetto migliore arriva quando la palette resta neutra e la grafica lavora come un’incisione, non come un pattern.

Nordic soft con contrasti controllati

Nel nordico evoluto (legni chiari, tessili naturali, luce diffusa) funziona l’idea “nero su crema”: Mani o Profili portano contrasto senza irrigidire. Aggiungi una sola nota di colore ripresa dal tappeto (un vaso, una poltroncina, una lampada da lettura) e lascia che il resto resti materico: lino, lana, rovere.

Classico italiano con un colpo surrealista

Se la casa ha cornici, boiserie o marmi, la scelta più elegante è lavorare per “citazione”: Rovine classiche o Re sole dialogano con l’idea di decorazione colta e la spostano di un passo, senza parodia. A quel punto puoi osare con una laccatura lucida, ottone brunito e velluti profondi, ma mantenendo le forme dei mobili pulite e contemporanee.

Mid-century e modernismo con ritmo grafico

Nel mid-century (teak, noce, sedute basse, ottone satinato) il tappeto deve dare ritmo. Musciarabia o Peccato originale funzionano come “campo” cromatico: mantieni il divano in tinta unita, aggiungi un’unica stampa piccola (cuscini micro-geometrici) e fai lavorare la luce su superfici lucide e opache per amplificare la profondità del disegno.

Industrial chic con un elemento teatrale

In un loft industriale (cemento, ferro, grandi vetrate) serve un gesto che scaldi senza perdere tensione. Qui vincono i soggetti iconici: Il gattipanni o Profilo in formato runner possono guidare un corridoio o una zona bar, mentre Bocca diventa accento pop su pavimenti scuri. Bilancia con pelle naturale, metalli bruniti e luci puntuali, come in una scenografia.

Maximalismo colto, quando il tappeto detta la collezione

Se ami stratificare, usa il tappeto come “curatore” della stanza: prendi un motivo Fornasetti e costruisci una piccola collezione coerente per tema, non per colore. Esempio: con mano con gioielli e farfalle e losanghe puoi giocare con specchi, cornici dorate, ceramiche e pattern a scacchiera, ma mantenendo due regole: una sola scala dominante (il tappeto) e una palette base che resta stabile (bianco/nero + un accento).

Ingresso e corridoio, il luogo perfetto per i formati “segnale”

Runner e tappeti piccoli sono un’arma estetica: guidano lo sguardo e danno identità subito. Profilo (100×300) o mano (100×300) lavorano bene con pareti chiare e una console sottile, meglio se sospesa. Aggiungi una luce radente (applique o binario) per far emergere texture e rilievi.

« di 12 »

(META)FISICA
cc-tapis showroom
Piazza Santo Stefano 10, Milano
20 – 26 aprile 2026
Dalle 10 alle 18

credit image by Press Office – photo by Piotr Niepsuj

About Author /

Matilda Brera è specializzata nel settore del design e del lifestyle, con una passione innata per l'arte e l'innovazione. Fin da giovane ha dimostrato un interesse vivido per l'estetica e la creatività, che ha coltivato attraverso gli studi e l'esperienza pratica. Matilda è anche un'appassionata sostenitrice dell'ecosostenibilità nel design, promuovendo progetti e idee che integrano l'estetica con la responsabilità ambientale.

Start typing and press Enter to search